Archivio mensile:Febbraio 2008

La teoria della letteratura e la sua storia di Giuseppe Panella

di Giuseppe Panella

A proposito di Giovanni Bottiroli, Che cos’è la teoria della letteratura? Fondamenti e problemi, Torino, Einaudi, 2006, pp. 472

«Dimmi, perché lo stilema / il sintagma e l’idioletto / compaiono col fonema / in ogni tuo articoletto? // Perché ami tanto Jakobson / la metonimia e il significante / Claude Lévi-strauss and Sons, / il diacronico e il commutante? // Perché t’angoscia la differenza / tra fonetica e fonologia / E non puoi vivere senza Barthes e la semiologia?» (Ennio Flaiano, L’uovo di Marx. Epigrammi, satire, occasioni)

E’ certamente molto importante il fatto che ogni tanto, nonostante il proliferare degli studi settoriali di ricerca, almeno qualcuno ci provi: dopo la buona riuscita del grosso volume di Adriano Marino (Teoria della letteratura, Bologna, Il Mulino, 1994) Giovanni Bottiroli si propone di rimettere insieme le molti parti che vanno a ricomporre l’edificio dei suoi diversi momenti di intervento sulla realtà della fabbrica letteraria, convergendo nei “fondamenti” (e nei “problemi” – così recita il titolo) per costruire un edificio nuovo (o almeno parzialmente nuovo). Continua a leggere→

Spazi Paralleli, di Luisa Elia e Paola Fonticoli

mostra a cura di Angela Madesani

Inaugurazione: mercoledì 13 febbraio 2008, ore 18,30
Fino a sabato 8 marzo 2008, da martedì a sabato, ore 16-19,30

Il 13 febbraio 2008 la Galleria Spaziotemporaneo (via Solferino 56, Milano) propone una doppia personale. Due gli artisti presentati: Luisa Elia, scultrice, e Paola Fonticoli, artista di superficie. Continua a leggere→

Enzo Galastri, poesie.

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Amore

Ma cos’è quest’amore

che improvviso ti coglie

senza lasciarti pensare.

Ti ruba il corpo e l’anima,

il tempo scorre senza ore,

può volare,fermarsi,rallentare,

ogni cosa funziona come vuole.

Questa notte ti sognerò

preparati all’incontro

non ci sono limiti o barriere

non sei persona ma spirito.

Puoi svanire,ma non lo fare.

***

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I LIBRI DI ANSELM GRUN, UNA GUIDA SPIRITUALE di V. Binaghi e R. Borsani

grun libro

Anselm Grun, La cura dell’anima, Edizioni Paoline
Intervista di Jan Paulas e Jaroslav Sebek, introduzione di Marco Guzzi.

Anselm Grun risponde alle domande dei due studiosi ripercorrendo con ammirevole sincerità il cammino personale che lo ha portato a intraprendere la vita monastica all’interno dell’ordine benedettino. Consapevole della profonda crisi spirituale che minaccia di inghiottire l’Occidente e della difficoltà della Chiesa stessa a contenere questa crisi, avvicinando le anime che le sono state affidate, Grun indica come l’unica via percorribile, per chi voglia riscoprire il senso profondo del proprio essere, sia quella sostanzialmente “mistica”, propria di chi “sperimenta Dio”. “E Dio”, dice Grun, “può sperimentarlo chiunque”.
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Veltroni’s Gospel

muoiono gli operai nelle fabbriche
si ammala la gente nelle discariche
e il popolo stenta a sopravvivere

yes, we can change
yes, we can change
yes, we can change

si continua a morire negli ospedali
mentre i politici si arrichiscono
e la sanità edifica le sue cattedrali

yes, we can change
yes, we can change
yes, we can change

un bianco con il sangue neroblusy
scimmiotta il cambiamento
e le moratorie uccidono le donne
e i killer d’azienda scaricano i dipendenti

yes, we can change
yes, we can change
yes, we can change

il porpora è il colore dominante
uno stato nello stato con l’antistato
una guerra nella guerra con la guerra
una casta nella casta con la casta

no, we cannot change
no, we cannot change
no, we cannot change

Et dimitte nobis debita nostra

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Primo Movimento
C’è un sito francese (www.croire.com) dov’ è possibile “en 12 étapes, comprendre et apprendre à dire la prière de Jésus. 12 jours de formation avec le P. Jacques Nieuviarts”. Il tariffario mi sembra, come si dice qui, correcte;
– formule 3 mois à 9 €
– formule 9€/trimestre
– formule à 36€ pour 1 an

Che idea quella di pagarsi una formazione per “dire bene” la preghiera del Padre Nostro!

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Un viaggio con Francis Bacon # 1

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La prima volta che vidi un quadro di Bacon dal vivo fu a Palazzo Reale, in una grande mostra sul ritratto curata da Flavio Caroli. Stavo nella sala guardando un bellissimo ritratto di Alberto Donghi, un pittore che trovo affascinante e soprattutto inquietante per induzione, come sono affascinanti in tale modo certe belle donne che però non vogliono particolarmente colpirti col loro charme. Conoscono il valore della loro bellezza, e perciò, saggiamente, non ne abusano. Girai la testa e vidi un piccolo quadro che ritraeva un uomo dell’ipotetica età di cinquant’anni con un pezzo di carne in bocca. Continua a leggere→

Microfilm di Andrea Zanzotto. Di Tonino Pintacuda.

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Sono state date dozzine di diverse interpretazioni di Microfilm
(http://tinyurl.com/yrv6cu), che costituisce – non esitiamo a dirlo –
il precipitato dell’esperienza poetica zanzottiana.

Partiamo da un dato incontestabile: Microfilm costituisce il punto di raccordo tra le due parti di Pasque (i dodici MISTERI DELLA PEDAGOGIA e altrettante PASQUE).

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Negazione, dono, eredità

Da poco è uscito il secondo libro e primo romanzo di Sabrina Campolongo, Il cerchio imperfetto, nella collana “Declinato al femminile” diretta da Francesca Mazzucato per le Edizioni Creativa. Questa è la mia prefazione:

C’è una frase cruciale dentro questo bel romanzo di Sabrina Campolongo. «La negazione di sé pesa quanto il donarsi, né più né meno». Continua a leggere→

Fotografie in bianco e nero, di Lucia Marchitto.

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(monologo nato dall’intervista che feci a Lorenzo Pinto, fratello di Luigi morto nella strage di piazza della Loggia a Brescia, una sera che piovigginava davanti alla stele col nome delle vittime).

Bianco
L’occupazione delle terre

Ho diciassette anni e tanti sogni.
Cambiare il mondo.
Una palla rotonda che gira.
Posso fermarla quando voglio.
Salire o scendere.
Farla girare di nuovo.
Ascolto la tesi sull’occupazione delle terre.
Questa terra.
Questa città.
Foggia.
Si può cambiare.
Cambierà.

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6 febbraio: Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali

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Lo so. Mi rendo conto di essere in ritardo di un giorno, ma il mio lavoro e una serie di altri impegni professionali sempre più pressanti mi tolgono anche il tempo per respirare. Però ci tengo a rilanciare la seguente notizia, comparsa ieri in un articolo del Corriere della Sera: la UE ha ricordato che il 6 febbraio è la giornata internazionale della “tolleranza zero” nei confronti delle mutilazioni sessuali. È un argomento al quale sono particolarmente sensibile: questo blog ha ospitato anche un mio racconto sul tema dell’infibulazione.

L’immagine a sinistra è un dipinto di Magritte, dal titolo Lo stupro.

L’UOMO E I SUOI RITI di Valter Binaghi

focolare

Dedico questo testo a Mario Pandiani, perchè nasce come riflessione a margine di un suo precedente intervento su LPELS

In un thread precedente, (una polemica sulla realtà storica di Gesù Cristo e le eventuali manipolazioni fattene dalla tradizione ecclesiastica), Mario Pandiani ha scritto:
“Io penso che la vera ricerca storica, effettuata con criteri di rigore filologico e antropologico che potrebbe dare dei risultati realmente interessanti oltre a ristabilire alcuni punti fermi sulla natura stessa della chiesa e delle sue espressioni dogmatiche, sarebbe lo studio approfondito della liturgia. Perchè? perchè nella forma liturgica trovano posto i fondamenti e l’economia della vita cristiana. E soprattutto è con le riforme liturgiche che si sono operate le modificazioni più profonde e anche più dolorose all’interno della chiesa, perchè è dalla vita liturgica che la chiesa trae la sua stessa vita e non dall’esegesi dei testi, non è infatti con la Bibbia che si fa una chiesa.”
Vorrei provare a dare a queste parole un senso più esteso, mostrando come ciò che Pandiani dice del cristianesimo vale per l’insieme delle culture umane, a prescindere dalla fede religiosa o dagli ideali civili che le dominano.
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Genesi di uno scrittore

La genesi di un atto di espressione è un processo di estrazione, uno spremere fuori. Niente viene estratto se non da una materia originariamente grezza. L’uomo di norma dà figure nuove a cose che ha sottomano. Allora fare un’opera è il far breccia di uomo verso se stesso. E’ esatto ciò che ci dice il Sohar: il libro è infisso, in fondo a una caverna, in una fessura nella roccia. E ci si è infissi anche noi. Si entra ora nel purgatoriale mare di fuoco, fretum febris avanti l’alba, nel tempo onirico prima del carnevale.

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Visioni sulla banalità del crimine

di Mauro Baldrati

sogni-e-delitti.jpgContinua l’originale cammino di Woody Allen negli stili e nei drammi del noir. L’ultimo atto della trilogia inglese, Cassandra’s dream, tradotto in italiano in Sogni e delitti (i primi due sono Match point e Scoop) ha raccolto opinioni contrastanti, come sempre accade, del resto, con WA. La trama è già stata abbondantemente trascritta su web e giornali, pertanto credo di non svelare nulla se la illustro brevemente anche qui: due fratelli, interpretati da Colin Farrell e Ewan Mc Gregor, trascinano esistenze diverse, ma ugualmente insoddisfacenti: il primo lavora come operaio in un’autofficina, ma ha il demone del gioco; il secondo gestisce col padre un ristorante in difficoltà, ma sogna di emigrare in California a investire negli alberghi, diventare un uomo d’affari di successo, pieno di soldi e auto sportive; come il mitico zio, fratello della madre (e da lei continuamente osannato, in presenza del marito che invece non ha combinato granché), che viaggia per il mondo ed è un gran signore.
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