In terza persona
Giovanni Nuscis
Manni 2006
La terza persona di cui al titolo non dia adito a fraintendimenti!
Essa infatti, lo si apprende sin dai versi d’esordio e lo si reitera per tutta la silloge, <questa giungla bestiale / di pali e fili, gemiti e carne>, <scintillio di idee e muscoli, missili, e dollari>, <vuoto che s’invera giusto il tempo / di uno scampanio di sensi>, non è la comoda, equidistante, vaga postura di chi osserva dall’alto, da distanza, con distacco; non è “maschera”, passività, spocchia. È piuttosto il tratto ponderato della contemplazione, dell’approccio critico alle “cose”. Continua a leggere




Già altrove dissi che davanti alla scrittura di Massimo a me pare di trovarmi di fronte a un Libro d’Ore, da sfogliare in ascolto e in riverenza. La suggestione dell’immagine, che mi convince ancora, e di più ad ogni lettura, mi sorse dall’analogia per me naturalissima tra la sua poesia – e la poesia che nella sua prosa si trasfonde – e l’evoluzione storico-artistica degli antichi libri di preghiere medievali. 