Ich durfte lesen, während
ich langsam älter wurde
in gemieteten Zimmern,
teils unterirdisch, im Keller,
teils unterm heißen Dach,
aber allein gelassen mit mir,
Musik und neuen Büchern,
in unerreichbaren Zeiten ?
höchstens mal ein Brief,
zutiefst bewegt von Trakl,
in Regenwanderungen Stadt
und Land erobernd, lesend
aneignend, an Ostern mit
dem Text in der Hand vor
dem Tor, voll innerer Musik
und gesungenen Zeilen,
die eigene Hitze erzeugend
bei äußerlicher Kälte, wie
eine Kompassnadel in jede
Richtung tastend, fahrend ?
es war eine erlesene Jugend.
La scienza divulgata. Brevi riflessioni attorno a due successi editoriali
Come avevo annunciato in un intervento sui dieci ‘miei’ libri estivi, ho fra le mani, in contemporanea, il breve testo di Rovelli e quello – lungo il quadruplo – di Odifreddi, che presentano entrambi lo stesso argomento: la divulgazione scientifica. Continua a leggere
74. Vivere all’altezza
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=WbsSJ0R3lJQ]
da qui
Tutti i discorsi che abbiamo fatto finora suggeriscono che, per educare, occorre una competenza ben precisa e che è fortemente sconsigliato improvvisare. Continua a leggere
Lettera da Berlino
di Stefanie Golisch
Who killed Bambi?
Pornografie or romance?
Sono degli slogan, scritti su delle borse di stoffa colorate che ondeggiano ai colli della gente in metropolitana. Mi propongo una maggiore attenzione a questo particolare. La città, descritta dal punto di vista di questi messaggi-punti interrogativi. Continua a leggere
Da “Dove non c’è donna, l’uomo geme randagio”, di don Paolo Ricciardi

Dove non c’è donna, l’uomo geme randagio
(Siracide 36,27)
Un Percorso attraverso lo Sguardo di alcune Donne della Storia Sacra
Poesie di d. Paolo Ricciardi
Eva, la Madre
Genesi 3
L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.
Il Signore Dio fece all’uomo e a sua moglie tuniche di pelli e li vestì.
Genesi 3,20-21
Da secoli porto il peso della sfiducia originale:
credere nell’Io invece che in Dio.
Da quando mi scoprii nella nudità,
ora non cerco che esser da Lui rivestita.
Eppure, nell’Origine di così tanto Male,
Egli ha seminato ancora e,
nel dolore d’ogni parto, Gen 3,16
ci (mi) ha dato la grazia di procreare.
Ora, ogni volta che un Grembo
si apre,
mi sento “complice” di così straordinario Evento.
E quando, dalla mia stirpe,
una Donna nuova donerà il Figlio,
sarò finalmente libera da ogni peso.
La serpe sarà sotto il suo piede immacolato Gen 3,15
e Lei, per tutti Madre,
per me sarà Sorella.
Il gruppo, di Joseph O’Connor
Riflessioni sul nuovo romanzo del grande autore dublinese
Il grande romanziere irlandese scrive la sua prima opera narrativa interamente dedicata al rock, presentando una storia di pura fantasia, costruendo a tavolino un immaginario, ma credibilissimo quartetto new wave dal nome The Ships, attivo fra il 1981 e il 1987, composto dai compagni di scuola Fran (voce), Rob (chitarre), dai gemelli Trez (basso e violoncello) e Seán (batteria). Continua a leggere
CRESTOMAZIA 9: “RIMPROVERO” di HUMBERTO AK’ABAL
RIMPROVERO
La luna era una grande casa
seduta sulla schiena della collina.
Quando mio padre mi rimproverava,
io andavo dalla luna
e lì dormivo.
(da Tessitore di parole, Le Lettere, Firenze 1998, a cura di Emanuela Jossa).
“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi)
Perché di questo si tratta. 12.

B) Il Vangelo come non l’avete mai letto, (2014), si divide in due parti: una prima più esegetica, dove a parlare è lo studioso di Sacra Scrittura e una seconda dove l’esegesi lascia il posto al racconto. Nella seconda parte del libro procedi per immedesimazione, una tecnica che ricorda quella precedentemente utilizzata in Nessuno è più importante di te, e le voci dell’autore e del protagonista spesso si fondono in un’unica voce. Continua a leggere
Lettera da Berlino
di Stefanie Golisch
Nel prezzo del biglietto giornaliero dei mezzi pubblici è incluso un giro sul traghetto: da Wannsee, il più grande lago di Berlino fino a Kladow, una piccola località dall’altra parte dell’ampia baia, venti minuti, una crociera in nuce. Faccio una passeggiata lungo il Mauerweg, il sentiero del muro, una pista ciclabile che ripercorre i circa 150 km di muro tra le due parti della città e intorno ad essa. Mi fermo in un vecchio locale con giardino, un poco nascosto, romantico si direbbe. Ordino un cappuccino che non arriva mai e mentre attendo, non proprio pazientemente, ascolto la conversazione del tavolo vicino, un gruppo di film-makers. Continua a leggere
Come per una congiura. Il carteggio Contini-Sinigaglia curato da Gualberto Alvino

Dall’Introduzione di Gualberto Alvino
La corrispondenza tra Gianfranco Contini e Sandro Sinigaglia — iniziata nel 1944 e protrattasi quasi ininterrottamente fino al 1989, a pochi mesi dalla scomparsa d’entrambi — costituisce una vistosa eccezione nel folto epistolario del Domese, scaturendo non già, come negli altri casi, da ragioni d’ordine letterario o professionale, ma da un’attrazione indomabile, un’amicizia virile durata mezzo secolo senza l’ombra d’un attrito e scoccata da un «gesto» altrettanto istintivo che disinteressato compiuto all’insegna del pericolo e dell’avventura in uno dei frangenti più dolorosi della nostra storia nazionale. Continua a leggere
Il punto esatto
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=qS8bVIfjOdo&feature=youtu.be]
da qui
Musica e voce di Mauro Pulvirenti
Testo di Fabrizio Centofanti
Realizzazione video di Francesca Centofanti
Le voci del Pretorio. La seconda risposta del romanzo epistolare di Angelo Ascoli e Pasquale Vitagliano
Seconda risposta
Mio Caro Daniele,
Ancora una volta trovo difficoltà a scriverti. Del resto, perché dovrei farlo? Tu sei fuggito via, sei ormai a Potenza, io sono rimasto qui e ho dovuto ricostruirmi una tana solitaria dove dormire? Rifugiarmi? Semplicemente attendere? E che cosa poi? Mi scrivi che Rosaria ti ha sconvolto la vita. Immagino che anche tu, in qualche modo, abbia dovuto innalzare mura dove custodire le assenze, credo. Quella di Rosaria, innanzitutto, ma anche la mia, e quindi la tua innocenza che portavi a spasso con me, la sera, per la via del paese, in un rigurgito di tardiva adolescenza che accettavamo, cercavamo, anzi. Rosaria…
SUL TAMBURO n.4

Gualberto Alvino, L’apparato animale, introduzione di Giovanni Fontana, Torino, Robin, 2015; Gualberto Alvino, Scritti diversi e dispersi (2000-2014), prefazione di Mario Lunetta, Roma, Fermenti, 2015
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Scrive Giovanni Fontana nella sua lunga introduzione al libro di Gualberto Alvino (e il titolo del suo testo critico la dice lunga sul taglio dell’intervento dello scrittore di Frosinone):
«Il suo testo si torce in un’orgia di materia grondante di umori. Talvolta Gualberto Alvino svolta repentino. Fugge per la tangente. Poi torna grondante per apparire di fronte e di profilo a un tempo. Per scomporre l’immagine di sé in vortici. E analizzarne gli elementi. Radici. Ecco che propone allora accumulazioni drammatiche e fluttuazioni incongrue. Una Humanitas fatta di parti anatomiche. Per esempio. E’ un duro atlante di anatomia che si esplica nell’elenco spietato delle membra rivelandone la fragilità come su un tavolo di analisi. Tarsie di cose morte. […] E’ qui che Alvino (si) scrive il corpo in latino. L’elenco articolato nel linguaggio dotto degli antichi. Rotto in sequenza dalla scansione libresca e didattica che ricostruisce sulla pagina i segreti di quel corpo»(1).
Lettera da Berlino
di Stefanie Golisch
Le ville dell’alta borghesia del quartiere residenziale di Dahlem.
Come spiegare a un profugo ? in questo periodo ne arrivano all’incirca 3000 al mese ? che in ognuna di queste case enormi ci abitano forse due, tre persone? Continua a leggere
CRESTOMAZIA 8: “Aiére” di Albinio Pierro
Aiére
Aiére nun ha’ vinute,
e a mmi ca t’aspittèj cannijànne
passàite ‘a morte cchi ncolle
e si facìte u fridde cchiù grane.
Pò come nda nu mère di nive
si fècete citte u munne:
avì schitte nu passarelle
cch’i scille tise a lu funne.
(da un pianto nascosto)
“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi)
Toti Bellone. Il mio vivere è stato sempre un sogno
di Augusto Benemeglio
1. Da Cardarelli a Prevert
Diceva Vincenzo Cardarelli , forse l’ultimo dei nostri classici, che la poesia è “l’arte di tacere”, come la tragedia è “l’arte di mascherarsi” . Continua a leggere
Perché di questo si tratta. 11.

B) Leggendo Diventare se stessi, si ha la sensazione che questo divenire si realizzi più per ri-costruzione che per costruzione.
F) Ricostruire è importante, ma il problema è la prospettiva, o meglio la chiave con cui l’operazione si conduce. Si dice che il diario sia terapeutico, ed è vero: l’importante è che crei una distanza dal magma della vita, dalle reazioni più istintive, dal mare agitato in cui ci si trova troppo spesso a vivere. Ricostruire il passato significa vederlo con gli occhi dell’oggi, dalla roccia che appare nuovamente, dopo una tremenda mareggiata. Continua a leggere
RECENSIONI POETICHE di Max Ponte
Alain Baraton, “Il giardiniere di Versailles”
Alain Baraton, Il giardiniere di Versailles, Skira – Storie, 2015, pp. 213, euro 17,00
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di Andrea B. Nardi
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Alla mia bell’età ho finalmente scoperto quale sia il più bel mestiere del mondo: quello di Alain Baraton, capo giardiniere del Parco di Versailles. E ne è prova anche il fatto che, pur non essendo un professionista della scrittura, il signore in questione abbia nel suo lavoro accumulato una tale sensibilità d’animo, una così marcata acutezza intellettuale, un’esperienza di vita tanto serena, da consentirgli di scrivere questo libro sorprendente.
Ancora una volta il catalogo Skira si arricchisce di un volume fuori dai contesti omologati, un memoir dalla prosa suadente, elegante e divertentissimo, con la storia di un modesto giardiniere diventato, dopo una lunga carriera, direttore del parco più famoso della storia, quando la vita vera sa essere più affascinante di un romanzo.
Perché di questo si tratta. 10.

B) Quotidianità e altrove, un altrove che è territorio dell’anima in cui convergono ricordi d’infanzia, volti di persone appartenenti al passato, emozioni e desideri provati per un istante e che si sono fissati per sempre nella carne come tatuaggi indelebili. Via di fuga e al tempo stesso tesoro prezioso al quale attingere, dove l’alto sentire e il più basso desiderio, come scrivi nella poesia Chopin, possono toccarsi. Continua a leggere










