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Jules Verne

a cura di Giorgio Stella

Per una madre al mondo non c'è piú triste cosa
      Che perdere appena nata,
La figlia, angelo del cielo, tenera e rosa,
      Grazioso, piccolo bimbo!

C'è cosa al mondo della madre piú triste!
       Per il figlio soffrire,
Vederlo andare malgrado preghiere e pianto,
       Nascere vederlo e morire!

Ma è quello un morire, perché piange l'occhio triste,
       E quella una tomba?
Il tempo il cielo ha fissato della vita e della morte,
       È una culla la tomba!

La fragile farfalla non ha toccato terra,
       Ma Dio e la felicità!
L'ala l'ha sospinta diafana e leggera,
       A scomparire nel cielo blu.

E lassú, accanto a Dio, a giocare con gli angeli,
       I Cherubini gentili,
Fanciulli dalle dorate ali, e le allegre schiere
       Dei dolci, piccoli Santi.

È lassú, accanto a Dio, perché dal seno della madre,
      Spirituale creatura,
Sdegnando le sventure e i mali della terra,
      È nata per il cielo.

Povera madre! Non è un bambino l'obolo

      Per ricompensarti?
Non stai ad attendere la sua prima parola,
      Per baciarlo sul collo?

Anche a questo pensiero la tua anima si appresta,
      Di respirare un giorno
Il profumo di un bimbo, fiore fatto di tristezza,
      Di sofferenza e d'amore.

Piangi, devi piangere! Ricreano le lacrime l'anima.
      Le lacrime vengono da Dio!
Piangi! Il tuo povero figlio in cielo lo reclama,
      Come un ultimo addio!

Piangi, rallegrati! Prega per te il tuo bambino
      Con pie parole!
Tua figlia, povera madre, era ben bella!
      Ben meglio pregherà!

Claudio Morandini: “Neve, cane, piede”

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Adelmo Farandola, ultimo dei solitari e eroe del recente Neve, cane, piede di Claudio Morandini (Premio Procida 2016, Exòrma, pp. 138, euro 13) è un uomo dei tempi lunghi, dell’inverno senza fine sfiorante l’eternità. Eremita di montagna che rende leggendaria la vita lassù, egli non scherza mai, è vendicativo e testardo, un residuo di quelle antiche “generazioni che la povertà e la limitatezza degli orizzonti rendevano ostinate”. Confonde sogno e realtà, un po’ per diffidenza, un po’ per le strenue astinenze dal cibo, un po’ perché la solitudine lo ha reso afasico e smemorato. Di tanto in tanto, all’epoca del disgelo o prima del grande freddo, Adelmo lascia il romitaggio dell’alpe e scende in paese per provviste, acquattato dietro ai muri a spiare con riserve la vita altrui, dai ritmi e dalla ‘pulizia’ formale cozzante con il filosofico sudiciume che invece separa e protegge Adelmo dal resto del mondo. Da anni ormai conduce questa vita, da quando, lustri prima, l’odore della guerra l’aveva spinto in alto, “nelle combe più nascoste e ingrate” e egli, di nascondiglio in nascondiglio, s’era infine inchiocciolato nel petroso esofago di una miniera di manganese, imparando “il conforto di parlarsi da solo” sulle linee di una retorica semplice ove appendono i loro “cenci scuri” il Sonno, la Fame, il Freddo. Continua a leggere

Jules Verne al Gabinetto Vieusseux


Lunedì 14 marzo, alle ore 17,00, presso la Sala Ferri di Palazzo Strozzi (Firenze), si terrà il seminario del Centro Romantico del Gabinetto Vieusseux dal titolo “Crisi del mito del progresso e dialettica dell’avventura”, in riferimento al romanzo di Jules Verne Un dramma in Livonia (ed. Altrimedia, 2009), a cura e per la traduzione di Giuseppe Panella e Massimo Sestili.

Saranno presenti i curatori, e coordinerà Giovanni Agnoloni.

Locandina evento Verne

“Un dramma in Livonia”, di Jules Verne

Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni

“Un dramma in Livonia”, di Jules Verne (a cura di Giuseppe Panella e Massimo Sestili) Altrimedia Edizioni, € 16,00

Un dramma in Livonia: un inedito di Jules Verne (Nantes, 1828- Amiens, 1905), l’autore de “Il giro del mondo in 80 giorni” e “Ventimila leghe sotto i mari”. Un libro del 1904, che non conoscevamo e che ci può sorprendere. È edito da un piccolo editore, Altrimedia Edizioni, che balza all’attenzione generale con una pubblicazione di qualità. Il tutto a cura e per la traduzione di due professori e scrittori, Massimo Sestili (docente presso una Scuola Media Superiore di Roma) e il “nostro” Giuseppe Panella (che insegna alla Normale di Pisa).
Quale miglior occasione per una chiacchierata in compagnia, o se vogliamo un’“intervista di gruppo”, neanche fossimo in videoconferenza? Continua a leggere