La baracca ha fatto crac
rimasta incendiata
ed è meglio cominciare
la nuova giornata in una capanna
e non più attaccato alla vetrata
con il naso a una spanna
a gonfiare le idee e i trascorsi.
Intervista ad Alessandra Galetta
di Marino Magliani
Alessandra Galetta vive a Wassenaar, un paese vicino al mare, in Olanda. Ha scritto un bel libro di racconti: Vedrai vedrai ((http://www.untitlededitori.com/copia-catalogo), altri suoi racconti sono apparsi su FaM, Maltese Narrazioni, Sacripante e Nazione Indiana. Ha un blog: Diario di un’emigrante quasi di lusso (http://alessandragaletta.com)
La scrittura di Alessandra è molto sorvegliata, con personaggi vivi, spesso non descritti fisicamente e spesso ai margini, legati insieme da trame talvolta geniali, e dimostra una grande conoscenza dei tormenti umani.
Ho avuto il piacere di presentare la sua raccolta assieme a Il pasto grigio di Demetrio Paolin, ( altro titolo felice dell’Untitled Ed. , ) alla libreria Bonardi di Amsterdam.
Ringrazio Alessandra che ha risposto a qualche mia domanda.
Augusto Amabili – La sputacchiera e il santo
L’eternità del grembo stropiccia la posa oscena.
L’ascesa è mancata, l’amore ha il cancro.
La carogna annusa il feto
nel costato intriso
prematuramente orfano.
Elemosinata, scardina la fronte del proibito vacillo
nel corridoio, il lucernario è fievole fulgore. Continua a leggere
Le cose cambiano
di Mauro Baldrati
L’altro giorno, in autobus mi sono seduto accanto a una ragazza. Aveva gli auricolari, con la musica a un volume così alto che potevo quasi seguire il pezzo che ascoltava.
Era alta, un po’ rotondetta, capelli neri, vestita di nero, con guanti neri senza dita, smalto nero e un trucco tendente al nero, ma garbato. Ogni tanto apriva la borsetta nera e prendeva un iPod, nero, e girando una piccola manopola cambiava la musica. Insomma, una ragazza in stile dark, benché lieve. Io osservavo il lettore: sembrava molto funzionale, quando girava la manopola vedevo varie icone, “artisti” oppure “album”, e altri simboli e titoli. Lo guardavo perché mia figlia, che ha perduto il suo lettore mp3, e ha protestato quando le ho passato il mio, perché a me non piace ascoltare musica in cuffia mentre viaggio o cammino, vuole l’iPod. A me sembra un consumismo esagerato, perché l’mp3 è perfettamente funzionale alle sue esigenze. Questo però lo decido io, lei non è di questa idea.
PAOLO MACCARI: La malattia dei nervi
da: Ospiti
La bambina
La nipotina all’ospizio s’annoia. Ha sette anni, un cranio grazioso e mani antipatiche, grassocce. Porta un bel vestitino grigio e calze spesse, rosa. Ha conosciuto la nonna sempre all’ospizio. Per lei, la nonna è l’ospizio. Si ritrae dagli abbracci e dai baci della vecchia. E la mamma non se la sente di rimproverarla. La nonna ha l’odore e i suoni dell’ospizio; quando parla la bambina non l’ascolta. Le regale un sorriso ipocrita. Un sorrisetto ipocrita da bastardella scaltra. La nonna conviene sinceramente con la mamma sulle doti fisiche e d’intelligenza della piccola. Capisce anche la sua freddezza, la sua avversione per quel posto. Lascia intendere che è la stessa sua. Niente di male. Dopo essersi un po’ pestata i piedi davanti alla nonna la bambina inizia a gironzolare per il salone, tra i divani e le seggiole di giunco. Si ferma davanti ad altri vecchi, a quelli sulla seggiola a rotelle. La Continua a leggere
Via crucis (di Elena F. Ricciardi)
*
Soltanto bianco muro e buio
intorno nulla camera spoglia
di pensieri ombra lontananza
e silenzio assenzio da masticare
a gocce attraversa fessure
la luce immaginata di ieri
Dalida, di Marina Pizzi
*
oh crollami nel lato di statura
che io guardi il contatto
e ti veda e mi veda e vi veda vedovi del caso
sottostante vedovo, codice del solco
alamari alla mansuetudine nella sconfitta.
(ma) non basti la rendita del foglio Continua a leggere
Due annunci: Pagina zero e Nel solco della poesia civile
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È uscito il decimo numero della rivista “PaginaZero-Letterature di frontiera” – Quadrimestrale di letteratura, arte e cultura. La tematica del numero: la libertà di pensiero e le persecuzioni di cui sono vittima scrittori e giornalisti nel mondo. (www.rivistapaginazero.net) – (http://rivistapaginazero.wordpress.com).
L’Associazione Culturale Ducale propone
Nel solco della poesia civile
Omaggio a Giorgio Piovano
Vigevano, Antico Caffè Ducale (corso Vittorio Emanuele II, 34)
sabato 14 aprile 2007, ore 16.30
Nota sugli strati e sugli intenti.
Non esiste alcun manuale di istruzioni per la creazione poetica. Cosa ci si può aspettare dalla poesia se non una riscrittura per quanto possibile realistica che giunga alla surrealtà della visione, al realismo degli eccessi? La questione aperta è se si possa andare a fondo e assolvere a questo compito. Si potrebbe ragionare per « sottrazione » e a stento sugli strati e sugli intenti. La Poesia è la sola tregua al supplizio dell’Essere e del Tempo, è presenza e compresenza della morte e del nulla.
Flutto
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Dei mille uccelli se si leva il canto
dalle tue rive lungo il fiume, vita
d’ogni parola che nasce poesia,
ci smarrisce la luce della via. Continua a leggere
INTERSEZIONI BABELICHE
Anticipiamo con questo comunicato il via della manifestazione “INTERSEZIONI BABELICHE” che si terrà dal 18 al 21 aprile a San Daniele del Friuli. Quattro giorni di conferenze, reading, presentazioni di libri, concerti, per analizzare il tema del multilinguismo nella cultura e nella letteratura con particolare riferimento al rapporto fra lingue ufficiali e lingue di minoranza.
Scrittori, poeti, giornalisti, intellettuali dalla Slovenia, dall’Austria, dalla Svizzera, dalla Sardegna, dall’Emilia Romagna, dalla Lombardia, dalla Croazia, dall’Occitania e ovviamente dal Friuli-Venezia Giulia, saranno i protagonisti in più lingue di questi 4 giorni.
La manifestazione è sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dalla Città di San Daniele.
Tutti i dettagli saranno presentati ai mass media durante la conferenza stampa che si terrà giovedì 5 aprile, presso la sala della Regione in via San Francesco 4 a Udine, alle ore 11.30.
Per scaricare il programma completo: www.intersezionibabeliche.net
SATURNO IN SAGITTARIO di Valter Binaghi

Saturno in Sagittario avrebbe fatto di me un mistico,
o uno di quei profeti linguacciuti e fegatosi
che si bruciano in piazza come Savonarola,
ma cinque pianeti in Leone, e in Quinta Casa!
Continua a leggere
Elio Paoloni, Volubilità
Perché si mette su un cd invece di un altro? Inutile dire che, tralasciando i fondamentalisti “solo jazz” e i tetragoni “solo seria” (ma anche lì c’è Beethoven che ti schianta all’inizio e Vivaldi che ti accarezza immediatamente mentre poi si ‘capisce’ Bach – quelli che lo suonano, soprattutto – o si divinizza Mahler e non puoi più sopportare il Bolero o Per Elisa e neppure la Cavalcata per non parlare della Marcia di Radetzky), di solito ce n’è uno per ogni periodo della tua vita. Ma non sono queste fasi a interessarmi: parlo delle microfasi, quelle settimanali o addirittura orarie. Continua a leggere
Il fragoroso silenzio di Dio. Da: “Le cose come stanno” di Franz Krauspenhaar.
(E’ la fine del 1966. In una sperduta cittadina della Germania occidentale il sacrestano Puch scrive una lettera al fratello Fritz, pittore affermato, residente in Danimarca. La lettera prende la misura delle notti in cui viene freneticamente scritta, un monologo di tempo arrestato e sconvolto sulla pagina, un urlo strozzato di brama inferocita, del fiato sempre troppo corto davanti all’equazione che fa della vita una sconfitta. L’unica amante fedele, l’abbraccio disperato e certo nell’assordante, ubiquo silenzio di Dio. F.M.).
Che cos’è la noia, Fritz? Tu lo sai? È l’Europa, la noia. Ne sono sicuro, di questo. È la cara, nobile, vecchia Europa che cammina traballando. Che ci fa camminare tutti. Non sentiamo, noi tutti, odore di macerie? Non fumano più, no: ma comunque esistono, vengono da noi, avanzano, senz’aria, piene di un duro passato, duro a dimenticarsi. A volte questa terra sembra che preghi una preghiera lancinante, vorrebbe Dio, lo cerca, ma Lui non c’è, Lui non c’è. È andato via, e tornerà. Ne sono sicuro. Si allontana, ritorna. Lui fa così. Fa buio, spesso. Spesso fa buio. Non bastano i fari, non bastano le lampade, né le luminarie. Fa buio e fa freddo nel nostro ruvido cuore, fa freddo in qualunque cantuccio, fa freddo pregando e fa freddo bestemmiando, e fa freddo semplicemente aprendo la bocca, e parlando, e soprattutto, fa freddo parlando con le nostre solite dure parole. La fredda noia mangia la mia aria, e calpesta il mio pavimento coperto di sogni sbolliti come rabbie. Continua a leggere
Di cosa siete stanchi?

“Stanchezza” di Gino Covili
Capita il giorno in cui gli scenari crollano. Alzarsi, tram, quattro ore di fabbrica o di ufficio, mangiare, quattro ore di lavoro, mangiare, dormire e Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato sullo stesso ritmo. Capita che un giorno, un giorno soltanto, il “perché” emerge, e tutto comincia in questa stanchezza tinta di stupore. “Comincia”, questo è l’importante. La stanchezza è alla fine degli atti di una vita meccanica, ma inaugura allo stesso tempo il movimento della coscienza. (A. Camus da “Il mito di Sisifo”)
LABORATORIO, tre incipit
Il termine “laboratorio” indica in genere, uno spazio a parte. Implica un luogo, un certo strumentario, una certa capacità di sporcare e di mettere in ordine. E’ un termine ormai abusato nei contesti educativi, che non corrisponde più alla sua storia.
Ma laboratorio è anche una forma mentis che richiede una certa capacità di porsi, di sentire. In questo senso, esso non vuole altro che un banco, una sedia, una penna.
Laboratorio come “labor”, lavoro, costruito sull’attivazione di meccanismi, più che sull’esercizio o l’acquisizione di una tecnica. L’insegnante non insegna nulla. Può solo attivare, a diversi livelli, l’autoascolto.
TRE INCIPIT: scelti, non a caso, ma come metafora dell’esprimere “altro”, del parlare di sé. Ecco i testi dei bambini di una quarta elementare. In qualcuno di essi è gà possibile riconoscere la Bellezza. In tutti, comunque, la gioia dell’esprimersi, il piacere dell’atto autonomo e creativo dello sporcarsi le mani. Ecco tre testi. Gli altri su Arpa Eolica
Sebastiano Aglieco Continua a leggere
Dopo una «notte oscura»

Dopo una «notte oscura».
Apollo non rappresenta la poesia, ma un tipo di poeta. Il mito che lo lega a Marsia insegna che la divinizzazione del poeta vero è autoritaria e violentissima; e che l’esaltazione del poeta mediocre è tracotante e punibile con violenza. Tra la prima e la seconda forma c’è una complicità disumana: lo sfidante non può non sapersi debole in partenza, lo sfidato non può non sapersi maggiore e divino.
Chin P’ing Mei: Che è l’uomo, che è mai il potere?
di Giorgio Morale
“… racconti che si incrociano lasciando all’alternanza libera di gesti, di azioni e di accoppiamenti, il compito di rivelare il segreto di ogni avvicinamento sessuale. Un diario erotico che ricostruisce il profilo di una passione erotica e sentimentale, senza caricarla di troppi significati sottintesi, ma anzi lasciando che la fisicità pura prenda lentamente il sopravvento, celebrando la gioia della carnalità al femminile, la bellezza del corpo maschile, la magia dell’avvicinamento e della seduzione”.
Così una nota casa editrice italiana presenta una raccolta di racconti erotici inserita nel proprio catalogo. Continua a leggere
I nomi dei miei figli stanno scritti, di Lorenzo Carlucci
N.A.
In memoria del Metz Yeghern, il Grande Male, e del mio piccolo male
I nomi dei miei figli stanno scritti
su un muro di mattoni
Stanno scritti con acqua e sono nomi
che durano poco.
Si resta sul terrazzo
fino a che il vetro non si spacca
in molti vetri
che possono ferire i piedi dei bambini.
Dario Villa (1953-1996)
*
un giorno o l’altro chiuderemo gli occhi
riprenderemo i discorsi interrotti
un giorno o l’altro ci ripeteremo
ci saremo di meno
ci saremo daccapo
ricalcheremo tutte
le ore dimenticate nei luoghi
che ci videro assisi
e muti: in tram in trance
in transito: precipitanti: assorti
in chi sa più che loquace vivacità inconcludente
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