di Pasquale Giannino

Salomè di Franz von Stuck
In quella bolgia di ritmi assordanti e rumori convulsi, i nostri occhi si sono scontrati per pochi attimi eterni di selvaggia seduzione. Ci siamo estraniati dalla moltitudine di pazzi, così, senza parlare. Ci siamo appartati… e hai raccolto il mio calore. Poi ho chiesto il mio whisky, e ti cercavo tra i ruggiti malinconici di quella giungla metropolitana. Ti ho vista dimenarti come una Salomè, in mezzo alla rissosa torma di indemoniati. E io guardavo al mio bicchiere, pensando di esorcizzare quel senso di solitudine che mi squarciava il cuore.


