Archivio mensile:Ottobre 2007

Interzona #9: “Il critico è simile all’attore”- F. DE SANCTIS

di Francesco De Sanctis

Il critico è simile all’attore; entrambi non riproducono semplicemente il mondo poetico, ma lo integrano, empiono le lacune. Il dramma ti dà la parola, ma non il gesto, non il suono della voce, non la persona; indi la necessità dell’attore. Togliete alla poesia drammatica la rappresentazione e rimarrà necessariamente un genere monco ed imperfetto. Il simile è della critica. Si sono scritte delle dissertazioni per provare la sua inutilità. Eh! Mio Dio! La critica germoglia dal seno della poesia. Non ci è l’una senza l’altra. Cominciate dunque dal distruggere la poesia.

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“Holderlin” di Robert Walser

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Holderlin aveva cominciato a scrivere poesie, ma la funesta povertà lo costrinse a entrare come precettore in una casa di Francoforte sul Meno per guadagnarsi il pane. Ed ecco, là dentro, l’anima grande e bella nella situazione stessa di un lavorante qualunque. Fu costretto a far mercato della sua ardente aspirazione alla libertà, a reprimere la sua regale, colossale fierezza. Conseguenza della crudele necessità fu una tensione spasmodica, un pericoloso sconvolgimento interiore. Continua a leggere→

Coda,codino e… codardo

“L’etimologia”, soleva ripetere il linguista Aldo Gabrielli, è “una parola che basta da sola a creare, in chi non fa parte degli ‘addetti ai lavori’, un istintivo gesto di ripulsa. (…) Se c’è una scienza gradevole, è proprio questa che tratta della nascita delle parole. Le parole non son nate dal nulla, e han quindi dietro di sé una ‘storia’ che spesso è un’avventura complessa e imprevedibile”. Una riprova? Subito.
Prendiamo in esame tre parole: coda, codino e codardo.

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Qualche domanda al professor Mancuso

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Gentile professore, ho letto il suo ultimo libro, L’anima e il suo destino, edito da Raffaello Cortina, e non le nascondo di averne ricavato una strana sensazione. Non sono un teologo e neanche un filosofo, quindi non provo neanche a confutare le sue tesi; però sono un essere umano che non ha mai smesso di interessarsi alla filosofia, di leggere libri e di interrogarsi sui temi che lei ha trattato. Credo di non essere fuori posto se le chiedo qualche chiarimento. Continua a leggere→

All those ships that never sailed

bob-kaufman.jpgQualche settimana fa ho letto nella piccolo rubrica di poesia di City, uno degli innumerevoli giornali che si distribuiscono gratis nelle grandi città, alcuni versi che mi hanno colpito.
Immediatamente ho cercato notizie sull’autore, che non conoscevo, e infine ho trovato in internet anche la poesia intera, di cui City aveva riportato solo alcuni versi,.
L’autore di All those ships that never sailed è il poeta della beat generation Bob Kaufman ( 1925-1986). Continua a leggere→

Vivere senza Tempo

François Jullien Il tempo – Elementi di una filosofia del vivere.

Tu ti puoi spingere
indietro per un ruscello di luce
al cielo.
E indietro nella storia sul corso
del tempo.
E questa rapidità ti fu data
non per affrettarti
né sopratutto per
andartene
dove vuoi.
Ma perché nella smania di spendersi
del tutto
a te spetti invece il potere di
fermarti
(Robert Frost) Continua a leggere→

La belletta della ciotola – di Marina Pizzi

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la belletta nella ciotola

era una tenuta di baracche per cavalli da corsa
nessuna corsa si aggiudicava un tropo di premio,
il misantropo del guardiano si accontentava
di concimare la terra intorno con gli escrementi
dei cavalli di razza. il volatile del sonno si tirava
lo sgambetto da solo tanto che ogni volta il risveglio
lo imbacuccava come se fosse sempre inverno.
la cuccia del cane era imbrattata da racconti
scritti da antenati che furono i padroni sempre
dello stesso cane, il medesimo.
il cane non aveva età, ma restava
sempre un caro cane molto paziente e forse
semiaddormentato o prestato in bàlia per cucciolate
unte di placente.

[Ottobre 2007]

Impariamo le nostre lingue# 2: Il ladino

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Da: La Quotidiana (di Coira) del 26 agosto 2005

Dad ULRICH CAFLISCH

Quei plaid sesanfla all’entschatta dil psalm 103: Lauda il Segner, mi’olma,buc emblida tut il bien ch’el ha fatg.Ami para quei in plaid adina actual. Pertgei? Perquei ch’igl ei la paupra qualitad da nus car tgauns dad emblidar era caussas ch’ins astga maina emblidar.Il psalm 103 indichescha inatala, sch’el gi: Lauda il Segner, mi’olma,bc emblida tut il bien ch’el ha fatg. Il bien e bi che Ti gaudas, vegn quei da Tei? Ei quei Tiu meret? – Na, quei ei tut regal. – Ed emblidar quei vul gir, stgirentar la veta.
Mo, stimada lectura, stimau lectur, ei dat era tut autras caussas che nus vessen buca d’emblidar, schiglioc idealisein nus il carstgaun en ina moda e maniera che sa buca survir al bien.
Etgei fuss quei? – Quei fuss per exempel Auschwitz. Ina part dallas lecturas e dils lecturs vegnan matei a dumandar:
«Auschwitz, tgei ei quei?» Pia gia emblidau. – Continua a leggere→

La festa alla donna

anagnina.jpg[Questo mio racconto fa parte, insieme a un altro dal titolo Cenere alla cenere, della raccolta Tutti giù all’inferno. Anagnina che toglie i peccati del mondo, a cura di Monica Mazzitelli e pubblicato da Giulio Perrone Editore. Il volume in formato pdf è interamente scaricabile da internet cliccando qui.]

A casa della nonna? E chi ci sarà?
Si era chiesta Amina la prima volta che aveva preso la metropolitana.
Malgrado gli sguardi freddi di alcuni viaggiatori, incuranti del caldo africano, era percorsa dall’eccitazione. Ai suoi occhi quella carrozza così variopinta somigliava a una sorta di casa di Barbie appena tolta dalla scatola, dai colori accesi e profumata di nuovo. Quando era scesa, al caleidoscopio di luci plastificate si era sostituito il buio di una notte di agosto, un panno nero calato sul cielo, e chissà – si era domandata Amina – se la sua neritudine si sarebbe potuta confondere in quel buio. Chissà – si era domandata Amina – se al buio, magari in una vita parallela, sotterranea, tutti avrebbero avuto lo stesso colore. Tutti sarebbero sembrati neri. Continua a leggere→

Polgar, mein Name!

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Alfred Polgar (1873-1955) fu giornalista. Scrittore di e per un giorno. Ma, al contrario della maggior parte dei giornalisti, i suoi racconti veloci e spietati hanno resistito alla prova del tempo. Sono rimasti perché colgono in ogni circostanza, in ogni piccolo dettaglio, l’essenziale. Polgar non ha bisogno delle 500 pagine di un grande romanzo d’avventura o di formazione o di guerra, a lui bastano poche righe per evocare uno degli innumerevoli attimi che spesso sfuggono a chi è pienamente occupato dal proprio mestiere di vivere.

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BombaCarta e Casa delle Letterature

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Laboratori di lettura e laboratori di scrittura
gratuiti e aperti a tutti

Casa delle Letterature, Piazza dell’Orologio 3, Roma

LABORATORI DI SCRITTURA ESPRESSIVA
Aperti a chiunque desideri esercitarsi nell’arte dello scrivere testi di narrativa.
L’obiettivo è di favorire lo sviluppo delle capacità espressive dei partecipanti attraverso l’approfondimento dei principali aspetti del processo creativo e degli elementi costitutivi della narrazione.

Ogni lunedì dalle 17.00 alle 19.00 a partire dal 15 ottobre
Responsabile: Stas’ Gawronski, autore e conduttore di CultBook Continua a leggere→

Lettera aperta dell’Associazione di Amicizia con il popolo Mapuche

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settembre 2007
No alla laurea ad honorem per la presidentessa Cilena Michelle Bachelet!
In accordo con la Associazione Wenuykan Amicizia con il popolo Mapuche Italia, mandiamo in rete la seguente lettera aperta indirizzata al Ministro Fabio Mussi, per la visita in Italia della presidentessa Cilena Michelle Bachelet , la quale sarà ricevuta addirittura con una laurea ad honorem nell’università di Siena, nonostante le brutali repressioni che lei e il suo governo realizzano contro il popolo Cileno nel suo complesso e il popolo Mapuche in particolare. Continua a leggere→

NICOLA PONZIO

Nicola Ponzio, L’EQUILIBRIO NELL’OMBRA – Lietocolle

Questa carne
vicino
è la luce che vigila.

Equilibrio
nell’ombra.
(p. 65)

C’è misura ma anche posizione in questo libro; pensiero e sentire. La misura viene dalla ricerca di un punto in cui le cose possono apparire riassunte, provvisoriamente statiche prima di ritornare al movimento: matrici. Quasi una costruzione architettonica, punto e linea, pensiero che si oggettiva nelle forme prima di tornare all’ombra. Pensiero assertivo – ”Nel corpo la parola/è la fornace/primigenia di una fredda decisione.”, (p. 64) – e quindi in movimento, non rinchiuso nella debole luce di un’ intuizione che va a capo, che ricomincia. Continua a leggere→

Intervista a Marina Warners della Libreria Bonardi di Amsterdam

Su Nazione Indiana, Franz Krauspenhaar ha gentilmente pubblicato una mia intervista a Marina Warners della Bonardi, un posto dove sono presenti i nostri libri, striminziti o spessi, usciti per editori molto visibili o meno. Come disse un giorno Dario Voltolini, in un suo pezzo pubblicato non ricordo dove, parlando di Marina: lassù qualcuno ci ama.

www.nazioneindiana.com/2007/10/14/intervista-a-marina-warners/

Per la seconda volta

di Emanuele Kraushaar

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E fu proprio quando lo scrupoloso e diligente studente della facoltà di Lettere e Filosofia Gianmaria Ventola, ventuno anni il giorno dopo, chiese per la seconda volta: “Ma perché scrive?” che il giovane scrittore svedese neokafkiano D. H., dopo aver fissato per un paio di secondi Gianmaria Ventola, decise di mollare definitivamente il mondo della scrittura.
“Ci sono tanti muri da imbrattare” pare abbia detto ad un suo amico intimo, iniziando a spruzzare un po’ di vernice sopra a un muro vicino alla fermata metro della Garbatella.