
Dentro il frigo ho trovato un cuore
Dentro il frigo ho trovato un cuore,
custodito ermeticamente dalla plastica.
Pulsa ancora, ma stancamente, debole
ma costante. Da non so dove pompa
ancora sangue che evapora subito. Continua a leggere

Dentro il frigo ho trovato un cuore
Dentro il frigo ho trovato un cuore,
custodito ermeticamente dalla plastica.
Pulsa ancora, ma stancamente, debole
ma costante. Da non so dove pompa
ancora sangue che evapora subito. Continua a leggere

Sorridere non costa nulla: è l’amore gratuito che sboccia da un cuore liberato. Non il sorriso stampato di certe aggregazioni sociali o religiose, che nasconde ben altri sentimenti, ma quello che forse non si vede, ma si svela nei fatti. Il sorriso di Dio trapela attraverso le gioie e i dolori della vita, segnale di pace più che umana.

Natale 2020
Come un fiume di mosche
il nostro andare
sporca l’amore
nel riflusso
più non parlano gli angeli.
Chiusi nell’ala
a distanza seguono
il cuore libero dell’uomo
infedele alla sua linfa
di respiro in respiro
disarmonia colpevole
impuro, silenzioso pianto.
Tu, seminatore del mondo
in noi così disabitati
risveglia ancora una volta
l’ansimare sfuggente
che si fa carne,
la creatura di silenzio
remota, chiusa
in povertà d’anima
anche se in grembo alla perla
al suo infinito splendore.

Nel fondo della terra ci sono esseri che hanno il nero pesto negli occhi, neanche se li leghi con il filo di ferro stanno fermi: mettono ovunque il palco della festa, le tagliole come per i topi.
C’è una voce che racconta di quando hanno creato il male umano, quando ci hanno chiusi nelle case: era inverno e c’era una condensa di ghiaccio; gli ultimi uomini correvano lungo il viale; c’erano i braccatori che li puntavano, gli avrebbero sparato se non avessero saputo raccontare i loro fatti.
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Stupidi giacinti e ancor più stupide nuvole
La guerra prende spunto dal fatto
che ho già incontrato marzo e ho fatto finta
di non vederlo. E sì che le cose
sono cambiate: te ne vai in ospedale, c’è meno luce
nella casa, a causa del palazzo nuovo; il cielo
è già molto più alto e lontano;
i giacinti mi interessano
meno di sempre, la mia mente
si fa più concreta, semplice; sono disposta
a credere solo a due cose: a Cristo e all’uomo;
per il resto non lotto più, eppure
come uomo, come essere della Terra, ci sono
eccezioni alla regola, ci sono occhiate, cadute,
stupidi giacinti e ancor più stupide
nuvole.

Ci siamo visti su zoom. Non sapevo quasi che esistesse. Vedere le facce degli amici con cui condividiamo questo blog è stata una gioia difficile da dire. La vita è questo incontro che solleva da cupezze e depressioni, che rimette in gioco, che rovescia il tavolo della mala sorte e comincia a danzare. Non ho ballato mai. Solo una volta misi piede in un locale, e rimasi in un angolo per tutta la serata. Siamo così: ballerini falliti, a cui basta vedere i volti degli amici per scatenarsi nel ballo mai rischiato.

Mancano pochi giorni alla feste natalizie e in questi tempi difficili forse non c’è niente di meglio che regalare e regalarsi un libro, soprattutto a bambini e ragazzi, che soffrono molto la mancanza di una scuola ‘normale’. La scelta ricade su otto recenti volumi – qui presentati in ordine alfabetico per autore – dove testo e immagini rappresentano sempre un felice connubio e un momento di stimolo culturale per qualsiasi lettore.
Muriel Barnery e Maria Guitar, I gatti della scrittrice (E/o) e Chiara Carminati e Alessandro Sanna, Poesia con fusa (Lapis). Entrambi – rispettivamente prosa e poesia con splendide, delicatissime illustrazioni – hanno il soggetto in comune, il gatto, ovvero l’animale più celebrato nel mondo dell’arte, dalla pittura alla narrativa, dalla musica al fumetto, dal cinema alla saggistica. A ragionare con le categorie classiche dello spirito filosofico il gatto risulta il momento apollineo e lirico rispetto al dionisiaco e all’epico del cane. E con questa chiave di lettura possiamo gustarci appieno i due libri di gatti tanto apollinei quanto lirici.
Continua a leggereL’unica via per l’indipendenza, di don Fabrizio Centofanti
— Leggi su cercogesu.altervista.org/lunica-via-per-lindipendenza-di-don-fabrizio-centofanti/
Come mettere insieme bellezza, bontà e verità? di don Fabrizio Centofanti
— Leggi su cercogesu.altervista.org/come-mettere-insieme-bellezza-bonta-e-verita-di-don-fabrizio-centofanti/
Come sentire che non siamo soli, di don Fabrizio Centofanti
— Leggi su cercogesu.altervista.org/come-sentire-che-non-siamo-soli-di-don-fabrizio-centofanti/

di Tommaso Perissi
Il coraggio delle emozioni (al tempo del coronavirus) – Meltemi 2020, pp. 196 – è un libro pervaso da una vena di ribellione contro l’eccessivo riduzionismo con cui la società, e finanche alcune derive della scienza, guardano all’uomo. Proprio in quelle emozioni che si vorrebbero cancellare dalla nostra mente, come la tristezza e la paura, è sepolto un patrimonio di risorse in grado di guidarci verso la completezza della nostra esperienza di vita e di orientarci al superamento delle difficoltà attraverso il famoso concetto di resilienza. Questo tipo di emozioni infatti, dette negative, a breve termine ci orientano all’interruzione della nostra attività sganciandoci dall’assillo dellaperformance, rendendo possibile l’ atto creativo insito nell’assunzione di una distanza dalle cose in vista di un mutamento del nostro rapporto tra noi e il mondo. Tutto questo, rapportato alcontesto drammatico della pandemia da covid-19durante la quale queste pagine sono state scritte, potrebbe rappresentare un’ancora di salvezza per non farsi travolgere dalle ricadute di ciò che sta succedendo. Nel libro c’è infatti un focus che riguarda tale situazione: viene analizzato tra l’altro il ruolo dello stress sulla salute umana attraverso la presentazione di alcuni studi e si fa ricorso al concetto di bias cognitivo per tentare di spiegare la forse eccessiva stigmatizzazione ad opera dei runners che è stata messa in campo durante le prime settimane della pandemia. Il filo rosso della trattazione è il ricorso a richiami letterari, cinematografici e teatrali.

La poesia oggi
Ci sono persone ovunque, anche in questo paese,
Che siedono attorno a “tavole rotonde”,
Che prendono e danno premi, che scrivono
“La poesia oggi” oppure “la funzione del poeta”.