
Gesù raccomanda a Gabrielle di ricevere la croce di ogni giorno. A poco a poco imparerebbe ad amare la sofferenza, che lo avvicina a Lui. E aggiunge che, nel dolore, nessuno può eguagliarlo.

di Anna Trattelli
Note a margine non è un romanzo, né una semplice raccolta di racconti. Non è un testo soltanto narrativo o espressivo, informativo o descrittivo. Note a margine ha l’inusuale caratteristica di essere sempre un libro diverso a seconda degli occhi di chi lo legge: può essere, di volta in volta, un diario di bordo, un manuale di istruzioni, un quaderno di appunti o una lettera aperta.

Anna Rollando è una giovane violinista spezzina che attualmente vive e lavora a Roma, dove si dedica all’attività di concertista sia nella musica classica (Mozart Sinfonietta, Orchestra dell’Accademia d’Opera Italiana, Universe Orchestra, Nova Amadeus. Orchestra Le Muse, Orchestra Filarmonica d’Opera di Roma, Roma Sinfonietta) non disdegnando di collaborare con i divi del pop italiano come Jovanotti, Gino Paoli, Amedeo Minghi, Andrea Bocelli, Massimo Ranieri. Per lei, in parallelo, resta fondamentale l’attività di docente sia di viola e violino, sia di pianoforte per i più piccoli sia ancora di teoria musicale.
Continua a leggeredi Stefanie Golisch
Solo per quelli che non sperano, ci è data la speranza.
Walter Benjamin
Ho sempre pensato che bruciare i libri sarebbe stato il torto più grande che si potesse fare ad essi.
Un crimine contro l’uomo e contro i valori culturali che, nonostante tutto, è riuscito a creare nei secoli.
Uno schiaffo agli scrittori e ai suoi lettori, alle idee, ai racconti, alla poesia, alla fantasia e all’immaginazione che (tra molte altre cose!) appartengono all’uomo da sempre.
Nel 1933 i nazisti bruciavano i libri perché avevano paura di essi: paura del libero pensiero, dell’intimo (e quindi incontrollabile) dialogo tra scrittore e lettore che nel miglior caso si può trasformare in una vera e propria storia d’amore… Continua a leggere

Queste parole di Gesù a Gabrielle Bossis posso solo riportarle così come sono, con gratitudine.
Tu non Mi senti sempre allo stesso modo, ma l’oscurità non ti impedisca di camminare. Diventa umile e cammina fedelmente. Cammina. Tu non Mi vedi. Tu non Mi senti, ma Io sono qui, amore totale che tende le braccia verso te. Nulla sulla terra Mi distrae da voi. Le idee, i pensieri degli uomini sono brevi e Mi si giudica nello stesso modo… Io sono l’Essere stabile, quello che non cambia. Sono la presenza. Sono lo sguardo. Sono Colui che contiene tutto. Sono l’istante così come sono l’eternità. Sono la ricchezza d’amore. Sono Colui che chiama perché voi, senza timore, veniate a gettarvi sul Mio cuore. Io chiamo. Almeno tu, sii la risposta.

Ci stupiamo che Gesù sia stato condannato a morte. Noi non l’avremmo fatto. Contro quelle autorità, religiose e civili, proviamo un senso di rivolta: fossimo stati noi al posto loro, avremmo assolto, anzi, esaltato il Figlio di Dio. Eppure, dice il Cristo alla Bossis, mi condanneresti a una certa morte se, nel tuo spirito, la confusione dei pensieri della terra oscurasse il pensiero di Me.

La strada in ombra. Celano gli alti casamenti
La strada in ombra. Celano gli alti casamenti
l’ultimo sole; echi di luce alle finestre.
Non vedi, nell’incanto del balcone fiorito,
il profilo di rosa d’un volto che conosci?
Dietro il vetro che ambiguo la riflette, l’immagine
sorge e svanisce come un vecchio dagherrotipo.
Altro suono non c’è nella via che il tuo passo;
lentamente si estinguono gli echi del tramonto.
Oh pena! Pesa e duole il cuore… Forse è lei?
No, lo sai bene… Va’… Nell’azzurro, la stella.
Antonio Machado, Il canto dell’uomo, Milano, Corriere della Sera, 2012, p. 25.

Con le dimissioni del ministro Fioramonti è stato archiviato il problema delle risorse per l’università e la ricerca. Ci ritorniamo con un articolo ampio e documentato sullo stato dell’università italiana di Andrea Toma, uscito sul n. 70-71 della rivista Gli Asini, che Vivalascuola propone per gentile concessione della redazione, a cui vanno i nostri ringraziamenti. Segnaliamo, sullo stesso numero della rivista, l’articolo Noi e gli zombetti di Livio Marchese, acuto e positivamente provocatorio sugli studenti della scuola secondaria, di cui qui presentiamo un assaggio. Continua a leggere

di Giorgio Stella
Passaparola la finestra è
dentro il muro
la candela
accesa
qui non è
festa
La Candelora passa l’ala del Santo
al turno del golf
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di Kika Bohr

foto di Giovanni Rainoldi
Quando decisi finalmente di iscrivermi all’Accademia di Brera non ero più una giovanetta, dipingevo e modellavo già da una quindicina di anni, avevo già fatto tre piccole mostre, avevo una laurea e, nonostante il mio modesto lavoro part-time nella Biblioteca dell’Università, mi davo un po’ di arie.
Quindi non fu sempre facile ascoltare e seguire le indicazioni del mio professore di scultura nell’aula 45.
Il primo anno si studiava la testa umana e le sue proporzioni. Si modellavano ritratti degli altri studenti al naturale con l’argilla recuperata da un’enorme vasca posta sotto le finestre dell’aula.
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