
Il Cristo chiede di distaccarci da noi stessi, di vivere per Lui e con Lui, vita dell’anima. È da questo che dipende tutto: qual è il nostro centro? Non possiamo pretendere la gioia, la libertà, la pace, se il fondamento è altrove.

Dell’amore ti accorgi troppo tardi,
come di quella stella che d’un tratto
precipita, cometa di un minuto,
che non hai fatto in tempo a formulare
un desiderio. Forse ti ricordi
di amare troppo tardi, quando è notte,
e in sogno ti riappare la promessa.
Forse la stessa nota suona adesso,
e ne hai bisogno, come il respirare,
ma non è più lo stesso.

Naturalmente è controcorrente, è disdicevole parlarne, per i più, da tenere nascosto, come fosse una colpa. Eppure è così chiaro: siamo come il bruco che striscia sulla terra, in attesa di mutarsi nella farfalla dai colori magici, libera, felice. Dobbiamo gioire per la nascita alla vita nuova. Così dice il Cristo alla Bossis. Prendiamo appunti.

LA LUCE DEL PENSIERO. NOTA PER GISELDA PONTESILLI
di Matteo Veronesi
Questa nuova raccolta di Giselda Pontesilli (degna erede del singolare classicismo della «Scuola Romana» degli anni Ottanta, legata a riviste come Braci e Prato Pagano, che rivisitò, con esiti di rara limpidezza e preziosa, ricercata naturalezza, l’antica poetica dell’ars celare artem, di una fluidità e di un nitore tutt’altro che ingenui, e anzi nutriti da un paziente labor limae, ed esito di una laboriosa e sofferta sublimazione e purificazione dell’esperienza e della parola) è degnamente suggellata da versi di assoluto valore, forse fra i più alti ed essenziali della poesia italiana degli ultimi anni.

Non sono le labbra che devono pregare, dice Gesù a Gabrielle, ma è il cuore che necessita della Sua presenza. È questo che bisogna coltivare, e non si fa, a causa di una semplice abitudine. E mettersi nelle Sue braccia, sperimentandone tutta la dolcezza? È perché è grande che il Cristo ci raggiunge. Il Suo desiderio è avido di noi.

Gesù vuole che lo guardiamo, perché guardando Lui, vediamo noi stessi, la vera immagine del Suo progetto, ciò che eternamente siamo nel volere santissimo della Trinità. Guardami, guardati, dice a Gabrielle dall’ostensorio: un invito rivolto anche a noi, perché attingiamo alla fonte unica e insostituibile di vita.

Sotto i colpi
C’è gente che ci passa la vita
che smania di ferire:
dov’è il tallone gridano dov’è il tallone,
quasi con metodo
sordi applicati caparbi.
Sapessero
che disarmato è il cuore
dove più la corazza è alta
tutta borchie e lastre, e come sotto
è tenero l’istrice.
da Poeti italiani del secondo Novecento, volume primo, Milano, Mondadori 1996, p. 166.

Per Gesù è importante che leggiamo ogni giorno qualcuna delle Sue parole. A Gabrielle chiede di fargli questo onore. Ci fa effetto un Cristo che chiede, e chiede in questo modo. Come il padre della parabola, che prega il figlio maggiore di partecipare alla festa del fratello perduto e ritrovato. Miracoli dell’amore vero.

di Raffaela Fazio
Un soffio più freddo gli sfiorò il collo. Prima di chiudere il finestrino, Dario inspirò l’odore delle nubi cariche che si afflosciavano sugli alberi della periferia, a peso morto ai lati della strada. Le mani sul volante gli sudavano. In macchina aveva l’abitudine di indossare guanti di pelle per guidare, ma quel giorno li aveva scordati.

Paolo Ruffilli
Le cose del mondo
(Mondadori, gennaio 2020)

La poesia di Paolo Ruffilli prende possesso del lettore con l’arte della seduzione, per ammaliarlo con la minuziosa esposizione della propria proliferazione (la raccolta comprende testi scritti nell’arco di tempo che va dal 1978 al 2019) e con la concretezza dell’osservatore sensibile e rigoroso. Poesia così adulta e composta da apparire inerme, aperta a qualsiasi forma di interpretazione o di interrogazione. Poesia fedele alla visione della musicalità della comunicazione poetica che si dipana attraverso composizioni tutte monostrofa, per lo più brevi, la propensione per l’endecasillabo con alcune deviazioni in ipermetri, l’uso equilibrato delle rime, rimealmezzo, assonanze, analogie.
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di Serena Fioris
Mi è arrivato un messaggio che ha turbato la mia quiete: un video che mostra il nuovo sistema di “ricompense e punizioni sociali” usato in Cina. La realtà supera la fantasia, si dice, e in questo caso il proverbio risulta quanto mai veritiero.
Difficile descriverlo a parole, ma altrettanto difficile è pubblicarlo, per cui riporto qui sotto il link dell’articolo che lo contiene, consigliandone vivamente la visione, per farsi un’idea di quello che sta succedendo.