Archivi categoria: Letture

Una cartografia del male. Il rapporto, di Philippe Claudel

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Questo non è l’ennesimo libro sull’Olocausto, non è l’ennesimo romanzo sul male, quell’entità che siamo soliti considerare fuori da noi, altro da noi.
Philippe Claudel traccia qui una nuova cartografia del male, una mappa di ciò che chiamano inferno che parte da uno sperduto paese tra Francia e Germania, prima durante e dopo l’ultima guerra, per terminare con una x dritta nel cuore del protagonista. Continua a leggere

Il ritorno del figliol prodigo (?)

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Gaudium magnum nuntio vobis: Franz Krauspenhaar, o, più precisamente, Krospenorri, torna con noi a pieno titolo e a pieno regime. Oggi e domani ha il computer fuori servizio per cui non potrà rispondere a messaggi. Ma è stato sentito e, come regalo (suo) di compleanno a noi, riprende servizio permanente effettivo.

Caro Franz

Caro Franz,
sì, come tu dici: “siamo vivi”, e forse è per questo che siamo sempre in formazione. Ho pensato a questo leggendo in Era mio padre come il quarantasettenne Franz viva ancora, pagina dopo pagina, la sua formazione. Quarantasettenne ma non ancora pacificato. Egli stesso nello stesso tempo il soggetto – e l’oggetto – di un esperimento. Giorno dopo giorno, sempre impreparato nel suo corpo a corpo con la vita. Sarà perché, come dice Wislawa Szymborska, “Nulla due volte accade/né accadrà. Per tal ragione/si nasce senza esperienza,/si muore senza assuefazione”. Continua a leggere

Demenza della conferenza

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e che cazzo poi…solo perché stanno lì a scambiarsi salamelecchi ed affettuosità, ad ungersi reciprocamente, sopravalutando opere ed azioni del vicino di sedia e di bicchiere, a slumarsi con affetto irrefrenabile quasi fossero reduci che si incontrano dopo una lunga guerra, a eccitarsi pronunciando a turno quello che Gadda riteneva il pronome più orribile ed osceno di tutti ( “ io affermai che…” “ come io avevo già scritto” “ a quel punto, io avevo pensato che…”). Continua a leggere

La natura e il viaggio: intervista a Davide Sapienza

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Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Davide Sapienza (www.davidesapienza.net) è uno scrittore che esplora, ed esplora l’anima della natura, nel Grande Nord e nei luoghi più remoti. Dove l’uomo è solo con se stesso, con la sua anima e con quella del mondo. Continua a leggere

Don Lorenzo Milani ai cappellani militari

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Da tempo avrei voluto invitare uno di voi a parlare ai miei ragazzi della vostra vita. Una vita che i ragazzi e io non capiamo.
Avremmo però voluto fare uno sforzo per capire e soprattutto domandarvi come avete affrontato alcuni problemi pratici della vita militare. Non ho fatto in tempo a organizzare questo incontro tra voi e la mia scuola.
Io l’avrei voluto privato, ma ora che avete rotto il silenzio voi, e su un giornale, non posso fare a meno di farvi quelle stesse domande pubblicamente.
Primo perché avete insultato dei cittadini che noi e molti altri ammiriamo. E nessuno, ch’io sappia, vi aveva chiamati in causa. A meno di pensare che il solo esempio di quella loro eroica coerenza cristiana bruci dentro di voi una qualche vostra incertezza interiore. Continua a leggere

Ancora una volta Davide sconfiggerà Golia, di Mattia Leonbruno

Che fosse già scritto da qualche parte non era difficile pensarlo. Non tanto e non solamente perché molto e su tutto ormai si è effettivamente scritto. Ma perché il libro dei libri di “preveggenze” ne custodisce molte. Ed è per l’umanità un prezioso scrigno di verità e sapienza, un pozzo al quale attingere. Continua a leggere

Il primo discorso

Ciao, Chicago!
Se là fuori c’è ancora qualcuno che dubita che l’America sia un luogo dove tutto è possibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri Fondatori sia vivo nella nostra epoca, che ancora mette in dubbio la forza della nostra democrazia, questa notte è la vostra risposta.
È la risposta data dalle file di elettori che si estendevano intorno alle scuole e alle chiese, file mai viste prima da questa nazione, è la risposta che hanno dato le persone che hanno aspettato tre, quattro ore, molti per la prima volta in vita loro, perché erano convinti che questa volta doveva essere diverso, che la loro voce poteva fare la differenza. Continua a leggere

Il codice della continuità

LA CRISI TRA PASSATO E PRESENTE
L’altalena delle borse non coincide con la fine del capitalismo, ma con un suo assestamento per riportare ordine e integrare così le periferie dell’impero. La crisi letta attraverso le tesi di Guy Debord sulle «società dello spettacolo»

di Ugo Mattei

Provare ad utilizzare le categorie di Guy Debord per riflettere sulle grandi trasformazioni in corso apre percorsi di ricerca che possono essere solo accennati in un articolo, ma sui quali occorrerà tornare in futuro. È noto come il «dottore in nulla» nella sua Società dello Spettacolo avesse introdotto due modelli contrapposti, lo «spettacolo concentrato» proprio delle società totalitarie e dittatoriali, e lo «spettacolo diffuso» proprio delle democrazie occidentali, dominate dal consumismo. Continua a leggere

Con Obama un’America che potremo tornare ad amare

di Martina Testa

Non fanno politica in prima persona, non scrivono editoriali criticando il governo o appoggiando la guerra, non vengono quasi mai invitati (se non dai giornalisti europei) a manifestare un’opinione sulle condizioni del proprio paese, e quindi, di norma, si astengono dal farlo;
sostengono che manchi una tradizione in questo senso; fanno notare che, rispetto a quella di un divo del cinema o di una rockstar, la popolarità di uno scrittore è talmente limitata che a nessuno importa ciò che pensa della politica estera o dell’ambiente. Non si capisce bene se per
modestia, pigrizia o rassegnazione, di rado si avventurano in iniziative e prese di posizione che esulino dall’ambito strettamente letterario. Ma negli ultimi anni, qualcosa sta cambiando. Sembra comparso, sulla scena della narrativa americana, un manipolo di narratori particolarmente capaci di alzare gli occhi dalla pagina per analizzare e criticare certe dinamiche
politiche, di intervenire per cambiarle o di spostarsi in un altro continente per capirle meglio o per sfuggirvi. Continua a leggere

Goodbye Mr. President

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Il Presidente

– Donald Barthelme

[…]

Sono, come dicevo, non del tutto convinto. Alcune cose riguardo il Presidente non mi sono chiare. Non riesco a capire cosa pensi. Quando finisce di parlare, non riesco mai a ricordare cosa ha detto. Rimane solo un’impressione di peculiarità, di oscurità… In televisione il suo volto si rabbuia quando viene pronunciato il suo nome. Come se sentire il proprio nome lo spaventasse. Poi guarda dritto nella telecamera (lo sguardo accattivante di un attore) e inizia a parlare. Ma si sente solo l’inflessione. Continua a leggere

La miseria dei malvagi impuniti (II)

di
Anicio Manlio Torquato Severino Boezio

La prima parte di questo testo si trova qui.

Libro IV Prosa 4 (seconda parte)

Risposi che era chiaro. E poi aggiunsi: «Queste conseguenze derivano dalle nostre conclusioni di poco fa. Ma dimmi, ti prego: ammetti tu che dopo la morte del corpo non ci siano castighi per l’anima?» Continua a leggere

DA CARITO ALLE DONNE

Le primavere compiute da Càrito sono sessanta;
ma la cascata delle trecce è nera.
Piccoli coni di marmo, si drizzano ancora sul petto
le poppe, sciolte d’ogni fascia nude.
Senza una ruga, la pelle distilla d’ambrosia, di mille
vezzi e lusinghe fascinose, ancora.
Se non v’allarmano brame furenti, amatori, venite,
scordatevi la decade degli anni.

                                                                                                      Filodemo
                                                                        (Grecia II-I secc. a.c. , tr. Filippo Maria Pontani)

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Il grido di Cordelia

Il grido di Cordelia .
La luce. Solo la luce. Ecco a leggere Andrea Cortellessa in un recente articolo pubblicato ne ‘Lo Specchio’de La Stampa, che cosa è destinato a rimanere, tra qualche anno, dello sdegno sacrosanto che c’ha attraversato tutti, colpiti e sconvolti dalle rivelazioni su Gomorra e dintorni. Continua a leggere

Incula il prossimo tuo


Se il nuovo credo di Pier Luigi Celli, attualmente direttore dell’Università Luiss di Roma, si riassume nel titolo del suo ultimo libro “Comandare è fottere” (sottotitolo: “manuale politicamente scorretto per aspiranti carrieristi di successo“) allora il primo comandamento non può che essere: incula il prossimo tuo.
Celli, scusa, osceno per osceno, chiamiamo le cose con il loro nome. Continua a leggere

La miseria dei malvagi impuniti (I)

di
Anicio Manlio Torquato Severino Boezio

Scritta da Severino Boezio nel 524 in prigionia (condannato per tradimento, sarebbe morto poco tempo dopo), La Consolazione della filosofia è una meditazione sul rapporto del filosofo con il male. Secondo una prospettiva più vicina alla saggezza stoica che al magistero della chiesa, esso nasce dall’ingiustizia commessa e patita dagli uomini. Continua a leggere

Tolkien nella letteratura comparata

Ho da poco saputo, quasi per caso, che e’ finalmente uscita la raccolta in lingua inglese degli atti del convegno tenutosi nell’agosto del 2005 a Birmingham, in Inghilterra, per il cinquantenario de “Il signore degli anelli” (“The Ring Goes Ever On: Proceedings of the Tolkien 2005 Conference” – potete trovare dati piu’ dettagliati sulla pubblicazione su http://www.tolkiensociety.org/2005/proceedings/index.html). Continua a leggere

Ripellino’s Renaissance


Nella quarta di copertina di “L’ora di Praga”( Le Lettere, 2008), raccolta degli scritti di Angelo Maria Ripellino sul dissenso e la repressione nell’Europa orientale nel decennio 1963-1973, campeggia il volto sornione ed ironico di questo critico, poeta, saggista, docente universitario, intellettuale fra i più significativi della cultura italiana ed europea di questo secolo. Il suo destino postumo, dopo una morte precoce avvenuta a soli 55 anni nel 1978, ricordava da vicino ciò che era accaduto al famoso gatto del Cheshire di Alice: di lui c’era rimasto solo il ricordo di quel sorriso dolcissimo ed ineffabile, ma del gatto ( leggi cioè di una produzione vasta e considerevole, riflesso cartaceo di una curiositas pressoché illimitata) era rimasto ben poco. Continua a leggere

Dizionario idiosincratico della lingua italiana

IMPEGNO

Stiamo ammalandoci di eccesso di igiene. Così dicono gli scienziati. L’ossessione per la pulizia indebolisce le nostre difese immunitarie, e in questo modo ci ritroviamo con un esercito disoccupato che se la prende con nemici inesistenti, provocando allergie e intolleranze alimentari verso sostanze innocue. Anche nel linguaggio si avverte la stessa ossessione per la pulizia. Il sintomo più evidente sono le parole collutorio, quelle con cui ci si sciacqua la bocca e che basta sputarle per sentirsi più sani e puliti. In realtà sono vocaboli eviscerati, svuotati di senso per l’abuso. Impegno è uno di questi. Apparentemente è innocuo, ma a me il solo sentirlo provoca un’allergia fastidiosa. Adoperato in ambito letterario ricorda molto il coniuge ricco, che non è mai così benvoluto come quando se ne può denunciare la scomparsa. E’ la sua funzione precipua, il mancare. Ci si lamenta costantemente della sua assenza, pare che non ce ne sia mai abbastanza. Le rare volte in cui viene riconosciuto, sembra che il solo nominarlo produca effetti miracolosi, guarisca addirittura dalle scrofole. Sì, è vero, scrive da cani; in effetti non ha niente da dire, però, signora mia, che impegno! E’ l’esatto contrario di ciò che avveniva a scuola, quando ci dicevano “è intelligente ma non si impegna”. Ecco, in letteratura chi si vanta del proprio impegno, chi lo sbandiera ad ogni occasione, sempre in prima fila negli appelli e nelle petizioni (i cosiddetti sotto-scrittori), di solito lo fa per sopperire a qualche deficienza imbarazzante. Parafrasando Brecht, beata la letteratura che non ha bisogno di scrittori impegnati.