
Offrire a Gesù la propria morte: sembra assurdo. Ma è il consiglio dato dal Cristo alla Bossis. Come Io la offro al Padre, poi precisa.

Egrette bianche
I
Attento alla luce del tempo e a quanto spesso permetterà
alle ombre del mattino di allungarsi sul prato
alle egrette impettite di scuotere i becchi e inghiottire
quando tu, non loro, o tu e loro, sarete spariti;
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È questa la mia lettera al Mondo
che non scrisse mai a Me –
sono semplici Cose che Natura mi disse
con tenera Maestà
Il Suo Messaggio affido
a Mani che non vedo –
Dolci Concittadini – per Suo amore –
giudicate di Me teneramente
[Emily Dickinson, Dalla prigione dell’estasi, Un secolo di poesia. L’Ottocento, Corriere della Sera, 2012, p. 67]
Intervista di Giovanni Agnoloni
Per voi oggi un’intervista densa e illuminante (grazie a lei) ad Alessandra Angelucci, poetessa e giornalista abruzzese, che con La pazienza dei melograni (ed. Controluna, 2019) ha realizzato una silloge poetica che viaggia sulle corde di un legame emozionale antico e viscerale con la natura e l’altro – dalle domande e risposte, vedrete bene come emerga la polisemanticità di questa espressione. Iniziamo intanto con tre liriche che ben sintetizzano contenuti e spirito della raccolta.

È importante il modo in cui ci si addormenta e ci si sveglia. Al mattino, aprendo gli occhi, recito il Magnificat, che dà la nota giusta a tutta la giornata: il grazie. Gesù dice a Gabrielle di assopirsi, la sera, nello Spirito Santo: “il vostro ultimo sospiro dev’essere nell’amore”. L’inizio, la fine, il nuovo inizio: scegliamo noi la frequenza di fondo della vita.

La fierezza non ha ferocia autodistruttiva, la poesia ha la fragilità
forte e lucente del cristallo. Restano i frammenti; ma non brandelli
di vecchie carte appesantite da ricordi sempre piú distanti dall’Io:
piuttosto lampi d’intuizione d’una sempre presente Meraviglia.
(Silvia Marcantoni Taddei, Ouverture)
Mettono gioia tra i rami d’inverno i nidi
Non hai risposto ancora alla domanda
«D’inverno, mettono gioia, tra i rami, i nidi?»
Hai finalmente una risposta pronta
o attendi un’altra estate e i suoi ricordi?
Sorridi, la nuca poggiata sul mio petto
I piedi nudi immersi nell’azzurro
La nube d’oro cela ali fuggenti
Tra quelle foglie lampi di cielo
Questa è l’Estate non dimenticare
Quella che arriverà sarà l’Estate
E allora rispondi, attenta, alla domanda
«Mettono gioia tra i rami d’inverno i nidi?»
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