Archivi categoria: Poesia

da “Pecca di espianto”, 2007-

di Marina Pizzi

[quarto espianto]

*

pendio di autunno vienimi di fianco

giuoco del nulla alfabeto santo:

nell’era digitale sono on line i trenini

i ninnoli blasfemi le cipolle che fanno

piangere. genere d’inedia plasma di ben altro

il dispendio al buio la frottola del fatuo

con la primavera auto-fotografa in coda

di estinzione talento e sacco di saccheggio.

*

i bambini cresceranno per farmi piccola

crepitante binario senza fine
 

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Le donne di Boine

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Eva Kuhn Amendola a Boine

     Florenz, 12 novembre 1911

Und toricht blind ist,wer erdreist im Dunken, / wer Tod u. Leben unterscheiden will. /

 J. Baltrusciaitis ( poeta di nazionalità lituana )

Ed é un povero cieco colui che ardisce distinguere la morte dalla vita.

La mia traduzione italiana della stessa poesia. Forse Le piacerà!

Tanti, tanti buoni auguri e saluti affettuosi.
       E. A.

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Luca Salvatore, Fumisteria ermeneutica, Joker, 2006

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Davvero un bell’esordio, questo di Luca Salvatore che è nato a Potenza nel 1978.
Un libro di versi molto intenso e dove si respira l’aria frizzante di poeti come Tristàn Corbière e Jules Laforgue. C’è una ricchezza lessicale, una elegante capacità inventiva ben imbrigliata in una struttura formale che dà all’opera il rigore di un classico.

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Un ricordo

Amelia Rosselli

Amelia Rosselli (sorridente e dolcissima)

Amelia d’Iliade
di Gabriella Sica

ad Amelia Rosselli

Bruciavi a un’ardente ansia da precaria!
E non avevo il coraggio di stare accanto al tuo male
da spavento, Amelia amata da lontano, al tuo gentile delirare,
quel viaggio in treno con te verso i Giardini di Venezia
non potevo farlo, no, quel luglio dell’ottantuno,
solitaria dopo la lettura, di notte per le calli,
vestita tutta di bianco, nell’età della candida presunzione,
intrepida, sì, ma tu chiedevi, chiedevi tanto,
dalla Cia torturata nel mondo-cella. Continua a leggere→

La distanza immedicata – di Stefano Guglielmin

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*

Già la dedica della nuova raccolta di Stefano Guglielmin “La distanza immedicata” (Le voci della luna, 2006) mi sembra poesia. A Lia ed Elia, sponde, onde. Sono gli affetti il mare, i fiumi, gli oceani. Sono gli affetti l’acqua necessaria alla vita. Sono anche gli affetti i luoghi dove navigare, abbeverarsi, rinfrescarsi, dissetarsi, viaggiare, i luoghi alle cui sponde nascono rigogliosi alberi da frutta e fiori, e canne per costruire capanne dove rifugiarsi. Ma le acque non devono essere stagnanti, perché dove non c’è movimento c’è morte, dove c’è la fissità c’è morte. E allora vivere è navigare, fermarsi, a volte, ma solo per dissetarsi e per sfamarsi, percorrere i fiumi anche se impetuosi, anche se qualcosa fugge via, anche se qualcosa non si riesce a trattenere, a tirare su in questa nostra zattera in movimento, perché tutto ciò fa parte della natura stessa dei luoghi, delle acque, della vita e della morte. Continua a leggere→

PICCOLA ANTOLOGIA PETRARCHESCA

PICCOLA ANTOLOGIA PETRARCHESCA

 

Ripensando a quel, ch’oggi il cielo honora,

soave sguardo, al chinar l’aurea testa,

al volto, a quella angelica modesta

voce che m’adolciva, et or m’accora,

 

 

gran meraviglia ò com’io viva anchora:

né vivrei già, se chi tra bella e honesta,

qual fu più, lasciò in dubbio, non sì presta

fusse al mio scampo, là verso l’aurora.

 

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Il tratto è dato

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di Gabriele Pepe
Non muoio a sangue pisto ed ossa rotte
ma a cauti vezzi e vizi di rimpallo
che gaia incuria e vaga strategia
di lampi prodigiosi disadorno
luce inferno nell’occhio mi strabordo
fomento e supponenza di eresia
dei miei santi non valgo il piedistallo
ma drago di mulino e donchisciotte
sui campi di battaglia faccio il morto
ramengo oziando in quieta frenesia
lesto sonnecchio e bradipo sfarfallo
tra simboli fuggenti e lune estorte
tra ombre e luci al chiuso riprodotte
burba tempesta in bolla di cristallo
di vento e di bufera scheggio via
che scorpione mi scodo e capricorno
mi strappo delle corna e a muso inerme
tra le corazze e gli armamenti vago
carcassa appesa al morso della fiera
eunuco consumato a fiamma casta
dal dogma mi distacco per scissione
e sguardo al cielo e membra tra le ortiche
a fior di pelle sbocciano vesciche
all’occhio s’addolora la visione
pupilla allucinata che sovrasta
sovranità dell’iride frontiera:
prisma dell’essere coscienza-imago
che tutto scinde e carne mi prosterne

da “Pecca di espianto”, 2007-

di Marina Pizzi

[terzo espianto]

  • *

  • fu lo scampo apice soqquadro
  • bravura edita d’inedito
  • figlio dell’uva vana
  • aneddoto del falso sole del freddo.
  • convinse, ti dissi, il soliloquio
  • ulivo potato per voglie credule
  • dubbio del mare riveder la riva.
  • valse il silenzio il lutto a zonzo
  • quale veto di senso quale sudario
  • ritto alla nebbia in braccio alla sirena.
  • *
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Filo d’erba…

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Né braccia né gambe
e una testa acquatica.
Da valve vuote, persino
la memoria della perla;
salendo come bolla
in superficie:
per moto naturale,
pur tra qualche muso
freddo di pesce -“la pancia,
si sa, con ben altro…” –
o divertito, nel capriolare
già in altra rotta.

(inedito)

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Maria Pia Quintavalla

Parmigiana, I

Tutti gli amori ti furono infelici perché ci credevi,
tutta vi aderivi, alle promesse
dell’essere – al suo centro, ti innamoravi della vita
del paradiso dalle palme lente e dolci
dell’amore improvviso nelle dita,
degli amanti napoletani della forza che
ti travolgeva ma di messi astrali, bianche
di una stella carnale

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Un rudere che fa ridere

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Un rudere che fa ridere
un triste umorista in panne
Alain Delon che delle donne
dice a settant’anni
che non c’ha capito niente…
io che a cinquanta penserò
a quanta stupidità insidierà ancora
la mia poetica inadeguatezza
a quanto sono inutili
le mie funamboliche acutezze
per arrivare malconci e menomati
fino alla fine piu o meno
anestetizzati (privati cioè
della bellezza necessaria)
per arrivare a farsi del bene
facendosi del male.

(inedito)

La fronte

La fronte serena di rose
non colte da te dell’estate
da un vento alieno baciate
lasciate inclinare alla sera
un dolce serpente accarezza
che ama guardare i tramonti.

In Itinere – Massimo ORGIAZZI

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In Itinere – Massimo ORGIAZZI

Massimo Orgiazzi
(Torino, 1973)

“un volto lo si sceglie
ed è le doglie di via: la frontiera”

*

Tutto quello che resta dei giorni.

Ciò che resta dei giorni, è un reale intravisto, scoperto per caso tra margini in ombra; poi esplorato, afferrato, stretto forte tra le dita, riportato alle labbra per dare nuove svolte al respiro. Ciò che resta, è l’attimo in cui anche la tenebra diventa chiarore, risplende nella conta delle sue ferite e si dispone al silenzio, si acquieta, in ascolto della vita che scorre, del mondo di sempre che pianta le sue radici d’aria in terre di memoria. E’ quello il tempo in cui la lingua si rivela a se stessa, e il suo alfabeto segreto aspira a farsi segno e senso, la traccia che rimane nella dimora di un verso. Continua a leggere→

L’impegno

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di Franz Krauspenhaar

Io m’impegno solennemente
a impegnarmi tutti i giorni
perché il mio impegno possa impegnare
me, i miei amici, le mie donne, i miei conoscenti
il panettiere, il vigile e il lattaio, la lavandaia inginocchiata
sopra la lavatrice, la ingollatrice di sperma, il maritozzo felice
la sposa occipitale, il casco d’oro, la vagina liquefatta, la liquirizia mozzarellosa, il vento, il muschio, i mushrooms.
Io m’impegno solennemente
per oggi, per domani, per il futuro attendente sull’attenti
di una voragine assurda, crepitante e sardonica
(su città anonima, con roba alcolica)
d’impegnarmi fino all’ora dell’unico disimpegno;
e lì, nulla ci potrò fare…
 

(14.12.2005 – da “Champagne”)
 

Il filo spinato dell’attesa (Marina e la poesia)

Ho chiesto a Marina Pizzi di scrivermi qualcosa sulla sua poesia.
La risposta che segue ha lo spessore drammatico e insondabile della testimonianza di una voce tra le più intense della lirica italiana dei nostri giorni.

La sollecitudine del minimo

Pier Paolo Pasolini dichiarò di aver tolta dal proprio lessico la parola speranza: anch’io. Dentro a questa rinuncia di leva, sta la leva del tentativo, ancora, di una scrittura che sia e mantenga lo spiazzamento dell’orma sulla data.

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