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di Elena F. Ricciardi
Per chi, e sono in molti, spendere 18 euro per permettersi una lettura, significa dover rinunciare a qualcos’altro, chessò io, una pizza al sabato sera con gli amici, un concerto all’auditorium , una visita al museo, o per chi, e sono forse i più, spendere quei soldi significa contrarre un po’ il contenuto del carrello, o meglio del cestino della spesa, la lettura de “Il Labirinto delle passioni perdute” è un vero e proprio pugno nello stomaco. Penso al lettore con portafogli eternamete esangue e in lotta con bollette e affitto, che sogna di entrare una volta in un negozio per spendere senza pensare al possibile rosso in banca. Continua a leggere

Gentile Sig. Raimond Carver,
