Maurizio Spinali, da “Un anno la luna”.

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Prefazione di Davide Rondoni

Una radicale urgenza di poesia, come se fosse lei l’unica a rendere possibile, vivibile uno sguardo stupito e tremendo, dolce e feroce. Come se fosse lei, e solo lei, la poesia, a far sopravvivere guardando.

Il lavoro di Spinali sta andando in una direzione che sarà al tempo stesso di conferma e di smentita. Sta portando la sua poesia ai confini, ai propri termini ultimi. Continua a leggere→

La Strada, di Cormac McCarthy

di Mauro Baldrati

la-strada1.jpgLa strada è un libro già scritto. Perché è dentro di noi. L’autore, Cormac McCarthy, ha fatto come Michelangelo, ha eliminato la materia superflua per estrarre quella originaria. L’opera. Un testo che parla di paura, amore, morte, fuga, ignoto. Forse non è consigliabile per chi si trova in bilico sulla depressione, perché il senso di vuoto, di minaccia potrebbe compromettere un già precario equilibrio; oppure sì, è addirittura terapeutico perché una teoria afferma che la rappresentazione di un sentimento negativo può contribuire al suo superamento. E noi lettori in questo romanzo vaghiamo coi due protagonisti, un uomo, un padre, e un bambino, il figlio, in un mondo distrutto, senza luce, senza colori, un mondo morto, lungo una strada asfaltata che attraversa pianure brulle e spoglie, montagne coperte di una neve sporca, sotto una pioggia gelida, sferzati da un vento che solleva nubi di cenere. Perché tutto è bruciato, cauterizzato. La vita, animale e vegetale, è estinta. Restano i sopravvissuti all’apocalisse, spettri vestiti di stracci, come gli antichi lebbrosi, che vagano senza sosta alla ricerca ossessiva di residui di cibo, qualunque avanzo commestibile, e sono dediti al cannibalismo.
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Declini – di Marina Pizzi

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61.
e con lente elemosine questo restare
paziente amore e sotto il letto il tetro
avanzo del mondo, dove non venne
che libertà di schiava vacanza e motto,
dove le foglie cadute o per in piedi
scontavano la taglia della morte
dove il vano notturno senza amore
medicava col sale le germogliate
morie di stanze in bilico col coma.
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Provocazione in forma d’apologo 51

Dopo aver messo la parola “Fine” in fondo al libro di cui non avrebbe mai voluto essere l’autore, Erre scrive all’editore la seguente lettera, che potrà pure fungere da pre-
o postfazione:

“Egregio Dottor ***,
da anni la possibilità che lei mi offriva di pubblicare un romanzo nella sua collana erotica mi sembrava, se non proprio un’offesa, almeno un violento e beffardo contrappasso a tutto ciò in cui credevo e che andavo gridando: mi sembrava il sale gettato sulla coda all’uccello che vuole troppo cantare e saltare, al fine di appesantirlo, di farlo voltare a leccarsi, di confonderlo nella schiera anonima di tutti gli altri pennuti. Continua a leggere→

La prima persona

di Ezio Tarantino

“[La prima persona] è un modo furbo per sottrarsi alle proprie responsabilità. Ci si nasconde dietro una maschera e tutte le banalità che vengono fuori sui scaricano sul personaggio. Questo equilibrismo fra autore e personaggio non mi piace. Non si capisce se sei bravo oppure no. Scrivere in prima persona è terribilmente facile, chi non scrive non può capire” (Ian McEwan)

Mettendo a posto i ritagli di giornale giudiziosamente messi da parte e accatastati in un cesto nato per contenere deliziose prelibatezze natalizie e poi abbandonato in un angolo del soggiorno, mi sono imbattuto in una intervista rilasciata da Ian McEwan al Venerdì di Repubblica del novembre dello scorso autunno, nella quale dice alcune cose interessanti (come ad esempio questa), e altre come questa, sull’uso delle prima persona, sulla quale non sono per niente d’accordo.

Ho riletto quanto aveva scritto qui e poi qui su LPELS, nelle sue lezioni di scrittura creativa Emanuele Giordano, sull’uso della prima persona:
“L’uso di questa modalità sintattica richiede un’attenzione estrema alla narrazione, al fine di consentire all’autore stesso l’allontanamento mentre scrive dal suo personaggio, in caso contrario l’insidia è che qualcuno può pensare che voi non state scrivendo un romanzo ma una piatta cronaca della vostra vita. L’insidia è maggiore quindi per chi esordisce nella scrittura, per mancanza di esperienza, si rischia di non essere in grado di riuscire a tirare a sé il lettore lungo la strada che il narratore vuole mostrarci.”

In questo caso invece condivido pienamente.

Tecnicamente scrivere in prima persone presenta almeno due difficoltà in più del semplice scrivere in terza persona.

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Il premio Féile Filiochta a Francesca Matteoni

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La ex redattrice di Lpels Francesca Matteoni ha vinto la diciannovesima edizione del premio internazionale di poesia Féile Filíochta, promosso dalle biblioteche del Dún Laoghaire-Rathdown County Council in Irlanda, nei pressi di Dublino. Il premio è diretto principalmente ad autori emergenti, è aperto a qualsiasi paese del mondo e si può concorrere per l’inedito di poesia in dieci lingue (Gaelico, Inglese, Italiano, Francese, Polacco, Gaelico Scozzese, Svedese, Gallese, Spagnolo, Tedesco). Continua a leggere→

Il barocco inevitabile

Nel 1519, due anni dopo che Lutero aveva affisso le sue novantacinque tesi sulla porta della chiesa di Wittenberg, Carlo V (che gli spagnoli continuano a chiamare Carlos primero) si ritrovò a capo di un impero mondiale. Gli anni che seguirono furono scanditi da guerre, ribaltamenti di alleanze, paci infide, massacri e saccheggi. Solo lo sfinimento e il cambio generazionale convinsero tutti ad accettare lo status quo. Nel 1545, un papa dimezzato e contestato aprì il Concilio di Trento. Dal viaggio di Colombo non era passato neanche mezzo secolo. Continua a leggere→

Corsi di editoria e di scrittura narrativa a Massa

Cominceranno il 4 aprile 2008 e si concluderanno nel mese di giugno.
Obiettivo dei corsi è quello di introdurre alle tecniche della scrittura e dell’editoria nella consapevolezza che diventare scrittori o lavorare in una casa editrice è una possibilità alla portata di tutti.
Dal 4 aprile 2008 sino a fine giugno si terranno i corsi di editoria e scrittura narrativa promossi dalla casa editrice Transeuropa in collaborazione con l’associazione culturale Zadìg.
Obiettivo dei corsi è quello di sviluppare un vero e proprio percorso formativo finalizzato all’acquisizione di specifiche capacità tecniche e professionali in ambito letterario ed editoriale. Continua a leggere→

Metromorfosi 2008marzododici

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E’ uscito il numero 12 di Metromorfosi

musica cinema teatro arte scrittura tic a Roma e dintorni

www.metromorfosi.com

In questo numero di marzo 2008:

Butch Morris, Capricci, Pj Harve, Dead Meadow, Manuela Zanier, Cedar Walton Quintet, Cous Cous, Amleto, Ricorda con rabbia,
Arte povera e land art, Giuseppe Penone, Brian Eno + Mimmo Paladino, Marco Giovenale, Nella borsa

Concorso: “Un racconto per Metromorfosi”: inviare un racconto di massimo 2500 caratteri (spazi inclusi) ad [email protected] entro il 1° aprile 2008; il racconto scelto sarà pubblicato su Metromorfosi 2008maggioquattordici.

Per informazioni: 338.6695319 – [email protected]

La Primavera dei Poeti

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”La Primavera dei Poeti”

http://www.printempsdespoetes.com/

Serra S. Abbondio

29 febbraio 2008

L’APPARTENENZA Associazione Promozione Sociale

Via Lago, 9 – Serra S. Abbondio (PU)

e.mail: [email protected]

tel.: 340-7930364

Sede di ”Printemps des Poètes”: 6 rue du Tage – 75013 Paris – FRANCE

http://www.primaveradeipoeti.com/

[email protected]

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Per favore un po’ di pane, di Pasquale Giannino

Sono passati dieci anni e sembra ieri. Anzi no, a pensarci bene mi sembra un secolo… Avevo preparato ogni cosa nei minimi particolari. Mio padre lo avevo piazzato presso la commissione, avrebbe dovuto fotografare il momento clou della cerimonia: era tutto concentrato vicino alla schiera dei baroni. Mio fratello, armato di videocamera, aveva il compito di immortalare l’intera sequenza; ai miei amici avevo affidato l’incarico di organizzarmi un tifo da stadio. Sullo sfondo l’imponente scritta: “Aula Magna Giovanni Agnelli”.

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Quando la mimosa era un fiore rosso

di Stefania Nardini

Era l’Italia appena liberata e la mimosa era ancora un fiore rosso.

Era l’Italia delle le macerie lasciate dal nazifascismo, un’Italia da ricostruire in fretta. La rivista “Noi Donne” , per molto tempo un foglio clandestino, era strumento di collegamento tra i “Gruppi di difesa della donna” nati in seno alla resistenza. Nella Roma del 1944 nasceva l’UDI (Unione Donne Italiane) e nel 1945 venne proclamata ufficialmente la “giornata”.

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Incontro con Gianni Celati (primo tempo)

In una sera di fine gennaio ho assistito a un incontro con Gianni Celati, organizzato del Circolo dei Lettori di Torino. Come uno scolaretto, ho preso appunti utilizzando tutti gli spazi vuoti di una copia di Narratori delle pianure, per non perdere nemmeno una battuta di Celati. Il risultato è quello che segue.

Introduttore con barba e titolo accademico: bene, possiamo iniziare, cosa dire? È un onore questa sera avere qui Gianni Celati, scrittore, traduttore di autori come Swift, Melville, docente universitario, una delle voci più prestigiose…
Celati: sono stato anche giocatore di pallacanestro… Continua a leggere→

Cuore di pixel, di Alessandro Simonato*

paper_people.jpgNon me ne sono resa conto ma sono già passati cinque anni da quando io e Alessio stiamo insieme. Se solo mi fermassi un secondo per pensare, se solo avessi la volontà di fare una cosa così semplice, potrei dire che con lui non mi è mai mancato nulla, almeno fino a quando tutto è cambiato.
Più o meno due mesi fa ho cominciato a giocare dentro questo mondo virtuale del quale non fanno altro che parlare tutti quanti. All’inizio, lo ammetto, non riuscivo a capire cosa ci fosse di così entusiasmante nello stare a guardare un monitor per ore, seduta su una sedia. Poi, per cocciutaggine e per curiosità, ho cominciato a conoscere un bel po’ di gente, ad apprezzare le albe sintetiche, a conoscere il mio nuovo corpo bellissimo con tutte le sue particolari esigenze. Ho pure trovato un lavoro e, devo dire, qui dentro è tutto più semplice della vita di tutti i giorni. Io che sono sempre stata schiva e intimorita dalle relazioni con le altre persone, spaventata dalla vita adulta che a trent’anni non sono ancora riuscita a comprendere, ora qui dentro mi sento di poter fare qualsiasi cosa, senza remore. Continua a leggere→

“Premio Internazionale Mario Luzi” – III edizione 2007/2008

“Premio Internazionale Mario Luzi” – III edizione 2007/2008

Premio letterario per l’edito e l’inedito

http://www.marioluzi.it/

Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica

Un premio per la poesia che parla alla società

Torna anche quest’anno l’appuntamento annuale con il Premio Internazionale Mario Luzi, uno dei Premi letterari più prestigiosi.

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Appunti per una performance Amletica

(Genova, Palazzo Reale, 27 febbraio 2008)

di Massimo Sannelli

Amleto è una delle colonne della coscienza occidentale, quasi un luogo comune di questa coscienza – e questa coscienza siamo noi, secondo la lettura di Harold Bloom (*Shakespeare. L’invenzione dell’uomo*, Rizzoli, Milano 2001). L’altro archetipo tragico della nostra storia è Edipo – che uccide il padre, sposa la madre, ne ha dei figli; dunque Edipo è contemporaneamente figlio e sposo della madre, fratello e padre dei figli che nascono dall’incesto [i nomi – parole parole parole – sono stati corrotti e complicati dalla vita e dalle colpe], e in più è parricida.

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Paolina Messina, Poesie

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C’è un sentiero dalle infinite diramazioni nel mondo poetico di Paolina Messina. Un sentiero che la poetessa percorre ogni giorno, dove il ricordo, che non è mai sterile nostalgia, ma piuttosto memoria vigile e attenta, si nutre di un passato custodito fino allo spasimo. Ed è appunto dal passato che poi, in definitiva, si visualizzano altri sentieri, altri motivi di ispirazione.

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Chi ha fatto fuori l’anima? Una storia in breve e qualche consiglio di lettura

di Maria Turchetto

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(pubblico, sul controverso ma fondamentale tema del riduzionismo, questo primo contributo, che, col cortese consenso dell’autrice, ho preso dalle sue pubblicazioni in rete. a.s.)

Credo che Alberto Savinio abbia ragione: anima è ormai per noi la parola di un lessico familiare infantile, una di quelle parole che «rimangono come suono anche dopo che sono morte come significato». Una parola che ha rivestito tanti significati, ha avuto tante valenze, ha attraversato una storia millenaria, è stata al centro di dispute religiose, stiracchiata da tutte le parti, girata, rigirata, stressata all’inverosimile. Non poteva che finire così, povera anima: un logoro straccetto linguistico, un suono dal significato vago. Scienziati, filosofi, psicologi non l’usano più. Forse nemmeno i poeti. Sta nel vecchio baule dei termini desueti e delle espressioni abusate, ad aspettare che qualcuno la ritiri fuori e scuota via un po’ di polvere: che un paroliere la infili in una canzone d’amore, un prete in una predica, o magari un giornalista sportivo si ricordi quel modo di dire: «il tal giocatore è l’anima della squadra». Continua a leggere→

George Steiner e un pesce di nome Wanda

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di Saverio Simonelli

Ricordo forse di più l’emozione che l’oggetto. O meglio: la curiosità nel trovarsi di fronte il volumetto Garzanti blu e nero e quel titolo in grande evidenza, tutto maiuscolo “Vere Presenze”, un’opera del critico George Steiner – spiegava la quarta di copertina – che si scaglia contro l’eccessiva produzione di saggi e commenti attorno alle opere letterarie. Era l’inizio dei tristi anni ’90 e quella sferzata polemica pareva accendere gli albori opachi del decennio postreaganiano.

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