Archivio mensile:Ottobre 2007

OCCORREVA CHE NASCESSI

Gianfranco Lauretano OCCORREVA CHE NASCESSI – Marietti 2004

Il libro si apre con un vibrante poemetto dedicato alla nascita di una bambina e si chiude con la dichiarazione dell’appartenenza a un coro, a una comunità: “io sono cristiano, lavoro/e non so cos’è la solitudine/i suoi premi perituri/un coro canta sempre/e mi prepara un posto”, p. 121.Nel mezzo ci sono gli affetti, la propria terra, uno sguardo disilluso sul presente e la fiducia nel tempo della promessa.
  Queste poesie, dunque, si collocano nella vita, in attesa. Continua a leggere→

FESTIVALSTORIA 2007

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Il tema della III Edizione di FestivalStoria è “la razza”: un mito che ha segnato in modo funesto la vicenda umana, da tempi remoti a oggi.
Con questa III Edizione FestivalStoria affronta un tema di terribile attualità, ma che affonda le sue radici nel passato; tracce di idee razziali si trovano in molte civiltà, religioni, ideologie politiche, lungo i secoli, da un continente all’altro. Il Festival, secondo la sua filosofia, cercherà di percorrerne un gran numero, tentando di fornire una rappresentazione rigorosa ma destinata a un pubblico ampio, di questo insieme di tematiche, con l’ausilio, oltre che di storici, di genetisti, biologi, antropologi, filosofi, giuristi, sociologi…
Sono previste, accanto alle conferenze, alle conversazioni e interviste, e ai forum, proiezioni di film storici e di attualità, spettacoli teatrali, concerti e mostre, dall’11 al 14 ottobre a Torino, Savigliano e Saluzzo.

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Roberta e il dolore innocente, di Valter Binaghi

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Roberta torna da una giornata sull’handicap, lei è insegnante e nella sua scuola fa da referente per le programmazioni individuali mirate ai disabili.
Roberta è madre, è la madre dei miei figli. E’ andata di là, lui studiava sul divano, lei a chattare al computer. Li vedi come un dono immeritato, una grazia tolta ad altri.
E’ venuta sul terrazzo, dove io fumo una sigaretta. Vecchia abitudine, fumarne una insieme: lei ha smesso. Si è appoggiata alla balaustra e si è messa a piangere. Continua a leggere→

Le Reti di Dedalus: rivista del Sindacato Nazionale Scrittori

E’ on line LE RETI DI DEDALUS ( www.retididedalus.it) rivista del Sns

Segnaliamo dal sommario (ottobre 2007):

IN PRIMO PIANO: Teorie della scrittura, Complesso dibattito a più voci sulla “Letteratura nell’era dell’informatica” di Cesare Milanese; Addii, Alfredo Giuliani, un letterato ‘bifido’, protagonista della neoavanguardia di Mario Lunetta.
LUOGO COMUNE: Premio di poesia Dedalus.
LETTERATURE MONDO: H.P. Lovecraft (1872-1942), Maestro dell’horror, classico da riscoprire di Alessio Di Lella.
FILOSOFIE DEL PRESENTE: Teoria del bello, Arte e Natura: slittamenti progressivi (o regressivi) del senso di Giuseppe Prestipino.
SPAZIO LIBERO: Cinquantenario, “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” ovvero la realtà come caos di Massimo Giannotta; Poesia lirica, La tradizione novecentista della comunicazione in versi di Domenico Donatone; Nuovo cinema tedesco, Variazioni per una sonata degli uomini buoni di Alessandra Lo Russo.
INTERVISTE: Letizia Muratori, “La vita in comune” nel corso del tempo di Martina Velocci.
TEATRICA: Perla Peragallo (1943-2007), Una sublime ‘bestia da stile’ dell’avanguardia di Marco Palladini; Grotowski-Richards, Là dove la vita imita il teatro di Florinda Cambria.
LETTURE: “Beckett e Keaton: il comico e l’angoscia di esistere” di Sandro Montalto (Enrico Pietrangeli); “Scommesse e altri racconti” di Giuseppe Cassieri (Mario Lunetta); “La seduta spiritica” di Simona Cigliana (Antonello Panza); “La Sinistra in guerra” di Gaspare De Caro – Roberto De Caro (Mario Lunetta); “Delfi” di Sandro Dell’Orco (Mario Lunetta); “Le lezioni di Selma” di Sarah Zuhra Lukanic (Tiziana Colusso); “Marmo” di Silvia Bre (Leonardo Marini); “L’urbana nettezza” di Francesco Muzzioli (Massimiliano Borelli);
LIBROSFERA: Mix-News, In libreria, In corso di stampa, In corso d’opera, Prima pagina, a cura di Massimo Vecchi.
CHECKPOINT POETRY: testi in versi di Eugenio Lucrezi – Marzio Pieri; Rosa Pierno; Mario Quattrucci; Lello Voce (con audiofile).
LE VIE DEL RACCONTO: “Memoria ’77” di Marco Solari.

Shakespeare Sonetti

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Traduzione di Letterio Cassata

2

When forty winters shall besiege thy brow,
And dig deep trenches in thy beauty’s field,
Thy youth’s proud livery so gazed on now,
Will be a tattered weed of small worth held:
Then being asked, where all thy beauty lies,
Where all the treasure of thy lusty days;
To say within thine own deep sunken eyes,
Were an all-eating shame, and thriftless praise. Continua a leggere→

Bloc notes. Appunti di viaggio: in Grecia. 1

di Giorgio Morale


E’ la mancanza d’immaginazione a spingerci
nei luoghi immaginati anziché restare a casa?
E se Pascal sbagliasse sullo starsene
seduti buoni buoni nella propria stanza?

(Elizabeth Bishop, Miracolo a colazione)

Arriva l’estate, la grande stagione, e ci disperde. Ci riprende la nostalgia, per il nomadismo, per il mare. Continua a leggere→

40anni fa, il 9 ottobre 1967, il “Che” venne ucciso… fu vera gloria?

El 9 de octubre de 1967, el guerrillero argentino-cubano Ernesto “Che” Guevara fue asesinado por un soldado del ejército boliviano que, para probar su muerte, no tuvo empacho en mostrar el cuerpo a la prensa internacional. Esta foto, una de las pocas a colores, fue tomada por Marc Hutten de la Agencia France Presse.


come il Cristo del Mantegna
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SLMPDS

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L’acrostico si riferisce al titolo di un libro che l’autrice, Babsi Jones, definisce a ragione un “quasiromanzo” e significa Sappiano le mie parole di sangue. L’editore è Rizzoli.
Il giorno ufficiale di uscita nelle librerie era il 12 settembre. Per non rischiare i soliti non è ancora arrivato, non so, non c’è nel computer e simili, ho aspettato una ventina di giorni, poi sono andato alla Feltrinelli di Piazza Piemonte. Ho trovato due copie sepolte in mezzo ai libri di catalogo, messi in ordine alfabetico. Continua a leggere→

I consigli di Calvino

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Tratto da http://www.ciid.it/lalita/lalita/Biblioteca/it/schededidattica/italianostandard.htm
L’antilingua

Il brigadiere è davanti alla macchina da scrivere. L’interrogato, seduto davanti a lui, risponde alle domande un po’ balbettando, ma attento a dire tutto quel che ha da dire nel modo più preciso e senza una parola di troppo: «Stamattina presto andavo in cantina ad accendere la stufa e ho trovato tutti quei fiaschi di vino dietro la cassa del carbone. Ne ho preso uno per bermelo a cena. Non ne sapevo niente che la bottiglieria di sopra era stata scassinata». Continua a leggere→

Poesia Festival / Ancona 11- 14 ottobre

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(Ricevo da Luigi Socci e volentieri pubblico. FK)

Editoriale + Programma

Rieccoci a parlare di poesia con questa seconda edizione del nostro festival. Ancora una volta cerchiamo di farlo senza cadere in sterili accademismi, evitando la trappola dell’autoreferenzialità e dell’orgoglio isolazionistico, con un approccio il più possibile laico. Continua a leggere→

«Deforme», un racconto di Federico Miozzi

Ursula Barilli[Federico Miozzi è medico specializzando in radiologia. L’immagine a sinistra è di Ursula Barilli]

È una lotta all’ultimo sangue tra me e lei. Eleonora Nocca, la ritardata della scuola, corre goffamente vicino al cordolo della pista di atletica, ondeggia il corpo massiccio sui piedi storti. La raggiungo con una mano sul fianco che mi punge a ogni respiro e la imploro: “Non voglio arrivare ultimo, dai…”
Eleonora Nocca si volta a guardarmi, non crede al mio tono benevolo, è troppo abituata ad essere disprezzata. “Dai! C’è mio padre che mi guarda!” aggiungo con stizza. Se non riesco ad evitare l’umiliazione con le buone dovrò farlo con le cattive. “Se mi fai arrivare davanti a te, ti faccio un regalo”. Eleonora mi è davanti agli ottocento metri e sghignazza come un cartone animato. Continua a leggere→

Short stories e Dostoevskij

short-stories.jpgLa infelice sorte del racconto

di Maria Teresa Carbone

tratto da http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/06-Ottobre-2007/art55.html

Ah, in America le cose vanno diversamente, sospirano i rari autori italiani di racconti, amaramente consapevoli di quanto la forma breve sia impopolare nel nostro paese. Laggiù, sognano, dall’altra parte dell’oceano, c’è il «New Yorker», e tutte quelle belle riviste letterarie dove la short story trova terreno fertile e lettori in abbondanza.

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La tasca sinistra di Prodi

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Questo pezzo è uscito ieri su Liberazione e costituisce uno dei commenti possibili alla vicenda dell’accordo su Welfare e lavoro in discussione in questi giorni nelle assemblee dei lavoratori. E’ scritto da Don Gianni Oderda, prete operaio e delegato Fiom di Rivalta all’Avio.

Romano Prodi questa mattina è venuto a Rivalta all’Avio. Alcuni lavoratori hanno distribuito il volantino: “C’è chi dice no!!!”. All’ingresso dello stabilimento abbiamo atteso l’arrivo del Presidente del Consiglio e per un’occasione favorevole mi sono trovato di fronte a lui. Gli ho consegnato il volantino delle nostre Rsu per il No. I lavoratori fanno fatica a comprendere certi disegni politici che li penalizzano gravemente. Ho detto a Prodi che sappiamo della sua convinzione religiosa e gli ho detto che un cristiano non può eludere il vangelo nelle sue scelte di vita. E’ fondamentale tutelare i lavoratori più deboli e come battuta (ma non era una battuta!) gli ho detto che il vangelo ci impedisce di privilegiare l’interesse di una parte calpestando i più deboli. Naturalmente Prodi ha accettato il volantino. Speriamo ricordi che se lo è messo nella tasca sinistra della giacca.

La foto: Manovale, di August Sander, 1928

La prima…

…poesia che mi affascinò fu questa, al liceo.

Cuerpo de mujer, blancas colinas, muslos blancos,
te pareces al mundo en tu actitud de entrega.
Mi cuerpo de labriego salvaje te socava
y hace saltar al hijo del fondo de la tierra.

Fui sólo como un túnel. De mí huían los pájaros,
y en mí la noche entraba en su invasión poderosa.
Para sobrevivirme te forjé como un arma,
como una flecha en mi arco, como una piedra en mi honda.

Pero cae la hora de la venganza, y te amo.
Cuerpo de piel, de musgo, de leche ávida y firme.
¡Ah los vasos del pecho! ¡Ah los ojos de ausencia!
¡Ah las rosas del pubis! ¡ Ah tu voz lenta y triste!

Cuerpo de mujer mía, persistiré en tu gracia.
Mi sed, mi ansia sin límite, mi camino indeciso!
Oscuros cauces donde la sed eterna sigue,
y la fatiga sigue y el dolor infinito.

[Pablo Neruda]