Archivio mensile:Aprile 2007

Matteo

Cicala là (…) là (…) lucciola
qua la bandiera da onorare in inno,
il tuo ragazzino ti è spirato in tonfo
per canzonatura
di bulli birilli miliziani
con trappole d’ipnosi: il branco al banco.
Matteo nel labirinto del tuo bisbiglio
mantieni là, tua, gentilezza funambolica
spirito per il fuoco di questo cuoco
scempio, Matteo in testa alle grandini
di numeri nudi, indivisibile Angelo
contro toppe contro zeppe e di pena
ogni reo avvenire.

(a Matteo, alla Famiglia di Matteo)

PROFEZIA DI WILFREDO, DIACONO LONGOBARDO

profeta

Aìta, aìta, la carna del mundo s’abbruia!
Se il vento se tace
e lassa de scotere chiome de bosco, nun senti,
nun senti la carna del mundo ca fete?
S’abbruia, s’abbruia,
rostisce, s’abbruna, scurisce,
carbone me pare,
la vita se more,
la carna sfraguia in di mani
e cendra se sparge nell’aere…
Canosci lu fatto?
Nun è foco vivo cascato de caelo
nè trono o scalmana dall’alto percote,
ma lenta passione de morte
dal core del mundo consuma,
ombrosa malaria,
calore nascosto de fevra
o vermo che rode…
Aìta, se more lo tristo universo animale!

Buona Pasqua…

Non chiedetemi se credo.
Per l’amore che porto alla parola
e al mistero non rispondo.
Domandatemi se immagino
Cristo in croce e cosa provo,
se comprendo il dolore della madre
e dei suoi cari mentre muore
e geme invocando il padre.
Ci fossi stato anch’io il giorno
in cui è risorto per abbracciarlo:
magari da lontano, indegno;
e tra coloro a cui riapparve
presso il mare di Tiberiade
all’alba, leggero sulle acque.
Chiedetemi se lo penso vivo
ancora, in nuovi volti e in nuovi gesti
(in)sofferente o imprevedibile
sgattaiolato fuori dai vangeli
e dalle chiese, tra la gente.

gn (inedito)

Pagina vuota*, di István Örkeny

Pagina vuota*

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*Questa “pagina vuota” parla di cose che non esistono, oppure di cose che esistono, ma sulle quali l’autore non ha niente da dire.

(da: István Örkeny, Novelle da un minuto, edizione italiana a cura di Gianpiero Cavaglià, Roma, edizioni e/o, 1991)

Intervista ad Alessandra Galetta

di Marino Magliani

Alessandra Galetta vive a Wassenaar, un paese vicino al mare, in Olanda. Ha scritto un bel libro di racconti: Vedrai vedrai ((http://www.untitlededitori.com/copia-catalogo),  altri suoi racconti sono apparsi su FaM, Maltese Narrazioni, Sacripante e Nazione Indiana.  Ha un blog: Diario di un’emigrante quasi di lusso (http://alessandragaletta.com)
La scrittura di Alessandra è molto sorvegliata, con personaggi vivi, spesso non descritti fisicamente e spesso ai margini, legati insieme da trame talvolta geniali, e dimostra una grande conoscenza dei tormenti umani.
Ho avuto il piacere di presentare la sua raccolta assieme a Il pasto grigio di Demetrio Paolin, ( altro titolo felice dell’Untitled Ed. , ) alla libreria Bonardi di Amsterdam.
Ringrazio Alessandra che ha risposto a qualche mia domanda.

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Le cose cambiano

di Mauro Baldrati

darkword2.jpgL’altro giorno, in autobus mi sono seduto accanto a una ragazza. Aveva gli auricolari, con la musica a un volume così alto che potevo quasi seguire il pezzo che ascoltava.
Era alta, un po’ rotondetta, capelli neri, vestita di nero, con guanti neri senza dita, smalto nero e un trucco tendente al nero, ma garbato. Ogni tanto apriva la borsetta nera e prendeva un iPod, nero, e girando una piccola manopola cambiava la musica. Insomma, una ragazza in stile dark, benché lieve. Io osservavo il lettore: sembrava molto funzionale, quando girava la manopola vedevo varie icone, “artisti” oppure “album”, e altri simboli e titoli. Lo guardavo perché mia figlia, che ha perduto il suo lettore mp3, e ha protestato quando le ho passato il mio, perché a me non piace ascoltare musica in cuffia mentre viaggio o cammino, vuole l’iPod. A me sembra un consumismo esagerato, perché l’mp3 è perfettamente funzionale alle sue esigenze. Questo però lo decido io, lei non è di questa idea.

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PAOLO MACCARI: La malattia dei nervi

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da: Ospiti

La bambina

La nipotina all’ospizio s’annoia. Ha sette anni, un cranio grazioso e mani antipatiche, grassocce. Porta un bel vestitino grigio e calze spesse, rosa. Ha conosciuto la nonna sempre all’ospizio. Per lei, la nonna è l’ospizio. Si ritrae dagli abbracci e dai baci della vecchia. E la mamma non se la sente di rimproverarla. La nonna ha l’odore e i suoni dell’ospizio; quando parla la bambina non l’ascolta. Le regale un sorriso ipocrita. Un sorrisetto ipocrita da bastardella scaltra. La nonna conviene sinceramente con la mamma sulle doti fisiche e d’intelligenza della piccola. Capisce anche la sua freddezza, la sua avversione per quel posto. Lascia intendere che è la stessa sua. Niente di male. Dopo essersi un po’ pestata i piedi davanti alla nonna la bambina inizia a gironzolare per il salone, tra i divani e le seggiole di giunco. Si ferma davanti ad altri vecchi, a quelli sulla seggiola a rotelle. La Continua a leggere→

Due annunci: Pagina zero e Nel solco della poesia civile

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È uscito il decimo numero della rivista “PaginaZero-Letterature di frontiera” – Quadrimestrale di letteratura, arte e cultura. La tematica del numero: la libertà di pensiero e le persecuzioni di cui sono vittima scrittori e giornalisti nel mondo. (www.rivistapaginazero.net) – (http://rivistapaginazero.wordpress.com).

L’Associazione Culturale Ducale propone

Nel solco della poesia civile
Omaggio a Giorgio Piovano

Vigevano, Antico Caffè Ducale (corso Vittorio Emanuele II, 34)
sabato 14 aprile 2007, ore 16.30

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Nota sugli strati e sugli intenti.

Non esiste alcun manuale di istruzioni per la creazione poetica. Cosa ci si può aspettare dalla poesia se non una riscrittura per quanto possibile realistica che giunga alla surrealtà della visione, al realismo degli eccessi? La questione aperta è se si possa andare a fondo e assolvere a questo compito. Si potrebbe ragionare per « sottrazione » e a stento sugli strati e sugli intenti. La Poesia è la sola tregua al supplizio dell’Essere e del Tempo, è presenza e compresenza della morte e del nulla.

 

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INTERSEZIONI BABELICHE

Anticipiamo con questo comunicato il via della manifestazione “INTERSEZIONI BABELICHE” che si terrà dal 18 al 21 aprile a San Daniele del Friuli. Quattro giorni di conferenze, reading, presentazioni di libri, concerti, per analizzare il tema del multilinguismo nella cultura e nella letteratura con particolare riferimento al rapporto fra lingue ufficiali e lingue di minoranza.
Scrittori, poeti, giornalisti, intellettuali dalla Slovenia, dall’Austria, dalla Svizzera, dalla Sardegna, dall’Emilia Romagna, dalla Lombardia, dalla Croazia, dall’Occitania e ovviamente dal Friuli-Venezia Giulia, saranno i protagonisti in più lingue di questi 4 giorni.

La manifestazione è sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dalla Città di San Daniele.

Tutti i dettagli saranno presentati ai mass media durante la conferenza stampa che si terrà giovedì 5 aprile, presso la sala della Regione in via San Francesco 4 a Udine, alle ore 11.30.

Per scaricare il programma completo: www.intersezionibabeliche.net

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Elio Paoloni, Volubilità

Perché si mette su un cd invece di un altro? Inutile dire che, tralasciando i fondamentalisti “solo jazz” e i tetragoni “solo seria” (ma anche lì c’è Beethoven che ti schianta all’inizio e Vivaldi che ti accarezza immediatamente mentre poi si ‘capisce’ Bach – quelli che lo suonano, soprattutto – o si divinizza Mahler e non puoi più sopportare il Bolero o Per Elisa e neppure la Cavalcata per non parlare della Marcia di Radetzky), di solito ce n’è uno per ogni periodo della tua vita. Ma non sono queste fasi a interessarmi: parlo delle microfasi, quelle settimanali o addirittura orarie. Continua a leggere→

Il fragoroso silenzio di Dio. Da: “Le cose come stanno” di Franz Krauspenhaar.

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(E’ la fine del 1966. In una sperduta cittadina della Germania occidentale il sacrestano Puch scrive una lettera al fratello Fritz, pittore affermato, residente in Danimarca. La lettera prende la misura delle notti in cui viene freneticamente scritta, un monologo di tempo arrestato e sconvolto sulla pagina, un urlo strozzato di brama inferocita, del fiato sempre troppo corto davanti all’equazione che fa della vita una sconfitta. L’unica amante fedele, l’abbraccio disperato e certo nell’assordante, ubiquo silenzio di Dio. F.M.).

Che cos’è la noia, Fritz? Tu lo sai? È l’Europa, la noia. Ne sono sicuro, di questo. È la cara, nobile, vecchia Europa che cammina traballando. Che ci fa camminare tutti. Non sentiamo, noi tutti, odore di macerie? Non fumano più, no: ma comunque esistono, vengono da noi, avanzano, senz’aria, piene di un duro passato, duro a dimenticarsi. A volte questa terra sembra che preghi una preghiera lancinante, vorrebbe Dio, lo cerca, ma Lui non c’è, Lui non c’è. È andato via, e tornerà. Ne sono sicuro. Si allontana, ritorna. Lui fa così. Fa buio, spesso. Spesso fa buio. Non bastano i fari, non bastano le lampade, né le luminarie. Fa buio e fa freddo nel nostro ruvido cuore, fa freddo in qualunque cantuccio, fa freddo pregando e fa freddo bestemmiando, e fa freddo semplicemente aprendo la bocca, e parlando, e soprattutto, fa freddo parlando con le nostre solite dure parole. La fredda noia mangia la mia aria, e calpesta il mio pavimento coperto di sogni sbolliti come rabbie. Continua a leggere→