Se avessi saputo rincorrere le policromie della vita
avrei le mani zeppe di vento e aromi.
Ora so dirti che è gran quiete stasera nell’ascolto
delle gocce,
nella sconfinata distesa del mare,
sulla tua fronte che avverte
che stasera è gran quiete nel sentirsi
granello sperduto
che perdona la sua vita.
Adesso che il finire di quest’anno è solo ricorrenza
d’un tempo incompiuto,
mi consola la quiete tersa di stasera
nel rimandare il tempo del perdono,
la luce incerta che si accartoccia nello sguardo,
mentre avverto
come insopportabile la pienezza
sgomenta di te.
Ma ho perso il conto dei giorni





