Archivi autore: fabrizio centofanti

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“Gli spostamenti del desiderio” di Raffaela Fazio

“Gli spostamenti del desiderio” di Raffaela Fazio (Moretti e Vitali, 2023)

 

Presentazione di Giancarlo Pontiggia:

 

Con Gli spostamenti del desiderio Raffaela Fazio affina ulteriormente la riflessione sul senso dell’esistere, costante pungolo della sua scrittura, partendo questa volta da una prospettiva inedita: il desiderio come forza che ricalibra il reale modificando di continuo la visione e orientando il passo. L’instancabile messa a fuoco operata dall’autrice avviene sia grazie all’immersione nella propria coscienza, sia tramite il confronto con il mondo, con la storia, con l’arte (qui, in particolare, con il cinema e con la letteratura). Un simile dialogo era avvenuto anche in libri precedenti: Midbar era ispirato a figure e narrazioni dell’Antico Testamento; Ti slegherai le trecce riprendeva archetipi femminili della mitologia greco-latina; Meccanica dei solidi faceva rivivere personaggi anonimi della storia recente, capaci all’improvviso di un eroismo grandioso.  Continua a leggere→

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro. Giovedì santo


Giovedì Santo

[Gv 13,1-15]

 

?“Se non avessi l’amore…”

“Se non avessi l’amore, sarei nulla” dice Paolo.

Oggi, l’Amore rivela il suo volto. Volto di Altro. Altro che lava i piedi.

Ogni volta che il volto dell’altro appare, de-lude. L’altro crea sempre de-lusione.

Per questo l’altro è altro. Perché obbliga ad uscire dal gioco, de-lude.

Di fronte all’apparire del volto dell’altro, non è possibile restare indifferenti.  L’altro, la concretezza dell’altro esige decisioni. Così fonda la libertà. Ed è proprio da questa de-lusione che la libertà ha vita. L’altro non è mai come te lo aspetti. Non sta al gioco delle sovrapposizioni, delle immagini, delle maschere. Per questo de-lude. Continua a leggere→

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Albert Einstein, un ateo religioso?

di Alida Airaghi

Si è discusso a lungo se Albert Einstein (1879-1955) fosse o meno credente, riportando spesso a sproposito la sua nota affermazione “Dio non gioca a dadi con l’universo”, che ribadiva al collega Max Born la granitica convinzione di un ordine armonico del cosmo strettamente determinato dai principi fisici di causa ed effetto.  Continua a leggere→

Cammino


Il Gesù storico non ci sarà mai più: ora c’è il Cristo della fede. Colui che camminava sulle acque, non potrà più camminare sulla terra. È il mondo nuovo che può ancora vederlo, ascoltarlo. Sono gli occhi del cuore che piangono di gioia, nell’incontrarlo.

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Gabriella Greison, Ogni cosa è collegata. Intervista a cura di Guido Michelone

Gabrielle Greison è fisica, saggista, performer, drammaturga, scienziata, divulgatrice, e da qualche tempo usa i social media, i palcoscenici teatrali, le biografie quasi romanzate per far conoscere a tutti la meccanica dei quanti, la storia della fisica moderna, le grandi donne scienziate, con riscontri positivi da parte dei lettori e dei critici, come sta accadendo con il suo nuovissimo libro edito da Mondadori con il titolo Ogni cosa è collegata, sottotitolo Pauli, Jung, la fisica quantistica, la sincronicità, l’amore e tutto il resto, e come lei stessa spiega in quest’intervista per La Poesia e Lo Spirito. Continua a leggere→

La parola ai poeti. Mauro Macario

Estratto di un’intervista a cura di Roberta Petacco all’autore Mauro Macario, dal libro L’opera nuda (Puntoacapo editrice)

 

Penso  che la poesia sia già in essere in ciò che la provoca prima ancora di filtrarla nelle parole.
E’ preesistente al compito in classe. Ritengo davvero intrigante la protopoesia, l’evento che la determina, quasi sempre ignoto agli altri. Avendo  lavorato in gioventù fra teatro, cinema, televisione, mi son fatto l’idea che la poesia non è una esclusività del mondo letterario come vorrebbero gli accademici, perché alla poesia non importa la scocca, il veicolo che s’intende usare per animarla e rappresentarla.  Non è il genere che ti dà la patente. E’ la poesia che decide quel giorno dove andare, con chi uscire, a chi concedere la chiave d’entrata. Può essere un poeta letterario, certo, ma anche un cantautore, un regista, un pittore, uno scultore… Ferré, il mio maestro diceva : “ Non è la parola che fa la poesia, ma la poesia che illustra la parola “. Naturalmente all’estero questa diatriba è già stata risolta da più di 60 anni con un tacito decreto egualitario che ha posto alla linea di partenza, artisti provenienti da pascoli creativi diversi e solo apparentemente lontani tra loro. Le classificazioni gerarchiche/razziste non esistono in arte, esistono nella critica teorica. D’altra parte, qui da noi persiste un equivoco calcificato in una sclerosi catto-scolastica che vede nella poesia il luogo della sublimazione celeste, dotata di un trampolino che la proietta tra un verso e l’altro, in un’ascesi mistica che, non arrivando tra le nuvole bibliche, atterra solo al bar di Medjugorje.  Anche nelle recensioni, oltre che nelle ascensioni, si constata la presenza invasiva di questa tendenza, quando certi critici citano passaggi poetici concernenti l’elevazione spirituale, l’amore universale, l’eternità, il Signore onnipresente, gli angeli e altri volatili di origine divina. Così salmodiando anche lo stile ne risente, ripiegando su moduli formali obsoleti e stucchevoli. La parte laica, minoritaria, sovente perdente, cerca di controbattere questo fenomeno  tutto italico. Meglio sarebbe stato se, oltre la naturale inclinazione intimista cui la poesia necessariamente attinge ( l’amato e imbattuto Pavese su tutti), ci fosse stata da parte dei poeti moderni anche un’attenzione partecipata e magari furibonda ai processi socio-storici del nostro tempo, alle utopie critiche, alle rivolte ideologiche o ribellistiche, all’indignazione morale.  Continua a leggere→

La Spagna in lettere, di Annelisa Addolorato. Zingonia Zingone, un viaggio ‘dalla A alla Zeta’ nella poesia in lingua spagnola.

 

di Annelisa Addolorato

Questo mese parlo di una scrittrice italo-costarricense, nata negli anni settanta. Bilingue, con una traiettoria poetica e narrativa molto interessante. Ho avuto la possibilità di conoscerla personalmente a Nagpur, durante il festival internazionale di poesia Kritya, in India. E anche, successivamente, di contribuire alla organizzazione dello stesso festival all’Università di Wharda, dedicata al Mahatma (‘Grande anima’) Gandhi (Kritya è un Festival itinerante, in varie città e stati indiani, diretto da una poetessa indiana straordinaria), nello staff insieme a lei, e di poter condividere alcuni reading in India (per esempio con una conferenza alla prestigiosa Sahitya Akademi di New Delhi) e parte del viaggio in India.

Foto al college femminile di Nagpur (India) con le scrittrici Zingonia Zingone, Annelisa Addolorato, Rira Abbasi, Ruta Dharmadhikari, e varie studentesse (tra cui Sonal Rajiv, Zhora Master.. ), nel 2011, durante il Festival Internazionale di poesia Kritya. Continua a leggere→