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Il centro

Il Cristo chiede di distaccarci da noi stessi, di vivere per Lui e con Lui, vita dell’anima. È da questo che dipende tutto: qual è il nostro centro? Non possiamo pretendere la gioia, la libertà, la pace, se il fondamento è altrove.

Tardi

Dell’amore ti accorgi troppo tardi,

come di quella stella che d’un tratto

precipita, cometa di un minuto,

che non hai fatto in tempo a formulare

un desiderio. Forse ti ricordi

di amare troppo tardi, quando è notte,

e in sogno ti riappare la promessa.

Forse la stessa nota suona adesso,

e ne hai bisogno, come il respirare,

ma non è più lo stesso.

Concupiscere

Gesù ci ama. Sembra uno slogan: ricorda una vecchia pubblicità di jeans, che invitava a un’ambigua sequela. Ma è questo il punto: l’amore di Dio ci salva dall’equivoco mortale del concupiscere: voler possedere è l’esatto contrario della vita, che è consegnarsi, lasciarsi trasformare.

Appunti

Naturalmente è controcorrente, è disdicevole parlarne, per i più, da tenere nascosto, come fosse una colpa. Eppure è così chiaro: siamo come il bruco che striscia sulla terra, in attesa di mutarsi nella farfalla dai colori magici, libera, felice. Dobbiamo gioire per la nascita alla vita nuova. Così dice il Cristo alla Bossis. Prendiamo appunti.

Giselda Pontesilli, Novalis o Europa

LA LUCE DEL PENSIERO. NOTA PER GISELDA PONTESILLI

di Matteo Veronesi

Questa nuova raccolta di Giselda Pontesilli (degna erede del singolare classicismo della «Scuola Romana» degli anni Ottanta, legata a riviste come Braci e Prato Pagano, che rivisitò, con esiti di rara limpidezza e preziosa, ricercata naturalezza, l’antica poetica dell’ars celare artem, di una fluidità e di un nitore tutt’altro che ingenui, e anzi nutriti da un paziente labor limae, ed esito di una laboriosa e sofferta sublimazione e purificazione dell’esperienza e della parola) è degnamente suggellata da  versi di assoluto valore, forse fra i più alti ed essenziali della poesia italiana degli ultimi anni.

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Avido

Non sono le labbra che devono pregare, dice Gesù a Gabrielle, ma è il cuore che necessita della Sua presenza. È questo che bisogna coltivare, e non si fa, a causa di una semplice abitudine. E mettersi nelle Sue braccia, sperimentandone tutta la dolcezza? È perché è grande che il Cristo ci raggiunge. Il Suo desiderio è avido di noi.

Le vostre gioie

Questa devo scriverla così com’è.

Se mi offriste le vostre gioie, le vostre distensioni. Vi manderei poche prove, poiché è soltanto la vostra unione con Me che cerco e, generalmente, voi venite a Me solo quando siete infelici. Ah! Venite dunque! In ogni momento! (IV-147).

Quello che è

Gesù dice a Gabrielle di unire ogni atto a Lui, anche il respiro. Se così fosse, non saremmo imprigionati nelle cose della terra, ma le vivremmo con la forza di Dio, con la certezza che tutto è avvolto nel Suo amore, perché solo così ciò che esiste è quello che realmente è.

Insostituibile

Gesù vuole che lo guardiamo, perché guardando Lui, vediamo noi stessi, la vera immagine del Suo progetto, ciò che eternamente siamo nel volere santissimo della Trinità. Guardami, guardati, dice a Gabrielle dall’ostensorio: un invito rivolto anche a noi, perché attingiamo alla fonte unica e insostituibile di vita.

La poesia della settimana. Nelo Risi

Sotto i colpi

C’è gente che ci passa la vita

che smania di ferire:

dov’è il tallone gridano dov’è il tallone,

quasi con metodo

sordi applicati caparbi.

Sapessero

che disarmato è il cuore

dove più la corazza è alta

tutta borchie e lastre, e come sotto

è tenero l’istrice.

da Poeti italiani del secondo Novecento, volume primo, Milano, Mondadori 1996, p. 166.

Miracoli

Per Gesù è importante che leggiamo ogni giorno qualcuna delle Sue parole. A Gabrielle chiede di fargli questo onore. Ci fa effetto un Cristo che chiede, e chiede in questo modo. Come il padre della parabola, che prega il figlio maggiore di partecipare alla festa del fratello perduto e ritrovato. Miracoli dell’amore vero.

Il ritardo

di Raffaela Fazio

Un soffio più freddo gli sfiorò il collo. Prima di chiudere il finestrino, Dario inspirò l’odore delle nubi cariche che si afflosciavano sugli alberi della periferia, a peso morto ai lati della strada. Le mani sul volante gli sudavano. In macchina aveva l’abitudine di indossare guanti di pelle per guidare, ma quel giorno li aveva scordati. 

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Come Lui

Dio si serve delle nostre angosce e sofferenze, per il Suo progetto, così come si è servito di quelle di Suo Figlio. Gesù è entrato totalmente in questa offerta, fino a chiamare amico colui che lo tradiva. La Bossis è invitata a imitarlo: “come Lui” potrebbe essere il suo motto, e anche il nostro.

Poesia italiana del XXI secolo. Paolo Ruffilli

Paolo Ruffilli

                                          Le cose del mondo 

                                      (Mondadori, gennaio 2020)

La poesia di Paolo Ruffilli prende possesso del lettore con l’arte della seduzione, per ammaliarlo con la minuziosa esposizione della propria proliferazione (la raccolta comprende testi scritti nell’arco di tempo che va dal 1978 al 2019) e con la concretezza dell’osservatore sensibile e rigoroso. Poesia così adulta e composta da apparire inerme, aperta a qualsiasi forma di interpretazione o di interrogazione. Poesia fedele alla visione della musicalità della comunicazione poetica che si dipana attraverso composizioni tutte monostrofa, per lo più brevi, la propensione per l’endecasillabo con alcune deviazioni in ipermetri, l’uso equilibrato delle rime, rimealmezzo, assonanze, analogie.

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Finiremo così?

di Serena Fioris

Mi è arrivato un messaggio che ha turbato la mia quiete: un video che mostra il nuovo sistema di “ricompense e punizioni sociali” usato in Cina. La realtà supera la fantasia, si dice, e in questo caso il proverbio risulta quanto mai veritiero.
Difficile descriverlo a parole, ma altrettanto difficile è pubblicarlo, per cui riporto qui sotto il link dell’articolo che lo contiene, consigliandone vivamente la visione, per farsi un’idea di quello che sta succedendo.