Archivio mensile:Marzo 2007

L’estate di chi guarda

L’estate di chi guarda

Ormai l’agosto è un panico di lucciole

e la picchiante aureola del sole

è la madonna ossuta di una nicchia,

il ragazzo che accanto

zoccola alle more.

(da Il giornale dell’esule, Crocetti, 1986)

Vallettopoli

stemma-citta-di-potenza.jpg

La corona di Fabrizio
intercetta in tempo reale
transazioni poco aristocratiche
dalla morale alla morale di Lele
la gente mormora
l’agente Mora.
Potenza della forza
centrifica telefonica.

(Giancarlo Tramutoli, inedito)

Ibn Ata Allah: “Dove c’è stata l’illuminazione, là giunge il dire”

Il segno che tu confidi nell’opera è che, quando cadi, la tua speranza viene meno.

Varie sono le opere perché diverse sono le illuminazioni degli stati.

Seppellisciti nella terra dell’oscurità. Quello che nasce da ciò che non è stato sepolto è immaturo.

Niente giova al cuore come una solitudine che gli permette di entrare nel campo della meditazione. Continua a leggere

*

perimetri di giardinetti gli spartitraffico

queste novene di morti in pieno gas

queste sterpaglie di storti al fatuo giro

dove nomadi con carrelli disertano

l’acqua piovana per un convoglio di deportazione.

*

 

Thomas MANN – Gli affamati

munch-melankol.jpg

Di che parlavano? Di che mai continuavano a parlare? Ah, quel conversare che sgorgava facile e schietto dalla fontana inesauribile dell’innocenza, della spontaneità, dell’ingenua gaiezza, e al quale egli non sapeva prender parte, serio e tardo com’era stato fatto da una vita di vaneggiamenti e di intuizioni, dalle introspezioni paralizzanti e dalle angosce del creare! Se n’era andato: in una crisi di fierezza, di disperazione e di magnanimità s’era allontanato di soppiatto, aveva lasciate sole le due creature; ed ecco che ora, da lontano, con quel nodo di gelosia alla gola, stava ad osservare il sorriso di sollievo e d’intesa con cui coloro salutavano la scomparsa della sua presenza opprimente.

Continua a leggere

Appunti

di Emanuele Kraushaar

appunti1.jpg

“Di noi tre il più violento era senza dubbio Danilo. Dopotutto era stato lui a bucare la mano di quel tipo con una matita. Raffaello invece era il più sveglio con le ragazze. Ci sapeva fare. Una sera al locale se ne stava abbracciato a due, quando è arrivata una specie di modella. Le ha cacciate e si è fatto avanti con lei.

Continua a leggere

La Merca (vista da Elena F. Ricciardi)

LA MERCA di Chiara Daino

Chi sono?
Dove sono!
Dove vanno.

Sottile il libro della Daino, come la protagonista, buco nero in una galassia di personaggi esangui che ha esaurito l’energia vitale e sta implodendo. Energia che attrae e respinge come un orrido che chiama al lancio di sé, dal volo allo schianto d’ossa che si sentono suonare,tinnanti gemiti rifiutati, le dita nelle orecchie per non sentire la catena e la palla del fantasma che agita nei movimenti felini, negli scatti d’ira, l’urlo muto di chi è nato a forza sbagliando il bersaglio della stella buona/bella che lo attendeva poco più in là, come se si potesse forzare una gemma a fiorire, un mandorlo a donare il suo profumo sotto la neve, senza distruggere l’universo intero.

Continua a leggere

Marina Pizzi, I versi del rito di ieri

I versi del rito di ieri

pagliaccio senza lacrima né riso né naso rosso

questo crono d’ascia dell’asfalto,

salutare il tuo sguardo è stato l’indice

di un cipresso precoce per tentativo

dell’appresso sostegno del cielo.

[da Pecca di espianto, 2007-]

SCRITTURE # 6 – Stefano GUGLIELMIN

7_die_sorgue_etwas_ausserhalb_von_isle_sur_la_sorgue.jpg

SCRITTURE # 6 – Stefano GUGLIELMIN

“chi nella pietra cresce
disegna corpo e vita”

Stefano GUGLIELMIN
(Schio, 1961)

Ha pubblicato le sillogi Fascinose estroversioni (Quaderni del Gruppo Fara, Bergamo 1985), Logoshima (Firenze Libri 1988), Come a beato confine (Book Editore, Castelmaggiore 2003, premio Lorenzo Montano), La distanza immedicata / The immedicate rift (Le Voci della Luna, Sasso Marconi 2006) ed il saggio Scritti nomadi. Spaesamento ed erranza nella letteratura del Novecento (Anterem, Verona 2001). Suoi saggi e poesie sono usciti su numerose riviste italiane ed estere e su siti web. Collabora con “La Mosca di Milano”, con l’associazione junghiana “Convergenze”, con “Tellusfolio” ed è nel consiglio editoriale di “Opera Prima”, collana di poesia a cura di F. Ermini. Gestisce il blog Blanc de ta nuque (http://golfedombre.blogspot.com/) Continua a leggere

La saga dei drughi – 1 (caccia al bulgaro)

aranciam.jpg

di Marco Saya & Franz Krauspenhaar

“L’ho trovato prima io”, ora gli spacco la testa. Prendo un’aspirina, no un aulin, mi scoppia la testa, c’è troppa gente, lui è lì in mezzo, la cubista mi strofina la nera bellezza di una pelle sudata, cade un cubetto di ghiaccio, porfido per quel bastardo nascosto. Ora lo vado a prendere. Il dj Tony spara luci come paillettes variopinte. Sono cieco. Siamo ciechi.

Continua a leggere

La famiglia non tradizionale di Gesù

Saranno forse i limiti intellettuali di un semplice cristiano non cattolico, ma non riesco sinceramente ad interpretare l’ossessione sessuofobica che affligge gran parte delle gerarchie vaticane se non come una strategia di urgenza politica derivata da quello che in antropologia è chiamato shock culturale. Premetto che non sono un laicista, non amo il populismo anticlericale di certo socialismo europeo e sono anch’io per la difesa culturale (ma non legislativa) dei valori della tradizione europea e cristiana. Vorrei comunque proporre una riflessione.

Continua a leggere

La Carne del Debole

oldman.jpg

Il Maestro di zen Hakuin era decantato dai vicini

per la purezza della sua vita.

Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese,

i cui genitori avevano un negozio di alimentari.

Un giorno, come un fulmine a ciel sereno,

i genitori scoprirono

che la ragazza era incinta.

Continua a leggere

René Char, poeta

di Loris Pattuelli

char.jpgQuest’anno René Char compie cent’anni. Era nato nel 1907 a Isle sur-la-Sorgue, Vaucluse ed è morto nel 1988 a Isle sur-la-Sorgue, Vaucluse. Di tradotto in italiano non c’è moltissimo, ma è più che sufficiente per amare uno dei più grandi poeti del Novecento. Talvolta mi chiedo in che cosa si sarebbe cimentato Rimbaud se non fosse morto di cancro. Forse in quello che ha scritto René Char, punti e virgole compresi. Uno incomincia esattamente là dove l’altro si è fermato, realizzando così la principale profezia contenuta nella Lettera del veggente. Con loro l’intera modernità si apre e si chiude, si piega e sbatacchia come una insegna di strada. Finalmente il mondo non è più impedito da nessun fraintendimento, scatto o strategia obliqua. Un pugno di versi torna a colmare la distanza che separava il mercante dal comandante, la resistenza dalla sopravvivenza. E i versi sono spesso una promessa di poesia, a volte addirittura l’unica poesia possibile.
Continua a leggere

Seppellendo giorni

uomoconarancia.jpg

di Gianmario Lucini

Seppellendo giorni – gemono

al vento di libeccio;

tu non ne fai parte –

ogni passo qui sospeso,

riflette il mare, l’abbaglio del mattino,

dove siede il pescatore come un buddah

a riparare le sue reti. Ogni frutto d’arancio

che cade e sfracella sull’asfalto

è il segno di questo scomposto

inquieto silenzio

che a volte trabocca.