[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=3LPR4SRn3UQ]
da qui
La paura o il coraggio della verità: un’altra scelta non procrastinabile. Continua a leggere
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=3LPR4SRn3UQ]
da qui
La paura o il coraggio della verità: un’altra scelta non procrastinabile. Continua a leggere

Incontro-seminario, Milano 7 Marzo 2015, ore 14/18,30 – Aula magna Liceo Civico Manzoni
L’iniziativa del governo sulla “buona scuola” ha riaperto il dibattito intorno ai temi dell’istruzione e della formazione nel nostro Paese. Purtroppo le proposte che abbiamo ascoltato sono ancora troppo simili a quelle contro le quali ci siamo battuti negli ultimi dieci anni.
Per questo motivo ha ripreso voce la nostra “Buona Scuola”, quella della Legge di iniziativa popolare (LIP) per una Buona Scuola per la Repubblica, elaborata e presentata alla Camera nel 2006 dai movimenti in difesa della scuola pubblica statale. Da pochi mesi quella stessa legge è stata ripresentata in Parlamento da rappresentanti di diversi schieramenti politici. Continua a leggere

nuoce all’asola quando s’ostina
il dito a forzature di vana aporia
se un destino vuole chiudere spazi
che si lasci allora imbastita la luce
che penetra l’ombra distratta nel cuneo
di occhiuta speranza ai soli di marzo
invetriate oscillano a scatto da un caffè
le parole di un pomeriggio di note
rapprese nell’uggia che allunga i passi
annuncia la radio un futuro crudele
che si lascia andare in bene – omnia peccata mundi –
fiorito come da un seme che ammalia – e monda
27 febbraio 2015
[la foto è tratta da qui]
*
non per questo poveri e indecenti
occuperemo stanze nuove io e te
questuanti senza passato, soli
e gelosi l’uno dell’altra, la terra
sarà crollata dove l’inverno torna
e ritorna col suo sorriso mite
a gelare le pareti ammuffite
e la tua danza allegra dietro porte
chiuse dalla mia ambizione ignorante
guarda: torna la pioggia sulle case
da noi i colori erano diversi
come le braci nel tuo iride destro
e le fosse nella valle del tuo braccio
e l’abbraccio dalla tua schiena
il ricordo frena il freddo dell’acqua
insieme, e c’era il tuo ballare
spensierato dove milioni di verbi
cristallini come il tuo esserci, ombra
mia ombra che sa di quello che sarò
mia ombra che detesta il risveglio
mia ombra che rivela le colline
il ritorno da una frana che cancella
quella salita fertile, quei calori
quei baci senza il dolore di nascere
quell’umana presenza di un amore
questa cosa che è importante, tu
andata, vibrando, andata…Voi
anche senza la voce di una giuria
al di là del mio muro di quercia, so
che il mio sentiero è poco docile
e da qualche parte, un’amica aspetta
tra le doline e i tuoni, prima che sia
il buio dei un ventre enfiato
il termine di tutto quello che ho pensato.
.
Esiste un modo semplicissimo per eliminare in radice il tragico problema del debito pubblico. Questa soluzione è propugnata da innumerevoli scuole economiche contemporanee e del passato, e suffragata da esempi storici concreti. Eccola:

Al culmine di “L’anima ricorda” (Edizioni Mondo Fluttuante, 2014), grande libro di Daniele Bollea passato quasi completamente inosservato, sintesi inedita di poesia e scienza da far tremare, sono queste quattro poesie al padre, Giovanni Bollea, grande personaggio della nostra cultura contemporanea, non tanto per aver inventato la neuropsichiatria infantile, quanto per la forza e la calma delle sue parole, per la grandezza della sua anima. Continua a leggere
La vita è adesso e la morte non fa paura. Marilù Oliva, Le Sultane, Roma, Elliot, 2013
_____________________________
.
Tre vecchiette, Wilma, Annunziata detta Nunzia e Mafalda (tutti nomi d’antan – come si può vedere) che abitano a Bologna in una (inesistente) via Damasco in un complesso di case di edilizia popolare e sono note come le Sultane, sono al centro di un romanzo di cui è difficile stabilire genere e profilo narrativo. La vicenda parte apparentemente come una storia di ordinaria mestizia e solitudine con protagonista la difficile “terza età” degli italiani medi, prosegue – sempre apparentemente – come un noir e termina con un finale (diciamo così) aperto.
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=OXDmfAB42z0]
da qui
E subito dopo, una domanda più stringente: possibile che nessuno comprenda che i conflitti non si appianano con la violenza delle armi, ma realizzando una giustizia solidale che assicuri un’esistenza degna? Credo che l’Italia sia una delle poche nazioni, in Europa, in cui non vige la norma del reddito minimo garantito: qualcuno sa spiegarne il motivo? Forse ha ragione Fukuyama: è la fine della storia. O forse è l’ora di capire che, la storia, può ripartire solo dalla follia apparente del Vangelo.
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=ZtCQXJwN96o]
da qui
In molti ci chiediamo cosa sia ciò che passa sotto il nome di Isis. Inorridiamo di fronte alle sue gesta, alla violenza esibita come fosse uno spettacolo horror, offerto in un cinema d’infimo livello. S’alza un coro di guai, gridolini paurosi o urla di sdegno, sospese tra la rabbia e l’impotenza. Sempre più, tuttavia, si fa largo una domanda: chi lascia scorrazzare indisturbata questa banda di crudeli tagliagole? Chi tra i potenti, che facilmente potrebbero annientarli, ha interesse che portino scompiglio in certe zone chiave del pianeta? Quanto dovrà nuocere la nuvola di gas velenosi prima di finire nel nulla da cui è uscita?
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=f0aF7okXMeM]
da qui
Quando si parla di amore, la realtà della coppia è la prima cosa che ci viene in mente. Continua a leggere
Nella mia trafelata routine oggi c’è un motivo d’affanno in più: devo correre a casa perché aspetto Marco, mio amico e vecchio compagno di scuola, bricoleur esperto e attrezzatissimo, che deve farmi una riparazione delicata. Ricorro sempre a lui quando non si tratta di ordinaria amministrazione, anche se il suo intervento mi costerà una cena in un ristorante di grido ben più cara della parcella dell’artigiano o del tecnico più esosi; ma in certi casi non lesino, perché solo con lui ho la certezza di lavori fatti a regola d’arte.
Continua a leggere
Ho letto un piccolo libro di poesie che mi ha stupito, si intitola Accompagnarti, di Maria Stella, anglista insegnante alla Sapienza, esperta di otto-novecento inglese e traduttrice di Thomas Hardy e Ted Hughes (da ricordare un volume su Cesare Pavese traduttore, del ’77), scomparsa prematuramente nel 2004 (era nata all’Aquila nel 1950). Il libro è pubblicato da Fuorilinea, nella bella collana di poesia rosso sospeso (che però ha copertina gialla) Continua a leggere

Anticipato il 22 febbraio dalle dichiarazioni della ministra Stefania Giannini e del Presidente del Consiglio Matteo Renzi a un evento del PD di celebrazione del 1° anno di governo, il 27 febbraio succederà qualcosa che riguarderà la scuola. Anzi, slitta tutto al 3 marzo. Fino al 22 mattina non si sapeva bene se una “riforma” o un decreto di assunzione di precari per evitare le sanzioni che sarebbero seguite a una sentenza dall’Unione Europea o un decreto e una legge delega insieme: adesso dalle parole di Renzi pare sia da attendersi quest’ultima soluzione. D’altra parte la “Buona Scuola” è stata “blindata” in ogni sua fase, anche nella consultazione on line e nel tour. Perché non si decida per decreto d’urgenza anche su una materia fondamentale che richiede i tempi della discussione e della partecipazione come la scuola; perché non sia ignorato un disegno di legge sottoscritto da più di 1000.000 persone e che nasce da chi nella scuola vive e lavora; per chiedere che la L.I.P sulla scuola sia ammessa alla discussione parlamentare sta circolando in questi giorni una petizione al Presidente della Repubblica che invitiamo a firmare. Intanto, a scuola e su vivalascuola, ci interroghiamo su come fare meglio il nostro lavoro: ad esempio insegnare letteratura italiana. Continua a leggere
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=u-Y3KfJs6T0]
da qui
Le cose come stanno, romanzo di Franz Krauspenhaar, è una dura requisitoria sulla vita, fatta apposta per scuotere il lettore. E’ uno di quei titoli, inoltre, dal valore autonomo, in un mondo in cui vorremmo conoscere, e mai conosceremo, esattamente questo: le cose come stanno. È un titolo che fa pensare a come ogni notizia sia truccata e rovesciata: lo sguardo danza tra le righe come a un ballo mascherato, uno spettacolo il cui autore è il primo a non credere nella sua performance. Occorre scavare e perlustrare per conoscere il vero, vedere lo stesso fotogramma da molte prospettive, scoprire che “informare” è un tentativo – maldestro o raffinato – di nascondere agli altri la realtà. Non resta che tessere reti in cui trasmettersi dati verificati di persona, creare un giornalismo indipendente da qualunque potere, macro o microscopico, una fitta ragnatela d’occhi ed orecchi con un unico obiettivo: sapere ciò che tutti dovrebbero sapere. Le cose come stanno.
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=OG_pMHOF8ME]
da qui
Oggi vince chi urla di più. Lo sappiamo bene: è lo stile televisivo sdoganato da spettacoli di second’ordine spacciati per intellettuali, mentre l’unico oggetto certamente smarrito è il ben dell’intelletto. E’ una gara a chi la spara più grossa, in un mondo che si lascia convincere solo dai muscoli del capitano, per dirla con Francesco De Gregori. Continua a leggere

1.
Niente di bello intorno (è normale), niente, a ben vedere, di veramente importante; a voler proseguire sul poco roseo, niente per cui valga la pena (tanta vita, quanta, per tanto poco, e troppo limitato, gioco). Certo, è solo l’impressione, il casuale disegno di cose e persone lungo un asse capitato fra i possibili: scorcio, tralice, vista d’occhio, anche un mostrare e nascondere della prospettiva che è tale solo perché si è acceso un punto di vista (le batterie che alimentano “l’essere visti” prima o poi finiranno, e niente più apparirà ad apertura d’occhi). Quindi, per cominciare, che il punto di vista non sia molesto, non sia nutrito del grigio che giudica e danna con troppo facile propensione, che toglie e guasta più di quanto non sia già di per sé tolto e guasto. Continua a leggere
Che la terra le sia lieve… Maria De Lorenzo, Un lungo desiderio. Poesie, con una postfazione di Nino Borsellino, Roma, Fermenti, 2014 ; Gliommero, poesie di Maria De Lorenzo e quindici acquarelli di Nino Tricarico, Roma, Edizioni L’Impronta, 1998
_____________________________
.
Maria De Lorenzo non ha lasciato un’opera eccessivamente abbondante: si tratta di sei raccolte di versi in vita (tra cui il prezioso Gliommero con tredici, splendidi acquarelli del grande pittore potentino Nino Tricarico) e questo suo bel testo postumo che è, in realtà, il frutto della volontà di suo marito, il critico letterario Nino Borsellino, di impedire che il ricordo della sua scrittura si perda nell’oblio (come troppo spesso frequentemente ormai accade a tanti, troppi poeti).
Una rivista VIVA. Intervista a Claudio Damiani
(art a part of cult/ure, 2.2.2015)
Di Donato Di Pelino
A Roma i poeti si riuniscono in una galleria d’arte. Alla Nuova Pesa(storico spazio condotto da Simona Marchini, attrice, regista e molto altro) da qualche anno si danno appuntamento i fans di “Viva”, una “rivista in carne ed ossa”. Ogni numero ha un tema diverso e alla presentazione sono invitati scrittori e artisti a intervenire con letture o presentazioni dei loro lavori in sintonia con l’argomento scelto. Continua a leggere
1. A cosa servono i versi?
“ A cosa servono i versi se non a quella notte/ in cui un pugnale amaro ci esplora/ a quel giorno / a quel crepuscolo, a quel cantuccio offeso/ dove il cuore stremato dell’uomo si prepara a morire?”. Continua a leggere
REPUBBLICA ITALIANA
CITTA’ DI MAZARA DEL VALLO
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI MAZARA DEL VALLO
e
L’ASSOCIAZIONE TURISTICA PRO LOCO MAZARA DEL VALLO
Indicono il
“Premio Mazara Narrativa Opera Prima 2015”
PRIMA EDIZIONE