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Continua a leggereArchivi autore: fabrizio centofanti
Un sorriso
Salvatore Ritrovato, La Poesia e la Via

di Alberto Fraccacreta
La poesia salva? Questo interrogativo millenario ci riporta alla novecentesca — e attualissima — cognizione di una religione dell’arte che ha nutrito il pensiero di grandissimi scrittori (da Proust a Kafka, da Borges a Montale), ugualmente desiderosi di non finire nel côté del nichilismo e della fede confessionale. Insomma, nell’arte, nella letteratura — secondo loro — è possibile trovare (con le dovute proporzioni) uno scampo alternativo.
Continua a leggereLe castagne

di Raffaela Fazio
Era ancora buio. I suoi sensi intorpiditi. S’incamminò verso la curva e vide spuntare due fari.
“Sali, vieni!” Elaine, di buon umore come sempre, cominciò subito a chiacchierare del più e del meno.
Warren le guardò le mani sul volante. Spiccava una fede lucida, che probabilmente si sarebbe sfilata a fatica. Gli piaceva, gli piaceva passare un po’ di tempo con lei ogni mattina, forse anche perché gli ricordava per contrasto quanto sua madre fosse bella.
Continua a leggereLa vista
Senza limiti
Adesso
Luigi Maria Corsanico legge César Vallejo
L’Abbà
Di nuovo
La poesia della settimana. Valerio Magrelli

da Nature e venature
Passato qualche tempo tutto il latte
va a male, come se andasse verso
il male, la sua cattività,
si contrae, si rapprende,
abbandona il proprio stato liquido
e inizia a farsi forma.
La sostanza rafferma
prende corpo, resuscita
in una carne nuova e compatta, estratta
dalla bestia. E’ cacio, metamorfosi
del secreto animale, il frutto
morto di una pianta viva,
sazia creatura pallida e lunare.
da Poeti italiani del secondo Novecento, volume secondo , Milano Mondadori 1996, p. 949.
Si può vivere
La poesia della settimana. Umberto Fiori

Tallone
Giorno e notte, qua sotto,
partono e arrivano i vagoni.
Al vento nero delle gallerie
sbattono giacche e giornali.
Si aprono le porte, si chiudono.
Facce, sedili, borse:
nasconde tutto, l’illuminazione.
Ma basta che sulle scale del mezzanino
spunti in mezzo alle scarpe un piede nudo
– un alluce, un tallone stretto in un sandalo –
e tu risenti addosso, come l’evaso
il faro che lo stana, la luce del mondo.
da Poeti italiani del secondo Novecento, volume secondo, Milano, Mondadori, 1996, p. 1029.
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Elul 3830 di ANIMAENOCTIS
Alessandro Ramberti, Faglia

di Elena Varriale
L’ultima opera del poeta Alessandro Ramberti, Faglia-Faulto (Fara 2020) si divide in due parti: la prima è poetica, mentre l’altra è un vero e proprio Avviamento alla lingua internazionale esperanto. Dunque, l’autore ci propone poesia e lingua e non poteva essere diversamente. Lo studio delle lingue, infatti, lo contraddistingue da sempre (nel 1988 ha conseguito a Los Angeles il Master in linguistica e nel 1993 il dottorato in linguistica presso l’Università Roma Tre), così come la passione e l’amore per la poesia, documentati dalle sue numerose pubblicazioni, dagli importanti premi conseguiti e dall’ottima produzione culturale della sua casa editrice.
Continua a leggereL’inconoscibile

Gesù ricorda a Gabrielle il passaggio dell’angelo sulla piscina, l’agitarsi dell’acqua che arrecava guarigione: è così che bisogna aspettare il passaggio improvviso dello Spirito, con la medesima trepidazione. Anche se ritardasse, l’attesa è sempre dolce: è un nascere a Dio, un conoscere un poco di più l’inconoscibile.











