Si rinnova del caldo dell’estate
la nostalgia nei tempi senza nome
dolce fuggita, e poi sepolta in cuore
dalla polvere delle ere desolate.
Archivio mensile:Marzo 2007
Enrico Piergallini, Giacimenti (Ed. La luna, 2006)
“Catalogare i resti prima che si sciolgano […] sarà senz’altro un’operazione necrofila. Eppure essa tenta di scongiurare la maledizione che grava ormai sulla natura e sugli uomini”: così scrive il giovane poeta Enrico Piergallini (1975) ad apertura della breve raccolta Giacimenti, edita per le edizioni “La luna” a cura di Eugenio De Signoribus. Continua a leggere
GUARDA QUANTO AMO QUESTO MANZONI
È una miniera di riferimenti esoterici, una concentrazione di opposti che creano una miscela esplosiva, una costellazione di grandi simboli profondamente incarnati e tanto altro ancora questo cofanetto che raccoglie, in due volumi, una scelta delle opere di Gian Ruggero Manzoni (lungo l’asse temporale che va dal 1977 al 2003), nella bella veste grafica delle edizioni del Bradipo (via Lumagni, 23 – 48022 Lugo RA – Tel.Fax: 054533493, e-mail: [email protected]), sotto la cura precisa ed amorevole di Andrea Ponso, che illustra fin troppo bene tutti i punti di forza di questo scrittore e il senso di un’operazione che ha finalità non certo imbalsamatorie, semmai pratiche, visto che riproduce testi non più reperibili, e provocatorie, in quanto ci offre un profilo ben tornito per valutare, anzi propriamente riscattare da un’attenzione non ancora, forse, adeguata ai meriti, questo scrittore. Continua a leggere
PER UN PO’ DI LEGGEREZZA
Umberto Saba [da Cose leggere e vaganti, 1920]
La mia bambina con la palla in mano,
con gli occhi grandi colore del cielo,
e dell’estiva vesticciola: “Babbo
– mi disse – voglio uscire oggi con te”.
Ed io pensavo: Di tante parvenze
che s’ammirano al mondo, io ben so a quali
posso la mia bambina assomigliare.
Certo alla schiuma, alla marina schiuma
che sull’onde biancheggia, a quella scia
ch’esce azzurra dai tetti e il vento sperde;
anche alle nubi, insensibili nubi
che si fanno e disfanno in chiaro cielo;
e ad altre cose leggere e vaganti.
Agli amici di questo blog; per un po’ di leggerezza
Nicola Ponzio, L’equilibrio nell’ombra, LietoColle, 2007
di Marina Pizzi
Poeta a grandezza naturale, come dire, senza alcuno sforzo Nicola Ponzio: un appunto di lavagna per i cómpiti di subito, la realtà, per sconfinare, però, ad orizzonte: da una lepre, da un’ombra, da un appunto, appunto: “Negli occhi meridiani/ della lepre/ sognare di parlare/ dell’amore/ con l’astore crudele e silenzioso.”
Luca Ariano, Bitume d’intorno, Ed. del Bradipo
Cose che mi son piaciute molto. In primis il tono basso, asciutto, prosaico e quotidiano. Cose come:
Duroy questa mattina/ davanti alla sua macchina per scrivere/ batte moduli di vite, di vanità/ al nero profumo del caffè/… Questa sera posato il taccuino e la penna/ tra un pacchetto di Nazionali e una risata/… (da Bel-Ami):
o come:
… Brillano le gote d’un santo/ sul disco di Piero Ciampi:/ fischiettando “Livorno” quando i bar si gonfiano/ e scorrono i titoli di coda d’una commedia/ di Pietrangeli, foglie d’autunno/ tra bianchi camici./ (da Ted)
:
o da una delle mie preferite in assoluto:
Un’altra San Martino
la chiusa davvero grandiosa e spiazzante::
I bambini non sentono più il sapore del canto/
delle galline e il brusio d’un orto/
appena innaffiato;/ questo mese sono uscite tre antologie:/
“Ma noi ci siamo?”/
Ecco qual è il vero nostro (e incoffessabile) problema di poeti.
:
Come pure quest’altra chiusa:
… “Meno tasse per Totti”/ In quei calici di semafori fradici/ da sorseggiare in un mattino./
(Il gioco dell’oca).
:
E soprattutto mai, neanche lontanamente, l’ombra di qualsiasi nefasta enfasi del poetume che assilla le nostre patrie lettere.
Solo
Ogni tanto si è fortunati e si ricevono regali senza motivo – che sono i più graditi. Ieri quindi per il mio noncompleanno mia zia mi ha comprato un volume di versi di Bukoswki, che come narratore mi è sempre piaciuto poco, mentre adoro la sua poesia, diretta, asciutta: lo immagino a saltare come una scimmia sul letto di uno squallido motel per afferrare le note dei grandi compositori. Ho aperto il libro a caso, come si fa quando si cerca un responso, un segno del destino ed è apparsa questa: Continua a leggere
Provocazione in forma d’apologo 10
Di lui sono rimaste solo le scarpe da ginnastica, slacciate e allineate con cura sull’orlo. E qualche foglio bianco, sotto un sasso. Accanto, la stilografica. Gli occhiali, con la lente sinistra scheggiata in un angolo, un poco più in là.
Nient’altro, dicono.
Continua a leggere
Cyber Selz
La tastiera, il DNA
l’agorà dei caratteri.
Bussando sulla testa
sul tronco di piramide del tasto
il carattere affiora
e con altri s’allinea sul video
luminescente clipeo
dell’oscuro disegno che ignora.
Lo strappo sulla schiena (di Elena F. Ricciardi)
La gente passa frettolosa fra il tapis roulant e la porta automatica. I carrelli pieni, i bambini col palloncino accartocciato in forme varie, appena usciti da una qualunque festicciola chiassosa nel chiassosissimo centro delle meraviglie. Coppiette teneramente allacciate, vecchi mano nella mano come un tempo lungo gli argini sotto la luna, famiglie in gita fra vetrine vuote di luci.
Vi segnalo e… v’invito a partecipare al dibattito

Nel blog-rivista “L’Attenzione” ho postato “Quando cavalcavo il ‘77 bolognese – perché si ricordi dopo solo 30anni” http://lattenzione.com/ … e così che mai si dimentichi il nostro recentissimo passato. Grazie per il come potrete intervenire.
Poco più di mezz’ora
Che Matteo Rolli fosse un bastardo lo sapeva da tempo. E lo sapevano tutti in paese. Che fosse un duro anche lo sapeva. E da quando lui si era messo con Elisabetta, la figlia del barista, lo temeva.
Perché sapeva che era sempre piaciuta anche a Matteo Rolli.
Della Parola e alla Parola
Di Franca Alaimo (che ringrazio)

Appare come un incredibile monumento della Parola e alla Parola, non senza allusione anche al concreto peso di due tomi complessivamente estesi per più di cinquecento pagine, l’opera “Scritture scelte dal 1977 al 2003″ Volume I° e II°”, Edizioni del Bradipo 2006, di Gian Ruggero Manzoni, in cui si dà voce al gesto, reale e/o simbolico, del viaggiare cui di fatto obbedisce ogni autentica scrittura poetica, allorquando assuma su di sé tutta la realtà esteriore ed interiore dell’esistenza, trascorrendola con i propri mezzi conoscitivi e formali e segnando sulla propria mappa orientativa le tappe fondamentali del procedere, riconoscibili anche attraverso indicazioni geografiche e temporali.
Monoscopio segreto su Feaci Poesia
(Riprendo qui le note introduttive di G.M. per l’uscita dell’ e-book. FK)
di Giovanni Monasteri
Il 3 febbraio di quest’anno (a. d. 2007) si è celebrata una singolare ricorrenza: il cinquantesimo anniversario di Carosello, la più popolare, la più longeva e forse la più amata trasmissione televisiva nella storia della televisione italiana.
ROSSO MOBBING, di Sandra Palombo
Volevo presentare alcuni testi di Sandra Palombo che vive all’isola d’Elba (beata lei) dove è nata, lavora nel Comune di Portoferraio dove si occupa di cultura e turismo, svolge inoltre ricerche storiografiche e, naturalmente, scrive poesie.
Peter Pan
Queste righe le ho scritte nel marzo 2004. Mi sembra che possano costituire un contributo al dibattito che prosegue intorno all’ultimo post di Binaghi.
L’Isola che non c’è esiste, è qui fra noi, è l’Italia di oggi, è l’Occidente di oggi. È il luogo dove l’adolescenza non esiste più in senso classico, come passaggio tra l’infanzia e l’età adulta, ma si offre come condizione permanente e intrascendibile. Ovviamente, il luogo in cui avviene la consacrazione di questo fenomeno è la televisione, ove il trionfo dei reality show, che presentano giovani adulti che bamboleggiano, segna l’avvento di una nuova condizione umana, quella del differimento sine die della maturità. Continua a leggere
Ferruccio Benzoni 1949-1997
ma solo poesie ti scrivi? Chi sa
se poesia solo. Io scrivo. Se poi
parli, mi chiedi, allora io vivo.
da “La casa sul porto”
da “Pecca di espianto”, 2007-
di Marina Pizzi
[quarto espianto]
*
pendio di autunno vienimi di fianco
giuoco del nulla alfabeto santo:
nell’era digitale sono on line i trenini
i ninnoli blasfemi le cipolle che fanno
piangere. genere d’inedia plasma di ben altro
il dispendio al buio la frottola del fatuo
con la primavera auto-fotografa in coda
di estinzione talento e sacco di saccheggio.
*
i bambini cresceranno per farmi piccola
crepitante binario senza fine
Nomadi / Francesco Guccini – Dio è morto (1967)
Ho visto
la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel mondo che hanno già
dentro le notti che dal vino son bagnate
dentro le stanze da pastiglie trasformate
dentro le nuvole di fumo
nel mondo fatto di città
essere contro od ingoiare
la nostra stanca civiltà
Continua a leggere
IL DISSENSO COME SPETTACOLO E COME MERCE di Zygmunt Bauman
(Da: Zygmunt Bauman, Homo consumens, Erickson 2007)

La società dei consumatori aspira alla gratificazione dei desideri più di qualsiasi altro tipo di società del passato, ma tale gratificazione deve rimanere una promessa. Il desiderio deve rimanere insoddisfatto perché finché il cliente non è soddisfatto sentirà il bisogno di acquistare qualcosa di nuovo e diverso. I «lavoratori tradizionali» del passato, che erano facilmente soddisfatti e non desideravano lavorare più di quel che era necessario per mantenere il loro normale stile di vita, erano una minaccia per la nascente società dei consumi. Allo stesso modo, i «consumatori tradizionali» di oggi, ove fossero immuni dalla seduzione del consumo, sarebbero la fine del mercato, dell’industria e della società dei consumi. Una visione più sobria e realistica della possibilità di soddisfazione dei desideri, unita alla disponibilità sul mercato dei beni veramente necessari a prezzo ragionevole, sono i nemici della società consumistica.
Continua a leggere




