Archivi autore: fabrizio centofanti

Informazioni su fabrizio centofanti

https://gesuperatei.wordpress.com http://www.lapoesiaelospirito.it https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

85. Perfettamente liscia

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Anche questo è esagerato, pensa Ismail: una colonna centrale a vetri illuminata, con una palma che tocca la base del secondo piano; le altre si aprono a ventaglio con due finestre a testa, rampicanti che franano come ricci scuri sulla fronte di una donna. Al piano terra si succedono l’atrio infinito e l’altrettanto gigantesco refettorio; non si capisce quale sia la hall, poiché una serie di sale distribuisce spazi d’intrattenimento, d’incontro, di lavoro. Continua a leggere→

84. Al petto della notte

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Vengono qui quando c’è qualcosa d’importante, e ora c’è qualcosa d’importante: gliel’ha detto, vorrei parlarti, e lui l’ha guardata, ci vediamo domani e domani eccolo qui.
La ragazza vola a braccia aperte, circondata da gabbiani.
Vengono qui perché è il tramonto, c’è il sole che esplode, un forno acceso o un tuorlo d’uovo, cosa pensi quando vedi questo, Magdalenne? Continua a leggere→

83. Sempre lì

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– Perché mi hai portato in questo posto?
Lo scorcio è suggestivo: palazzi in pietre bianche, vicoli stretti, lampade d’altri tempi appese alle pareti.
– Tutto nasce da qui. E da qui dovrebbe ripartire.
Da quest’altezza, la strada scende a precipizio, scortata da lampioni neri e una scala con ringhiera. Continua a leggere→

La zattera dei poeti

COMUNICATO-STAMPA

“la zattera dei poeti”

Alla Casa degli Artisti e alla Golena del Furlo, 29-30 luglio 2011

Una grande zattera in quercia e abete approderà alle rive del fiume Candigliano e sarà il palcoscenico naturale per 36 poeti provenienti da tutta Italia. Un fiume lirico e musicale dentro la Gola del Furlo, (un canyon spettacolare, nel comune di Acqualagna, provincia di Pesaro-Urbino), dove andrà in scena: La Zattera dei Poeti.

Nella conferenza stampa di ieri, nelle sale della Provincia di Pesaro-Urbino, è stata presentata l’originale iniziativa ideata da “La Casa degli Artisti” per festeggiare il compleanno della Riserva della Gola del Furlo che compie dieci anni. “Quest’anno siamo stati fortunati”, ha esordito il direttore della Riserva, Maurizio Bartoli, “l’Aquila reale ha generato due aquilotti, fatto abbastanza raro, e 36 poeti cantano nella Gola. È il simbolo del turismo che vogliamo, attento alla natura, colto e sensibile”. La giovane poetessa fanese Franca Mancinelli, curatrice del reading poetico, ha poi esposto i criteri della selezione, durata cinque mesi, e illustrato il programma delle due giornate. “Il 29 sera, alle 21, c’è un’anteprima alla Casa degli Artisti di Sant’Anna del Furlo”, ha spiegato, “dove Gabriella Sica presenterà il suo ultimo libro “Emily e le Altre”, Salvatore Ritrovato il nuovo “Almanacco di poesia Italiana”, sfoglieremo “Argo” la rivista che Canalini edita per la cura di Valerio Cuccaroni, «Arcipelago Itaca» rivista online ideata da Danilo Mandolini, e conosceremo le iniziative di “Adam” (www.adamaccademia.com) curate da Alessandro Seri; chiuderanno la serata tre voci di giovani poetesse: Francesca Ricci, Laura Corradini e Lella de Marchi con le musiche di un altrettanto giovanissimo compositore, Alessandro Menichelli”. Continua a leggere→

L’importanza di essere piccoli

L’importanza di essere piccoli
rassegna di poesia e musica nei borghi dell’appennino bolognese
un progetto di Azzurra D’Agostino ? Circolo Arci Sassiscritti
e con la collaborazione di Daria Balducelli

Tra le crepe dell’asfalto, tra i sassi dei muri a secco, a volte addirittura tra le
lastre di arenarie e ardesie, nascono delle pianticelle, segni eroici di una vita che
non si arresta davanti a nulla e per questo tanto evocativi e ancora in grado di
stupire. Continua a leggere→

82. Piaghe

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Vista da fuori, sembra un tempio greco, ma è un’altra cultura, un’altra civiltà. Eppure sì, pare un luogo di culto, di una fede assediata che tenta di difendersi, con la forza delle idee, della violenza e delle armi. Con il bastone della mia mano io batto un colpo sulle acque del Nilo: esse si muteranno in sangue; Continua a leggere→

81. Ci voglio credere

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Salgono la scala lentamente, per non inciampare nei gradoni e trovare le parole giuste, in un momento così difficile per l’amico e il figlio, se ne dicono tante, non capisco più nulla, sboccheranno davanti alla vasca, l’acqua apparirà come un miraggio, davanti al cunicolo che spaventa a passarci  quando è notte, Continua a leggere→

80. Di notte

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In tutto Israele, è l’unico luogo in cui il Mashiah è passato certamente. Non a caso è il più sbilenco, senza fronzoli, con i segni inconfondibili del tempo. L’ordine delle pietre si confonde, si sfalda in certi punti: ma cosa importa se è la scala che portò l’Inviato fino all’orto del Pressoio per l’olio? Più su c’è la Chiesa di Kefa in Gallicantu, dove il primo dei discepoli pianse per il suo rinnegamento. Continua a leggere→

79. Perché si chiama cielo

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Si arriva attraverso una strada incassata tra le mura, oltre le quali s’intravedono a stento alberi e cielo. Tutto intensifica l’attesa, prepara una svolta, qualcosa destinato ad apparire dietro l’angolo del tempo e dello spazio. Proseguono in silenzio, i passi misurati su sintonie incomunicabili, segrete. Continua a leggere→

78. Dentro me

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Dalla ringhiera che corre sul terrazzo, la piscina di Betszaetà è un cumulo di rovine o poco più: si distinguono frammenti di colonne, una parete con una traccia di finestra, muretti senza forma che rotolano verso il terriccio arso dal sole. Sullo sfondo, sventolano cipressi che oscurano facciate bianche di case. Continua a leggere→

77. Ismail!

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La considera, Ismail, la collezione preferita: è tutto bianco, questo, sei parallelepipedi a scalare, nello snodo cruciale di stazione e centri commerciali, a quindici minuti di autobus dal cuore antico di Jerushalaim. L’interno, come sempre, è gigantesco: colonne enormi sorreggono un soffitto trapunto di lampade moderne; palme in miniatura spuntano da vasi in terracotta; su un piano rialzato s’intravedono altre sale. Continua a leggere→

Adrienne Rich. Salvataggio di mezzanotte

Salvataggio di mezzanotte

Ai tempi in cui mangiavo e bevevo liberazione un giorno sono andata
a braccetto con una che diceva di avere qualcosa da insegnarmi
Era il viale con le sue abitatrici
affrancate dalla casa : : senzatetto : : donne
senza stoviglie da lucidare o letti da rifare
o pettini da passare tra i capelli
o acqua calda per togliere il grasso o scatolette
da aprire o sapone da passare così
sotto le ascelle poi sotto i seni poi lungo le cosce.

Bidoni di benzina in fiamme sotto l’autostrada
e bottiglie afferrate da giacigli di cartone
e pile di oggetti smarriti e ritrovati da passare di mano in mano
e figure che si organizzavano contro il vento Continua a leggere→

76. Via dolorosa

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Un’indicazione semplice sul muro: Via Dolorosa, in ebraico, arabo e italiano. A Chlomo vengono in mente frasi senza senso: la quota non comprende, sistemazione in hotel, cena e pernottamento, mattinata a disposizione per lo shopping, termine dei servizi. Si chiede se il dolore evocato dalla via non sia quello dei pellegrini alle prese col programma. Il conforto arriva subito: il mercato coi vestiti appesi alle stampelle, gli uomini che fumano in attesa del cliente, frammenti di cielo intravisti fra tetto e tetto dei chioschi in lamiera o legno scuro. Continua a leggere→

75. Potere

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Banias è l’ideale per parlare di potere: il tempio di Augusto s’indovina ancora nelle tracce di finestre sulla roccia, nei frammenti di colonne che irradiano gli ultimi riflessi di grandezza.Turisti in magliette variopinte fotografano un presente che un istante dopo è già passato. Continua a leggere→

L’area di Broca N. 92 – 93 LUGLIO 2010 – GIUGNO 2011 Viaggi

L’area di Broca N. 92 – 93
LUGLIO 2010 – GIUGNO 2011
Viaggi

E’ uscito il numero 92 – 93 de L’area di Broca semestrale di letteratura e conoscenza (già Salvo imprevisti), numero dedicato al tema “Viaggi” in ogni accezione possibile, dai viaggi per il mondo a quello immaginari. Oltre ai redattori della rivista diretta da Mariella Bettarini, molti gli autori presenti e tra gli altri Cristina Annino, Laura Leoni, Stelvio Di Spigno, Carmen Grattacaso, Leopoldo Attolico, Aldo Roda e Mirko Ducceschi.
Un folto numero di pagine è dedicato ad “autori e autrici di Dresda” e a firma di Mariella Bettarini è il bel ricordo di Luigi Di Ruscio che della rivista, fin dall’inizio, fu amico e collaboratore. (N.A.) Continua a leggere→

74. Così lontani, così vicini.

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Lo chiamano Monte delle Beatitudini: un prato verde curato nei dettagli, palme, querce, sicomori circondano il tempio intorno al quale corrono arcate bianche che sostengono lo slancio della cupola più scura. La vista migliore è dall’alto, di fronte all’ingresso principale, con la testa fra le piante che digradano fino alla soglia del cancello in ferro, l’elmetto grigio del santuario e il verde raso che si getta nel lago incorniciato dai monti contrapposti. Magdalenne starebbe ore a contemplare la linea curva all’orizzonte, i confini fra terra, mare e cielo che richiamano l’equilibrio difficile tra vicinanza e lontananza, rispetto e amore, passione e correttezza. Continua a leggere→

Paolo Rigo. Anima piange.

Cerca che cerca

Cerca che cerca,
attento amico caro a quel che trovi.
Cerca che cerca.

É tutto, è confuso, bussi
alla porta di luce e ne sei invaso.
Magari aspetti
–attendi?-.
Nessuno ha la pazienza.
Nessuno le misura, oh povera donna, la vita sui fianchi.
Nessuno ricerca. Ma tu resta attento amico,
cerca che cerca, prendi fiato.
Rifletti amico caro, chi è che cerca?
Lui, te, noi, voi, io, lei?
Sono in sostanza pronomi,
i nomi che non hanno
le lacrime
delle cose…

*** Continua a leggere→

73. Sudando sangue

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Camminano lentamente lungo un muro di mattoni bianchi, confusi tra i turisti con cappelli a visiera, fazzoletti e bandierine di riconoscimento per il gruppo. Sullo sfondo, la città è una spruzzata di panna sulla torta, con candeline-grattacieli e alberi-canditi. I pensieri di Ismail e Yousef sono distanti da quelli dei pellegrini in estasi perenne. Continua a leggere→

72. Il nostro posto

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Siedono in silenzio, guardando ognuno avanti a sé. Yehochoua vede i tre quadri dei profeti, avvolti come in una nebbia; Myriam scruta l’albero che stende i rami rinsecchiti al di là della finestra; Chochana osserva il vaso di fiori nella nicchia; Matityahou, col suo sorriso fisso, è l’unico che cerca gli occhi del suo dirimpettaio:
– Un bell’impiccio: la morte di Nathane ci costringe a riflettere sull’opportunità di continuare a sfidare tutto e tutti. Continua a leggere→