Non so come gli altri riescano a catalogare i libri che leggono, forse lo fanno per argomento, se narrativa o saggistica, di genere o no, autori stranieri o italiani. Inutile continuare. Io li divido per posti. Continua a leggere
Bloc notes. Appunti di viaggio: in Grecia. 1

di Giorgio Morale
E’ la mancanza d’immaginazione a spingerci
nei luoghi immaginati anziché restare a casa?
E se Pascal sbagliasse sullo starsene
seduti buoni buoni nella propria stanza?
(Elizabeth Bishop, Miracolo a colazione)
Arriva l’estate, la grande stagione, e ci disperde. Ci riprende la nostalgia, per il nomadismo, per il mare. Continua a leggere
40anni fa, il 9 ottobre 1967, il “Che” venne ucciso… fu vera gloria?
El 9 de octubre de 1967, el guerrillero argentino-cubano Ernesto “Che” Guevara fue asesinado por un soldado del ejército boliviano que, para probar su muerte, no tuvo empacho en mostrar el cuerpo a la prensa internacional. Esta foto, una de las pocas a colores, fue tomada por Marc Hutten de la Agencia France Presse.

come il Cristo del Mantegna
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SLMPDS
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L’acrostico si riferisce al titolo di un libro che l’autrice, Babsi Jones, definisce a ragione un “quasiromanzo” e significa Sappiano le mie parole di sangue. L’editore è Rizzoli.
Il giorno ufficiale di uscita nelle librerie era il 12 settembre. Per non rischiare i soliti non è ancora arrivato, non so, non c’è nel computer e simili, ho aspettato una ventina di giorni, poi sono andato alla Feltrinelli di Piazza Piemonte. Ho trovato due copie sepolte in mezzo ai libri di catalogo, messi in ordine alfabetico. Continua a leggere
Poesia e canzone d’autore in Italia: evoluzioni contemporanee e fantasie di avvicinamento
ZONA partecipa al convegno
promosso da Università di Siena – Centro Studi Fabrizio De André e Fondazione Fabrizio De André Onlus
Siena, 10 + 11 + 12 ottobre 2007 – Rettorato dell’Università di Siena – Complesso Museale Santa Maria della Scala Continua a leggere
I consigli di Calvino

Tratto da http://www.ciid.it/lalita/lalita/Biblioteca/it/schededidattica/italianostandard.htm
L’antilingua
Il brigadiere è davanti alla macchina da scrivere. L’interrogato, seduto davanti a lui, risponde alle domande un po’ balbettando, ma attento a dire tutto quel che ha da dire nel modo più preciso e senza una parola di troppo: «Stamattina presto andavo in cantina ad accendere la stufa e ho trovato tutti quei fiaschi di vino dietro la cassa del carbone. Ne ho preso uno per bermelo a cena. Non ne sapevo niente che la bottiglieria di sopra era stata scassinata». Continua a leggere
Poesia Festival / Ancona 11- 14 ottobre
(Ricevo da Luigi Socci e volentieri pubblico. FK)
Editoriale + Programma
Rieccoci a parlare di poesia con questa seconda edizione del nostro festival. Ancora una volta cerchiamo di farlo senza cadere in sterili accademismi, evitando la trappola dell’autoreferenzialità e dell’orgoglio isolazionistico, con un approccio il più possibile laico. Continua a leggere
«Deforme», un racconto di Federico Miozzi
[Federico Miozzi è medico specializzando in radiologia. L’immagine a sinistra è di Ursula Barilli]
È una lotta all’ultimo sangue tra me e lei. Eleonora Nocca, la ritardata della scuola, corre goffamente vicino al cordolo della pista di atletica, ondeggia il corpo massiccio sui piedi storti. La raggiungo con una mano sul fianco che mi punge a ogni respiro e la imploro: “Non voglio arrivare ultimo, dai…”
Eleonora Nocca si volta a guardarmi, non crede al mio tono benevolo, è troppo abituata ad essere disprezzata. “Dai! C’è mio padre che mi guarda!” aggiungo con stizza. Se non riesco ad evitare l’umiliazione con le buone dovrò farlo con le cattive. “Se mi fai arrivare davanti a te, ti faccio un regalo”. Eleonora mi è davanti agli ottocento metri e sghignazza come un cartone animato. Continua a leggere
Convegno per il centenario di Saba e Giotti
Università degli Studi di Trieste
Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
SI PESA DOPO MORTO
Convegno internazionale di studi per il Cinquantenario della scomparsa di Umberto Saba e Virgilio Giotti (Trieste, 25-26 ottobre 2007).
Short stories e Dostoevskij
La infelice sorte del racconto
di Maria Teresa Carbone
tratto da http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/06-Ottobre-2007/art55.html
Ah, in America le cose vanno diversamente, sospirano i rari autori italiani di racconti, amaramente consapevoli di quanto la forma breve sia impopolare nel nostro paese. Laggiù, sognano, dall’altra parte dell’oceano, c’è il «New Yorker», e tutte quelle belle riviste letterarie dove la short story trova terreno fertile e lettori in abbondanza.
La tasca sinistra di Prodi
Questo pezzo è uscito ieri su Liberazione e costituisce uno dei commenti possibili alla vicenda dell’accordo su Welfare e lavoro in discussione in questi giorni nelle assemblee dei lavoratori. E’ scritto da Don Gianni Oderda, prete operaio e delegato Fiom di Rivalta all’Avio.
Romano Prodi questa mattina è venuto a Rivalta all’Avio. Alcuni lavoratori hanno distribuito il volantino: “C’è chi dice no!!!”. All’ingresso dello stabilimento abbiamo atteso l’arrivo del Presidente del Consiglio e per un’occasione favorevole mi sono trovato di fronte a lui. Gli ho consegnato il volantino delle nostre Rsu per il No. I lavoratori fanno fatica a comprendere certi disegni politici che li penalizzano gravemente. Ho detto a Prodi che sappiamo della sua convinzione religiosa e gli ho detto che un cristiano non può eludere il vangelo nelle sue scelte di vita. E’ fondamentale tutelare i lavoratori più deboli e come battuta (ma non era una battuta!) gli ho detto che il vangelo ci impedisce di privilegiare l’interesse di una parte calpestando i più deboli. Naturalmente Prodi ha accettato il volantino. Speriamo ricordi che se lo è messo nella tasca sinistra della giacca.
La foto: Manovale, di August Sander, 1928
La prima…
…poesia che mi affascinò fu questa, al liceo.
Cuerpo de mujer, blancas colinas, muslos blancos,
te pareces al mundo en tu actitud de entrega.
Mi cuerpo de labriego salvaje te socava
y hace saltar al hijo del fondo de la tierra.
Fui sólo como un túnel. De mí huían los pájaros,
y en mí la noche entraba en su invasión poderosa.
Para sobrevivirme te forjé como un arma,
como una flecha en mi arco, como una piedra en mi honda.
Pero cae la hora de la venganza, y te amo.
Cuerpo de piel, de musgo, de leche ávida y firme.
¡Ah los vasos del pecho! ¡Ah los ojos de ausencia!
¡Ah las rosas del pubis! ¡ Ah tu voz lenta y triste!
Cuerpo de mujer mía, persistiré en tu gracia.
Mi sed, mi ansia sin límite, mi camino indeciso!
Oscuros cauces donde la sed eterna sigue,
y la fatiga sigue y el dolor infinito.
[Pablo Neruda]
E-state, di Francesca E. Magni
Estate pestate
da orde ingorde
ve ne andate pagate
come previsto.
Mi pento dell’impianto
su mandibole e spiagge
che calpesto morbido
con il mento alzato.
Piegato dal vento
rischia di cadere
immondo roco e stato.
Festival Torino Poesia | 7-13 ottobre 2007
Luogo | Eataly, Via Nizza 230 – Torino
Ouverture del festival – La poesia è come il buon cibo
Ore 15.30
Videopoesia / Video di poesia – Proiezione illustrata
Sparajurij presenta per la prima volta a Torino una selezione di materiali video-poetici italiani e internazionali presentate ai festival tematici DoctorClip di Roma Poesia e Zebra Poetry Award del Berlin Poetry Festival, e Doppio Segno di Vercelli.
Sbatti il bamboccione in prima pagina
(all’abisso)
Siano spoliazioni da ramaglie arse, da cui sia giunto
nunzio, osservante et mirato. Lo sguardo
che domina l’insano, dal manto
all’austera casa del’interrogante. Al nero, all’abisso
dell’estinzione in un arco senza tremore.
P.S. Questi versi sono stati scritti in agosto, dopo aver visitato Palazzo Corvaja a Taormina, dove era esposta “L’Annunciata” di Antonello da Messina. Dal 04.10.2007 tale dipinto è in mostra al Museo Diocesano di Milano.
Micio bello e bamboccione di G.Tramutoli
Taccuino metafisico di Riccardo De Gennaro
Mercoledì 10 ottobre 2007 ore 18.30, il Centro Culturale
LA CAMERA VERDE Presenta:
TACCUINO METAFISICO
Un libro di
Riccardo De Gennaro
Interviene Vito Riviello
da “Qui da noi”, di Zena Roncada
Non più
Settembre di giorno è ancora l’estate, di sera e di notte non più.
La civetta lo dice, vicina alla casa.
Di notte l’odore di ciancia batte nei vetri.
E’ di zolfo dolciastro e di altro.
Della barbabietola ha solo il fresco di cetriolo maturo.
Racconta la fabbrica che c’era.
Coi suoi rumori (o clangori) secchi e ritmati, andava e andava: zampettio di cingoli e luci, e operai nascosti chissà dove
a sudare.
A sentire l’odore, viene voglia di cercare i vapori, o almeno le strie dei carri, per terra, o la gente ai cancelli a guardare ‘sto circo da poveri, che non costa niente.
La fabbrica è spenta, da tanto.
Tana di gatti, che la notte colano lungo i muri, senza rumore, come miele dal vaso.
L’odore viene da lontano, portato dal vento.
Perché anche i luoghi hanno fantasmi, a saperli annusare.
Ci son storie fatte d’odori che restano in gola come carta vetrata.
Vi invito a leggere l’intero e-book di Zena Roncada:
Qui da noi, ( Feaci Poesia )
Mi ringrazierete.
Da: Sposa del vento, di Roberto Rossi Testa
Ora verso i cinquanta
non divenendo saggio
son pur vecchio abbastanza
per lasciarmi sfuggire
quattro cose di me,
e prima che sia tardi
catalogarmi i cocci
dietro intorno e davanti.
Non si temano o sperino
esibizioni o scandali:
dei vivi e dei presenti
nulla se non il bene,
altrettanto degli altri;
poco quindi da dire.
Ma Musa dammi aiuto,
sia quasi come il detto,
più del detto, il taciuto. Continua a leggere

