Archivio mensile:Febbraio 2023

Le parole della scienza 2: dal consolato alla funzione

2 Consoli dell’antica Roma


di Antonio Sparzani

Qui la prima puntata di questa ricerca. Voglio ora considerare un’altra parola chiave in tutta la matematica ma anche nella scienza e nella vita più in generale. E poi questo verbo considerare è così bello perché contiene le stelle – sidera – , il verbo è infatti identico alla sua forma latina considerare, e fu usato in una prima fase dai marinai che intendevano (e giustamente) guardare attentamente le stelle per orientarsi e soppesare bene la rotta da seguire. La parola però di cui voglio chiedere a certe stelle è funzione.
Per capire una nuova idea occorre soppesarla a lungo, bisogna arrivare a mangiarla, cantava Gaber, bisogna guardarla da tutti i lati possibili, aprirne la storia, e quindi provare a usarla. Se quindi mi metto a seguire la storia della parola scopro che anche qui occorre ricorrere al latino (per non andar più lontano) e seguire poi quella serie di slittamenti di significato — cui anche la matematica ha contribuito – che hanno portato al significato moderno.
Tutto parte dal verbo latino fungor, Continua a leggere→

Poesia italiana del XXI secolo

Simone di Biasio nasce a Fondi (LT) nel 1988. È dottore di ricerca in Pedagogia presso l’Università Roma Tre e insegna all’Università di Cagliari “Letteratura per l’infanzia e l’adolescenza”. Giornalista culturale, collabora con Doppiozero, L’indiscreto, Minima&Moralia, Antinomie. È tra i fondatori dell’Associazione “Libero de Libero”, di cui ricopre la carica di Presidente, e ideatore del Festival poetico “Verso Libero”. Ha pubblicato Assenti ingiustificati, EdiLet, 2013, XXX Premio “Alfonso Gatto”, Partita, Fusibilia, 2016, e Panasonica , Il Ponte del Sale, 2020. È inoltre autore del saggio Guardare la radio, Mimesis, 2016. A novebre 2022 ha curato la II edizione del Festival di poesia italiana in Svizzera “verso Berna”. Nel luglio 2021 ha preso parte alla rassegna “Dante Assoluto” del Festival Letterature di Roma, da cui è tratta la foto nel post.

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Intervista a Ezio Settembri

di Luca Pizzolitto

1) La primissima domanda che ti faccio, prima di entrare, più nello specifico, nella tua raccolta è la cosa che, fin da subito, mi ha incuriosito: questo è il tuo esordio poetico, a 40 anni; ma ti sei, da sempre forse, occupato di poesia. Questa tua attività di studio verso la poesia è sempre stata accompagnata dalla scrittura, o la scrittura poetica è un qualcosa che è venuto dopo, negli ultimi anni? Continua a leggere→

Fabio Grimaldi, Ardore di vita. Francesco d’Assisi

a cura di Alberto Fraccacreta

Fabio Grimaldi, Ardore di vita. Francesco d’Assisi

 

Ti rendo grazie, Signore,

di questo mio corpo,

 

instancabile servitore,

irradiato di Spirito Santo.

 

*

 

Servirti è bere

in un roseto

il tuo amore

su un calice di corolle.

 

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La parola ai poeti. Maria Pia Quintavalla

Parlerò di Estranea (canzone), ultimo libro, ristampa riveduta e ampliata, con Puntoacapo, settembre 2022. Perché l’ho scritto e lo ripubblico, oggi.

In un istante “cominciò la  mia terza età”,  dice di sè Teresina di Lisieux, accennando alla nascita della coscienza.

Io lo avvertii, nel passaggio dal novecento al secondo millennio, che mi trovavo “nel mezzo del cammino” più profondo della mia esistenza, e che, dopo avere rischiato di perdere la mia vita una volta, avrei tentato di rinascere. La mia trasformazione di donna non derivava soltanto da fatti della realtà, quale mi era data di vivere. ma da uno status simbolico in bilico, universale, anche in poesia; in cambio avrei ricostruito una visione del mondo, e dato voce ai sogni. Continua a leggere→

Giacomo Sartori, Fisica delle separazioni

di Roberto Plevano

Il titolo dell’ultimo libro di Giacomo Sartori suggerisce imparzialità scientifica, epistemico distacco, come da predilezione per titoli asciutti, quasi etichette su referti e alambicchi delle sue esperienze narrative e poetiche. L’icasticità risponde a un bisogno di rigore stilistico. Come pochi scrittori contemporanei, Sartori è capace di plasmare prosa e verso adattandoli a temi e oggetti del testo, scegliendo lessico, locuzioni, costrutti a seconda delle necessità narrativa, e pure il suo stile è personalissimo e inconfondibile. Più che di stile dell’autore, nel caso di Sartori si dovrebbe parlare di autore di stili, capace di concretizzare la sua ricerca letteraria (Sartori, da buon ricercatore, sa che c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, ed esaminare, verificare, controllare) in prove narrative assai diversificate: la scarna asciuttezza della prosa di Cielo nero, la lingua drammatica e fredda in Rogo, lo humor e la satira sociale di Sono Dio e Baco, in cui, caso raro tra gli scrittori italiani, Sartori lavora alla costruzione di un immaginario letterario poco vincolato alla centralità del soggetto individuale e si allarga all’intero dell’esperienza umana: la vita, il clima, l’ambiente.
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Talent scout. Daniele Benzi


di Alberto Fraccacreta

Daniele Benzi, Una mente piena

«Un’analisi globale dell’interiorità […], lo studio del proprio essere»

*

Barriere

[…]

Edifichiamo barriere attorno a noi di continuo, certe volte senza nemmeno rendercene conto. Ostacoli costituiti da apprensioni che ci affliggono e che si fanno sentire quando è il momento di partire per un viaggio. 

Siamo consapevoli di essere limitati data la nostra natura umana. In essa sono insiti, infatti, dei limiti invalicabili. Per esempio sappiamo bene che, rovesciandoci addosso dell’acqua bollente, provocheremmo al nostro corpo dei danni potenzialmente irreparabili. La nostra resistenza fisica, per quanto elevata possa essere, non ci permetterebbe di uscire del tutto illesi da un evento simile. Si tratta appunto di barriere legate a ciò che siamo, le quali ci accomunano tutti.  Continua a leggere→

Liberi


Cosa ci impedisce di donarci a Cristo? Ne abbiamo paura? È l’unico che ci ama totalmente. Temiamo di perdere qualcosa?  Solo da Lui arriva quello che cerchiamo. Preferiamo altro? Siamo liberi di rovinarci la vita: ma chi ce lo fa fare?

Colore


Che cos’è l’uomo, perché te ne curi, il figlio dell’uomo, perché te ne dia pensiero? Il salmo 8 ci ricorda chi siamo, quale e quanta fragilità dimori in noi. Eppure il cielo si posa su questa povertà, la magia del suo colore ci trasforma.