Archivi autore: fabrizio centofanti

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Distrazioni


Offrendo, tutto diventa soprannaturale. La felicità sta qui. Perché l’amore di Dio resiste a ogni dolore, a ogni sconfitta. Nemmeno la morte può scalfirlo. Non c’è distrazione che tenga, perché anche quella è possibile offrire. Lo Spirito e la sposa dicono “vieni”!

L’arte contemporanea spiegata a mia nonna


Una nonna e l’arte contemporanea

Guido Michelone intervista Alice Zannoni

 

Nei mesi scorsi esce in libreria un volume dal titolo curiosissimo: L’arte contemporanea spiegata a mia nonna, dove in copertina una ragazza sorridente porge una tela bianca a un’anziana signora altrettanto euforica e pronta a tracciare un solco nel quadrato, alla maniera di Lucio Fontana. L’immagine dà l’idea esatta di un testo a suo modo rivoluzionario e innovatore, dove una giovane studiosa riesce nell’intento di spiegare alcuni fondamentali valori a una persona digiuna della complessità dell’attuale universo estetico. In quest’intervista inedita l’autrice, Alice Zannoni, rivela come riesce in un intento a prima vista impossibile. Continua a leggere→

Scarti


Con Gesù, anche il peccato serve. A Gabrielle Bossis, Egli consiglia di mettersi davanti al suo Volto e stendere l’anima come un tessuto, ricordando i fallimenti passati e presenti. Ne nasce una preghiera senza parole, fatta di umiltà. Così anche gli scarti ci avvicinano a Dio, sotto forma di amore di contrizione e di riparazione. Tutto può condurre all’amore, e il Cristo ci è già venuto incontro per più di metà del cammino necessario.

La prova


Certe volte sembra che tutto sia perduto, che un errore comprometta una delicata costruzione. È il momento della prova, inevitabile, perché non siamo ancora in cielo. È solo l’inizio dell’amore, dice il Cristo alla Bossis, e l’amore cresce appunto nella prova. Del resto, Gesù solo è in grado di afferrare l’anima, ne conosce le pieghe più nascoste, sa fin dove può spingersi e quando invece c’è da sciogliere i nodi. Per questo l’ultima parola è sempre un grazie, detto col cuore.

Tras-missione


Siamo fatti per trasmettere Gesù. Non possiamo prevedere i risultati: cosa sappiamo delle anime? Ma Lui sa, e prima o poi toccheremo con mano gli effetti operati dallo Spirito. Dobbiamo conversare spesso con il Cristo, infiammare il rapporto che è la fonte di ogni trasmissione. È il nostro compito, in questa breve vita.

Geni della gioia


Vi ho detto tutte queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Così dice Gesù al termine di uno dei suoi lunghi discorsi riportati nel Vangelo di Giovanni. Significa che il centro del messaggio è questo, e che senza gioia si perde di vista pure Dio. Allora il nostro compito, come insegna Cristo alla Bossis, è essere “geni della gioia”, portatori sani di un virus benedetto.

Chi ha orecchi


Andiamo in cerca di chissà che cosa,
di quale identità, viltà
di una posa omertosa,
prima con noi stessi e poi con gli altri,
scaltri gestori di una risorsa esausta,
di un’infausta voglia di affermarsi,
distrarsi dal vero io, che è Dio.
E Dio è il bambino, L’Archetipo del bene,
la sottile linea della santa innocenza,
la scienza dell’amore, il cuore:
quello che manca alla nostra società:
l’urlo, il respiro, il battito selvaggio,
l’ortaggio al pubblico ufficiale,
lo sberleffo, il ceffo opposto
all’insalùbre cortesia, la grande ipocrisia
di questo mondo immondo, di questa terra
attonita sul punto di morire: dire la parola
osare il Verbo, l’ombra del Progetto
che si stende sul deserto arido, che pende
sul vuoto. E chi ha orecchi per intendere
– non uso volutamente il congiuntivo – intende.

Magnificat


Dio ha gioia di noi. Molta di più di quanto noi ne abbiamo per Lui. La fede è mettersi in cammino per unire questi due sentimenti, per rialzarsi da ogni forma di accidia, in cui ci induce la natura. Il male fa sì che la gioia sia rimossa dalla nostra coscienza; la chiamata di Cristo la rimette in gioco, a ogni nostro risveglio: il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore.

Testamento


Gabrielle Bossis è malinconica, perché deve ripartire da Lourdes. Gesù le dice: non sono sempre con te? Non metto il mio passo davanti al tuo, per non farti inciampare? Te ne sei mai lamentata? E le raccomanda di fissare lo sguardo in Lui, lo sguardo di un Dio. Mi commuove questo, perché mi ricorda il versetto della lettera agli Ebrei che ho posto a fondamento della vita: tenendo lo sguardo fisso su Gesù. Per finire, Lui lascia a Gabrielle una sorta di testamento in tre parole: umiltà, dolcezza e misericordia. E le raccomanda di pesarle bene. Saranno queste, ogni giorno, la sua Lourdes.

Il pescatore di perle


Di quante delicatezze è capace Gesù. Non meraviglia del resto, perché è Dio. Stare nelle sue braccia è un anticipo di paradiso: è il pescatore di perle, e nessuno ne possiede di un tale valore. Per attingere a questo privilegio bisogna percepire la terra come un mezzo per raggiungere la dimora eterna, dove più nulla ci separerà dal Bene: né morte né dolore né lontananza alcuna.

Infallibile


Facciamo mille progetti, assecondando una creatività benedetta che deve collegarsi, tuttavia, al Creatore. Più maturiamo, più siamo consapevoli del fatto che c’è un unico Progetto, il Suo. È bello sapere, da personaggi un po’ groggy del festival dei fallimenti, che esiste, in qualche angolo del cuore, qualcosa che non può fallire.

Qui comincia


Portare anime a Gesù, desiderare di salvare con Lui, è la missione che ci viene consegnata e la fonte della nostra gioia. Per fare questo bisogna offrire la nostra miseria al Dio infinito e onnipotente, che in cambio ci darà molto di più. L’importante è non avere paura. Perché temere un Dio che è amore senza limiti? Fidiamoci: qui comincia la vita.

Orbite


Alzo gli occhi versi i monti: da dove mi verrà l’aiuto? Così recita il salmo. È il segreto della vita sulla terra: guardare il cielo. Il Padre è lì, Gesù e lo Spirito, la Madre nostra Maria, sono lì. Perché sprofondare negli affanni di un granello di polvere che gira in un’orbita minuscola dell’universo? La svolta, nella vita, è lasciarsi attrarre nell’orbita di Dio: il suo Regno, la sua gloria. Il resto, che conta?

Chiacchiere


Si parla, si chiacchiera di tante cose. A volte si sparla, si denigra, si irride. Regolarmente, ci sentiamo svuotati: ma insistiamo, come se perdere, fallire, in questo campo, fosse diventato inevitabile. Eppure, se parliamo di Dio, se lasciamo che lo Spirito conduca il discorso, sperimentiamo una pienezza duratura, un anticipo di eternità. Pensiamoci bene, alla prossima occasione.