Archivio mensile:Febbraio 2008

Le reliquie della scienza, di Francesca E. Magni.

einstein1.jpg

Scienza, religione, tutta umanità, nient’altro che umanità. Percorro le pagine di saggi scientifici medio alti sia per numero di pagine sia in quanto ad argomento e finalità e scopro che anche i musei della scienza esibiscono le proprie reliquie.

Iniziamo con il dito di Galileo. Sì, il dito medio della mano destra, conservato all’Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze [http://brunelleschi.imss.fi.it/museum/isim.asp?c=404010]. È accompagnato dalla nobile ode di Tommaso Perelli (1704-1783) posta nella base di alabastro della teca:

Continua a leggere→

Il silenzio dell’innocente, di Gaja Cenciarelli

clarice_gaja.jpg[Mi sono decisa a postare questo divertissement perché non si dica poi che scrivo sempre cose pesaaaaanti, tristi, cervellotiche (agh: qualcuno lo ha detto? Non voglio saperlo. Sì, è vero: da me me la canto e da me me la suono). Anyway: tutto quello che leggerete qui sotto è assolutamente vero. E mi è successo una settimana prima di alcune consegne importanti – la traduzione di tre romanzi che dovevo inviare di lì a sette giorni – e nel momento più convulso dell’editing di un libro che sarebbe stato pubblicato da vibrisselibri. Non so bene come io ne sia uscita viva, ma è certo che quel periodo ha segnato irrimediabilmente il mio equilibrio psichico, d’altra parte già compromesso, come chiunque mi conosca ben sa. Siate pietosi, cari lettori: sono solo una scribacchina.]

Cinquantacinque minuti di attesa al telefono la prima volta che ho tentato di parlare con il servizio assistenza della wind.
“Ma signora, è un semplicissimo disservizio”, mi ha detto l’operatrice. “In fondo sono solo due ore che non ha l’adsl”.
“SOLO due ore?” Mi si sono svelati i misteri dei raptus che portano all’omicidio. “Ma lei lo sa che io lavoro tutti i sabati e le domeniche, per non parlare dei giorni infrasettimanali, fino a mezzanotte?”
“…”
“Ma lei lo sa che io ho tre romanzi da consegnare entro il 31 gennaio? TRE, DICASI TRE, libri le cui traduzioni aspettano di essere completate?”
“…”
“Segnali il guasto all’assistenza tecnica, almeno…” (petulavo io)
“No. Ci deve richiamare, staccare tutte le spine, e telefonare dal cellulare. Altrimenti non possiamo fare i test sulla sua linea e non possiamo aprire la segnalazione di guasto”.
“ALTRI CINQUANTACINQUE MINUTI AL TELEFONO?”
“Se è fortunata saranno di meno”. Continua a leggere→

Spoglie di biscotti, di Sabrina Campolongo

biscotti.jpg Mi hai portato dei biscotti.

Sono senza burro senza zucchero senza uova senza conservanti senza coloranti senza grassi vegetali idrogenati, hai detto.

Ti ho guardato. Hai abbassato lo sguardo.

Non ti faranno ingrassare, hai detto, la testa bassa e un mezzo sorriso.

Ti ho mai detto che sono a dieta? mi domando.

Hai voglia di fare due passi? mi domandi, tendendomi la mano.

Continua a leggere→

La strada

Cormac McCarthy è l’autore di Meridiano di sangue, probabilmente il capolavoro della letteratura mondiale nella seconda metà del Novecento. I suoi altri esiti letterari sono stati altalenanti e vanno dallo stupendo manierismo di Cavalli selvaggi al barocchismo di Oltre il confine, passando per romanzi non altrettanto riusciti.
Qualcuno ha rilevato nella traiettoria di McCarthy un andamento simile a quello di Hemingway, rivelatosi con Fiesta (romanzo d’avanguardia, quasi senza trama, quasi sperimentale) e poi caduto in una narrativa compiacente, tesa al sentimentalismo e all’effetto come in Il vecchio e il mare. Nello sviluppo della narrativa di McCarthy La strada avrebbe la stessa funzione. Continua a leggere→

Il palco è nudo, di Chiara Daino.

daino.jpg

Il palco è nudo. E *c’era una volta un re che disse alla sua serva*: «raccontami una storia». E la storia incominciò. E la Storia si ripete: la *solita*. La solfa che odora di zolfo: «l’Arte è morta!». Premesso che – *morire è un’Arte* – , che è molto, troppo comodo – per molti, troppi – accettare e subire: *rebus sic stantibus* [e rivendicare lo *status* e rimpiangere *lo status quo*].

Continua a leggere→

L’identità e le differenze

l’ ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA PER I PAESI BASSI
e FORUM Associazione Italiana

Ti invitano

Sabato, 16 febbraio alle ore 16,30

presso la sede dell’Istituto
( Keizersgracht, 564 – 1017 EM Amsterdam)

ad una conferenza di
Giulio Milani e Marco Rovelli
dal titolo

L’identità e le differenze.

Continua a leggere→

Tradurre la poesia del Novecento di Giuseppe Panella

di Giuseppe Panella

A proposito di Traduzione e poesia nell’Europa del Novecento, a cura di Anna Dolfi, Roma, Bulzoni, 2004, pp. 862

«Le teorie della traduzione possiedono ormai una tradizione di studi ben salda; lo stesso si può dire delle teorie dell’interpretazione. Anzi, c’è da chiedersi se l’interesse per quell'”interprete”, che appare coinvolto in ruoli diversi: più “alto” nelle varie teorie dell’interpretazione (e dell’ermeneutica), più “basso”, pratico, legato quasi alla performance dell’oralità – nell’esercizio dell’interpretariato – e in quello pratico sui testi, non abbia finito per portare su troppe piste lo stesso traduttore. Continua a leggere→

ANCHE GLI ITALIANI SONO CAPACI DI SCRIVERE STORIE

di: Guido Tedoldi

Recensione a «I nomi sacri», romanzo di Riccardo Ferrazzi, edito in internet da Vibrisse Libri, 2007, pp. 127 (nel file pdf), scaricabile gratuitamente dal sito web www.vibrisselibri.net.

Nei confronti di questo romanzo per me c’è stato un prima, in parte composto da pregiudizi, e un dopo, in cui ho dovuto passare qualche giorno a respirare forte per ritrovare il mio ritmo personale di fiato.
Nel mezzo, mentre era in corso la lettura, ero in apnea e tutto preso a capire come sarebbe andata a finire la vicenda di questo funzionario che fa avanti e indietro tra l’Italia e la Mitteleuropa, che incontra donne che hanno quasi sempre nomi di 5 lettere e guidano quasi sempre macchine dalla targa probabilmente tedesca (ma non si capisce bene perché a coglierla è sempre la coda dell’occhio, con tutte le sue imprecisioni). Per non parlare di tutte quelle persone potenti, tra cui l’erede dell’impero romano d’oriente e capitani d’industria che credono in altre forze oltre a quella del denaro. Continua a leggere→

Lettera ai poeti (che erano bimbi nell’estate dell’80)

ustica.jpg

di Alessandro Seri

Cari poeti che comparite in questo spazio virtuale dove discutere di poesia e tanto altro, nel 1980 avevo nove anni e mi fa persino effetto scriverlo perché con una certa immodestia intima mi vedo sensibile allora forse più che oggi solo che quello era il tempo dell’ascolto, il tempo in cui le antenne erano puntate ed impegnate nell’intercettare il mondo dal quale volevo imparare. Ascoltavo i grandi litigare, programmare le loro vite e tanta televisione che tra un cartone animato e un telefilm mi lasciava ascoltare i fatti.

Continua a leggere→

Patrizia Bianchi, La murata e altre cose.

quadro4.jpg 1.

Non si distinguono più la lingua e l’occhio bello. Ora la luce è dall’altra parte: non più sulla tavola, tra le pagine del libro, che è ancora aperto. Non hai faccia, nella mia direzione! *Non hai faccia!* Sei straniero. Se vuoi, ti do da bere, anche se aspetti altro. Senti, senti il profumo che vìola le stanze. E le piccole cose stanno lì, sul divano vecchio, tra sedia e sedia. Solo ai miei gatti permetto di salire – i gatti sono assorti. Non aspettarti nulla, dico. Non aspettarmi, se ti dico che torno. Voglio perderti. *Vuoi perdermi*.

Continua a leggere→

Zanzotto e il calzolaio

Tutto un giorno piantato nel corpo senza essere raggiunto da nessuno. Primo pomeriggio con stomaco pieno d’ansia e di cioccolata. Due telefonate. La prima con scrittore irpino, la seconda con scrittore milanese. Dopo le due telefonate: faccia bollente, nervi aggrovigliati, voglia di uscire a prendere aria. Incontro dopo un po’ di passi nel grigiore del paese nuovo un vecchio calzolaio. Continua a leggere→

DIMENSIONI SPIRITUALI DELLA CRISI AMBIENTALE

di Seyyed Hossein Nasr

(Da: The Ecologist)

natura

L’umanità moderna ha abbandonato quello che è sempre stato un principio fondamentale delle concezioni tradizionali del mondo. Il Tao dell’antica Cina, il r’ta e il dharma delle tradizioni indù e buddhista, il nomos degli antichi greci, la shari’ah del mondo islamico – tutti questi differenti concetti designano la stessa realtà. Essi, infatti, si riferiscono all’“ordine” che governa l’umanità e la natura, da cui deriva il termine moderno cosmos che significa letteralmente sia ordine che bellezza. Così, nomos in greco non designava soltanto le leggi che reggono i movimenti dei pianeti, ma anche le leggi che reggono la vita umana, e dunque le leggi secondo le quali il saggio dovrebbe vivere.
Continua a leggere→