Archivi tag: Mauro Ferrari

Marco Ercolani “Non tornare è la grazia”

 

di Mauro Ferrari

Marco Ercolani, Non tornare è la grazia, Prefazione di Angelo Lumelli, Postfazione di Isabella Bignozzi, pp. 106, € 16,00 

ISBN 978-88-6679-564-3 

Non tornare è la grazia, in sintesi personalissima rivisitazione del mito di Ulisse, è composta di tre sezioni e diversi frammenti di monologo che costituiscono un progetto coerentissimo, di stampo poematico. La voce non è tanto lirica quando nettamente dichiarativa, in versi liberi che spesso combaciano con la struttura sintattica, in modo che ogni frase/verso acquisti valore apodittico, perentorio e frequentemente aforistico. Continua a leggere

Danila Di Croce “Dove ancora non siamo nati”

 

di Mauro Ferrari

Danila Di Croce, Dove ancora non siamo nati, puntoacapo Editrice, Pasturana 2024, pp. 146, € 15,00.

Dove ancora non siamo nati:
lì trascorrere la gestazione, se l’impianto
del vero è un oracolo da intonare
al primo e all’ultimo degli abbandoni.

Ci sono scritture poetiche che affascinano per la loro limpidezza; sono a volte incentrate su un Io più o meno autentico/autobiografico, a volte nate da sguardo o pensiero. Sono scritture che ci raccontano, dicono, spiegano. Ci sono altre scritture che alla progressione metonimica (più tipica della prosa) preferiscono quella metaforica, e saltano da un precipizio all’altro, atterrano in territori più o meno conosciuti e comprensibili dandoci barbagli di comprensione come riportassero visioni di paesaggi lontani. Alcune di queste attraversano i territori del simbolo, dell’allegoria, del mito (che è una storia sì, ma porta sempre un alone di inspiegabile, indescrivibile). Continua a leggere

Tamara Vitan, “La salvezza compie passi piccoli”

di Mauro Ferrari

Una raccolta bipartita, quella di Tamara Vitan, al secondo libro dopo l’esordio di Accade la luce (Firenze Libri 2022): si tratta di due sezioni che danno origine a una sorta di prosimetro, con una prima parte, Lettere a un’amica, in una prosa lievissima di riflessioni diaristiche e una seconda, eponima, in versi liberi. Si tratta di due sezioni che nelle rispettive modalità si parlano: il colloquio con l’amica morente, giunta sulla soglia fra vita e oltrevita, è una splendida riflessione sul valore della nostra esperienza terrena, da vivere non tanto alla maniera heideggeriana di un “vivere per la morte”, ma con una forte consapevolezza religiosa che l’oltre che attende alla fine non è che l’inizio della trascendenza. Continua a leggere

Una breve riflessione sulla poesia di Loris Maria Marchetti

di Mauro Ferrari

Valutando l’opera di un poeta nel complesso, come oggi alla presenza di una antologia del suo lavoro e della raccolta ad essa successiva, si rischia di confondere l’originalità della cifra personale con quella quota di idiosincrasia spesso esibita dai poeti, e che solo a volte è decisiva in senso positivo. Dico questo perché la poesia di Loris Maria Marchetti è un caso emblematico di poesia fortemente personale, originale, riconoscibile quindi, ma scevra di scelte estreme. Anzi, la forza di questa poesia è proprio nell’avere trovato una aurea via di mezzo, un sermo humilis nutrito di sabaudo rigore e di un suo equilibrio classico che ha più a che fare con il tono che con scelte ad esempio metrico-prosodiche. Continua a leggere

Ugo Mauthe, L’equilibrio del niente

di Mauro Ferrari

Ugo Mauthe, L’equilibrio del niente, Prefazione di Alfredo Rienzi, puntoacapo 2024

La prima annotazione che mi sembra pertinente è riferita al titolo: Niente è un termine ben diverso da Nulla, che rimanda a una dimensione filosofica e scientifica, laddove Niente è più vicina al parlato quotidiano: Mauthe non vuole fare filosofia in versi bensì proporre riflessioni poetiche, in una raccolta in cui uno dei denominatori comuni è l’uso di un linguaggio basso, mai esibito nei toni e nelle scelte. Ci avvicina al tema, ce lo presenta senza ostentare. Ma la riflessione c’è, ed è forte, oltre che ben calata nei versi.
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Visar Zhiti, Rrugë që rrjedhin nga duart e mia / Strade che scorrono dalle mie mani

di Mauro Ferrari

Visar Zhiti, Rrugë që rrjedhin nga duart e mia /  Strade che scorrono dalle mie mani, traduzione di Elio Miracco, pp. 344, € 25,00.

Tralasciando ogni giudizio sulla dittatura albanese, già abbondantemente espressa dalla Storia, per comprendere la poesia di Visar Zhiti, poeta di ampio riconoscimento internazionale, è utile concentrarsi sui tre punti dell’accusa, che in sostanza convergono su uno solo: la libertà dell’artista. Un’arte che non è libera non è arte. 
Uno Zhiti ventenne termina la sua prima raccolta di poesie intitolata Rapsodia della vita delle rose, la consegna alla casa editrice statale Naim Frashëri, ai fini di un’eventuale pubblicazione e viene arrestato perché Continua a leggere

Maria Pia Quintavalla, Saudade

di Mauro Ferrari

Maria Pia Quintavalla, Saudade (2017-2022), Prefazione di Giancarlo Sammito, puntoacapo Editrice 2024.

Saudade (2017-2022) segue a distanza ravvicinata la riedizione, sempre per puntoacapo, di Estranea canzone, e sembra indicare un imponente sforzo di chiarificazione nella poesia di Maria Pia Quintavalla; il che, inevitabilmente e senza tirare in ballo la spinosa questione del rapporto fra biografia e scrittura, è pure indicativo.

Aprendo il libro, si trova in incipit un testo significativo come C’è bisogno degli altri (p. 15): affermazione decisa, tutta esplicita, che sembra quasi fugare le nebbie di una scrittura tutta chiusa in sé, nell’impenetrabilità opaca dei rovelli stilistici. La poetessa prende di petto il mondo con le armi della poesia e affronta i temi a lei cari del femminile – inteso come range tematico personale, sociale, civile e politico, ma anche come punto di vista specifico da cui vivere, osservare e giudicare la realtà nei suoi vari livelli. Continua a leggere

Mauro GERMANI, PRIMA DEL SEMPRE. Antologia poetica 1995 – 2022. Postfazione di Giovanni Nuscis

Mauro GERMANI

PRIMA DEL SEMPRE

Antologia poetica (1995-2022)

Puntoacapo Editrice 2024

Postfazione di Giovanni Nuscis

 

 * 

 

Da: L’ultimo sguardo (1995)

 

Il fuoco e la cenere

I

Sei prima dell’alfabeto, prima del volto. Tremi nell’erba bianca dei sogni, e un respiro attraversa la valle del mondo, diviene il tuo sguardo, il silenzio di noi, ancora, nel tempo dei fuochi. Continua a leggere

Marina Massenz, Rumori con sfondo

di Mauro Ferrari

Marina Massenz, Rumori con sfondo, puntoacapo Editrice, 2023

C’è un punto di intersezione, o una zona di contatto, fra fisico e metafisico, reale e immaginario. Se proviamo a raccontare quel luogo (che poi non è un luogo, perché non ha dimensioni fisiche) restiamo senza voce. Ma non senza parole, perché di quei luoghi possiamo scrivere. Possiamo descriverli, definirli, ma non spiegarli. Sono dentro di noi, non abbiamo accesso logico.  la scrittura che ci permette di abitarli per brevi tratti; e quella traccia che abbiamo intravisto e segnato sulla pagina resta per il lettore. Ecco, la raccolta di racconti brevi di Marina Massenz, Rumori con sfondo, cerca di dar vita a quei luoghi, e le sensazioni, gli accadimenti che coinvolgono chi passa la soglia. Non sono storie di building (non potrebbero esserlo); non sono vicende che trasformano l’Io lasciando in esso una traccia che non svanisce: anzi, sono tracce di eventi possibili in luoghi i quali smettono di esistere non appena smettiamo di pensarli. Non appena finiamo di scrivere o leggere di loro.

La logica razionale all’interno di questo spazio letterario non esiste: gli eventi si sviluppano imprevedibili (come se la vita poi fosse prevedibile), i percorsi e i viaggi conducono a qualcosa di inatteso che non è mai una compiuta rivelazione, ma solo un bagliore di significato; gli incontri non sono mai di dialogo, perché le parole che udiamo qui sono effimere, leggere, ed evaporano prima di diventare senso. La logica con cui gli avvenimenti si sviluppano, se tali sono, è quella del sogno, governata da continui slittamenti, per cui ad esempio le imbarcazioni diventano scatole di lamiera (p. 42), e le persone possono entrare in una scatola di fiammiferi (p. 34). Soprattutto, gli spazi in cui i protagonisti si muovono appaiono come labirinti da cui non si riesce a sfuggire, o una volta usciti è impossibile rientrare (La casa, p. 37). Il tutto, comunque, senza tragedia, perché questa esigerebbe una logica ben più stringente.

Ma sono anche luoghi definibili, almeno in parte: nella seconda sezione del libro, Marina Massenz prova a classificarli in relazione a noi, alle sensazioni che proviamo immergendoci in essi. E ne esce ovviamente una classificazione metafisica, surreale, che non ci impedisce comunque di riconoscerli: luoghi della terra, luoghi distesi, luoghi appesi, luoghi non luoghi ecc. 

Un libro come questo dimostra come le frontiere della narrazione siano ben più distanti e forse irraggiungibili di quanto ammetta la narrativa mainstream, cioè il classico romanzo da trecento pagine, la cui trama razionalmente “realistica” è frutto di una selezione imposta sulla caoticità del reale. E forse è compito della narrativa breve (una mosca bianca nel mercato editoriale) frequentare con coraggio questi territori che ci dicono ancora della complessità della vita.

10

Primitivo Americano, di Mary Oliver

di Mauro Ferrari

Mary Oliver, Primitivo americano, a cura e con traduzione di Paola Loreto, Einaudi 2023

Nella splendida traduzione di Paola Loreto (autrice anche di una interessante nota di apertura) è stata appena pubblicato Primitivo americano, l’ultima raccolta della poetessa americana Mary Oliver (1935-2019). Si tratta di poesia etichettabile, in senso molto limitativo però, come spesso accade anche per le etichette più significative, come “ecopoetry”, quindi inquadrabile in quel vasto movimento culturale che ha radici profonde nella cultura e nella poesia americana (ma non solo). Il manifesto della ecopoetry, anche reperibile in rete, enfatizza il lato ecologista, diciamo pure politico, e mette l’accento sulla salvaguardia del pianeta e un nuovo rapporto con gli altri esseri viventi, sui diritti fondamentali dell’Uomo, la pacifica coabitazione dei popoli e “le nuove e varie introspezioni dell’Io”: punta insomma su aspetti cruciali del pensiero contemporaneo, compreso il distanziamento dalle poetiche paludate e accademiche, “per aprirsi a una comunicazione poetica chiara e semplice, comprensibile per tutte le culture” e quindi anche facilmente traducibile, per diffondersi almeno negli intenti tra un pubblico più ampio.
Legami e apparentamenti poetici sono evidenti con autori come Walt Whitman e la sua poesia intrisa di oralità; l’American Renaissance, anche con i suoi risvolti misticheggianti: R. W. Emerson e H. David Thoreau, Robert Frost e il contemporaneo Gary Snyder. Ma, restando in ambito anglofono, è impossibile non citare Wordsworth e, nella poesia più o meno recente (e per motivi diversissimi) il Ted Hughes di Moortown, River e Wolfwatching Continua a leggere

10

Silvano TREVISANI, IL POETA SCOMPARSO E ALTRE STORIE. Nota di Giovanni Nuscis

 

Questo libro recentissimo di Silvano Trevisani, come scrive Mauro Ferrari nella sua postfazione “si impone all’attenzione critica per almeno due motivi: da un lato mantiene viva la memoria di un poeta autentico come fu il tarantino Pasquale Pinto, “uomo città” (p. 50), acclamato da grandi nomi (e definito forse riduttivamente “poeta-operaio”) ma caduto poi in un ingiusto oblio – e di cui Trevisani fu amico e sodale – ma dall’altro, innegabilmente, mostra interessanti caratteristiche espressive e spunti tematici di attualità.” Continua a leggere

Mauro Ferrari, Seracchi e morene

a cura di Luca Pizzolitto

Mauro Ferrari, Seracchi e morene (Passigli, 2024, prefazione di Giancarlo Pontiggia).

L’uomo che in fuga dalle raffiche
copre gli occhi al figlio,
la donna che tocca la sponda
pensando d’essere infine,
dopo la traversata
del deserto e del dolore,

salva; i mutilati dal dolore
nel buio in stanze bianche,
il condannato che non sa;
e qui vicino a te l’amico in giardino,
la madre che scende le scale
e il bimbo col suo canto d’innocenza:

contro lo sbriciolarsi insensato
innalzano preghiere
e implorano misericordia
per colpe e peccati incomprensibili.
Ma nulla ferma il martellare cieco.

Allora – e non è poco, forse è tutto –
dobbiamo resistere
amando la bellezza,
crearla se possiamo,
proteggere la sua fragilità
e il vero e il giusto
– gli altri suoi nomi –
tenendo l’asse in equilibrio
mentre tutto vacilla.

(In questo buio e in questo freddo
ho contemplato e serbo in me il tuo corpo
nudo che entrava in acqua sorridente
sotto sguardi inconsapevoli:
perché il segreto è ben riposto
fra gli occhi, che accolgono la vista,
la mente, che comprende,
e il cuore che gioisce: e mai saprai
se la battaglia è vinta o persa,
se l’attimo di luce è un accendersi o uno spegnersi).

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Marco Saya, Situazione temporanea

Mercoledì 18 febbraio alle ore 21, presso lo Spazio Tadini di via Jommelli 24, a Milano, Mauro Ferrari e Luigi Metropoli presentano Situazione temporanea (Puntoacapo editrice) di Marco Saya. Letture di Cristina Lauro e Marco Saya. Musiche di accompagnamento di Marco Saya (chitarra), Roberto Del Piano (basso), Upali Gunasekara (batteria). Continua a leggere