Era un bambino nato con la pancia, come tutti i bambini, ma lui era nato con due costole, le ultime due, che sporgevano di parecchio e visto di profilo il bambino con la pancia sembrava avere una pancia quadrata. Questo bambino ha la pancia quadrata, disse la madre al dottore.
Che la pancia fosse una pancia strana era evidente, e l’aveva confermato anche il dottore. Il bambino con la pancia da bambino non lo capiva ancora, ma quando da grande guardava le foto dell’infanzia vedeva quel bambino magro con una pancia cosí e non riusciva a capire come aveva fatto quel bambino a non accorgersene, siccome poi da grande parlava con uno che scriveva dei libri di panchine, era venuto a sapere che esistevano degli io narrativi che si perdevano e probabilmente s’erano perduti per far perdere la coscienza di quella pancia al bambino. Ma poi il bambino era diventato ragazzino, o forse era ancora bambino, e comunque aveva capito di avere la pancia, e allora non era piú bambino perché un bambino che sa di avere una pancia cosí non puó piú essere un bambino. Ed era una pancia diversa da ogni pancia, di questo s’era accorto anche lui per la prima volta, perché guardava i bambini alla spiaggia e non si riconosceva in nessuno. Era magro e i magri non avevano la pancia, era magro e aveva la pancia e i grassi avevano la pancia ma era un’altra pancia. Continua a leggere






