Archivio mensile:Settembre 2018

I tratti che restano


Amiamo la verità naturalmente, perché così Dio ci ha creati. Lui è verità, e al di fuori c’è il nulla del peccato, la perversione che sfigura l’Immagine, la caricatura che perde i lineamenti del Modello. Ogni nostro atto ha un’eco in Cielo o all’inferno: tutto, di là, prende i tratti che restano per sempre.

Maria


Per noi abbiamo il Re del Castello, ma anche sua Madre. Ha sofferto per farci nascere al cielo, vedendo morire suo Figlio. Chi soffre di piu, più ama. Maria ha vissuto per Dio: lasciamo che lo insegni anche a noi. La vita spirituale è complessa, faticosa, segnata da alti e bassi: chi ci aiuterà a ricevere la grazia necessaria per percorrere il cammino? Maria, I Santi. Stiamo con Lei, stiamo con Gesù, con loro sentiamoci in famiglia.

Vivalascuola. Non si può educare se non si ha una grande visione

Iniziamo il nuovo anno scolastico 2018-2019 proponendo su vivalascuola non un cahier de doléances fin troppo risaputo e nemmeno i conti della serva del governo. Non possiamo accontentarci dei piani di sciur padrun, buoni per addestrare studenti come se fossero garzoni e far andare la scuola come se fosse na fabrichèta. Per gentile concessione della redazione de “Gli Asini“, che ringraziamo, proponiamo un testo di Franco Lorenzoni, uscito sul n. 54-55 della rivista, che contiene una visione ampia e progettuale quale richiede sempre l’insegnamento. Seguono delle note di lettura di Giovanna Lo Presti. Sappiamo per scienza ed esperienza ciò che davvero serve alla scuola perché sia un luogo di educazione e istruzione, e ne terrà conto, quando lo avremo, un governo che meriti di essere chiamato tale. Per intanto buona lettura e buon anno scolastico a tutti.
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Guido Ceronetti, 1927-2018

Ceronetti_Ti saluto

 

Solo stamattina ho saputo che due giorni fa – il 13 settembre – è morto Guido Ceronetti, “filosofo ignoto”, traduttore di Giobbe e di Isaia, dei Salmi e del Cantico dei Cantici, scrittore (vertiginoso-divagante, onnisciente-onnivoro), poeta (aspro e diseguale), aforista (ineguagliabile), stilista e stilita, polemista, giornalista, marionettista, uomo di teatro, vegetariano, apocalittico amico di Cioran, innamorato delle donne (purché non indossino pantaloni), profeta in pectore e molto altro ancora. Continua a leggere

L’atomo


Vivere d’amore, con uno sguardo d’amore, per cominciare a capire. Occorre volere solo questo: respirare col respiro di Cristo, attendere tutto e solo da Lui, convincersi che al di fuori della sua Persona nulla ha valore. Ma con Lui, anche l’atomo più insignificante è come l’oro purissimo, la perla più preziosa che esista.

Tom Waits e la corazzata Kotiomkin

In questi giorni il cantautore statunitense Marc Ribot ha fatto uscire una cover di Bella ciao cantata da Tom Waits. Un mio contatto su Facebook ha pubblicato il link al pezzo salutandolo con gioia, come alternativa all’originale che sarebbe a suo avviso un “nenia tediosa”. Questa persona non è certamente schierata a destra eppure ha ritenuto opportuno, persino in tempi come questi, dare quel tocco un po’ fantozzianamente liberatorio al suo post, come Bella ciao fosse una novella Corazzata Kotiomkin. Continua a leggere

Pensiero positivo?


Casa c’è di più bello dell’unità dei cuori? Con Gesù è così. E Lui pensa a noi, povere creature bisognose d’aiuto. Il pensiero positivo ci fa un baffo: uniti al Cristo è impossibile non pensare bene. Vive perché noi siamo felici, sicuri, riempiti di una Vita senza fine.

Che conta?


Abbiamo una grande chance: fare per Gesù, offrire per Lui. Dichiariamolo all’inizio del giorno: sarà tutto per Te. E ripetiamolo, nelle ore successive: per Te, per Te. È questa la nostra ricchezza, la vera gioia. Fare per Lui e come Lui. Il resto che conta?

Time machine: scritto nel 2011 ma ancora attuale? Giudicate voi….

La discussione in rete (e non solo) sulla rete sta negli ultimi giorni tornando ad agitare i pomeriggi afosi di chi ha appena finito le vacanze. Internet continua a essere la nuova frontiera, il grande universo rigirato che vive dietro gli indici cliccanti di milioni di persone. Il buco del coniglio è uno schermo sempre più piatto, dove a detta di molti si potrà scendere sempre più in profondità, con orizzonti e confini tutt’ora impossibili da delineare. È una vera e propria ‘corsa all’ovest’ dove alle terre si sostituiscono i ‘domini’ e dove ognuno, come nella migliore tradizione pionieristica, può crearsi una nuova identità a cavallo della quale rifarsi un’altra vita.
Si cercano regole. Si parla di buon senso. Regole e buon senso che difficilmente potranno essere trovate, se pensate sulla base dei parametri del mondo, cosiddetto, reale. La prima regola del mondo-internet, infatti, è che non pare esserci distinzione tra reale e immaginario, in una sorta di paradossale ricostituzione delle tre unità aristoteliche secondo la quale tutti possono essere (quasi) chiunque, in (quasi) ogni luogo e (quasi) nel medesimo tempo. Continua a leggere

They come di Ha Jin (China,1956)

Sometimes when you’re walking in the street,
returning home or leaving to see a friend,
they come. They emerge from behind pillars and trees
approaching you like a pack hounding a sheep.
You know it’s no use to hide or flee,
so you stop and light a cigarette, waiting for them.

Sometimes when you’re eating in a restaurant,
your soup served and your dish not ready yet,
they come. A steady hand falls upon your shoulder.
You are familiar with such a hand
and don’t need to turn around to meet the face.
The scared diners are sneaking out,
the waitress’s chin is trembling when she speaks,
but you are sitting there waiting for the bill.
After settling it you’ll walk out with them. Continua a leggere

Più


A volte siamo preoccupati: di perdere questo o quello, di non saper risolvere un problema. Ma non dobbiamo mai dimenticare che Gesù è lì, ci segue passo passo, conosce ciò che è bene e opportuno per il nostro cammino,
Piuttosto, cerchiamo le cose che ci accomunano con Lui: più gli somigliamo, più sul nostro volto appariranno i suoi tratti, più il Padre ci colmerà dei veri beni.

Trittico e lamentazione di Armando Rudi


di Giselda Pontesilli

Su Trittico e lamentazione di Armando Rudi

 

Leggendo Trittico e lamentazione del poeta di Mozzate, Armando Rudi, ci troviamo di fronte a un’idea di poesia come estroversione e introversione, e come reversibilità dell’una nell’altra: reversione continua, ciclica, perché, dopo le tre parti del Trittico (I Camini, Orti, Il Vento), canto esaltante dell’ambiente, del “paesaggio” culturale e naturale, c’è il controcanto, il ripiegamento interno e tremendo della Lamentazione (Lamentazione d’un Giobbe moderno), che noi però non  sentiamo come esito finale, bensì – talmente imponente e magnificante è stato il canto – come premessa d’un ritorno al canto, così come accade nel Libro Sapienziale di Giobbe, appunto. Continua a leggere

Il regno


Facciamo spazio a Gesù, chiediamogli che venga il suo regno, come in cielo così in terra, e Lui invaderà tutti gli spazi. Portiamogli anime: non sono mai troppe, non ne ha mai abbastanza. Vuole altri pesi sulle spalle, è il Buon Pastore. Parliamogli di coloro che vorremmo salvasse, non abbiamo timore di sovraccaricarlo: chiamerà con insistenza tutti quelli il cui nome noi pronunceremo.

Camminare


Gesù potrebbe farci santi in un istante, ma non lo fa. Vuole che fatichiamo con costanza, per rimanere umili. Anche Lui è salito sul Calvario, lentamente, sotto il peso infame della croce. Ed è arrivato. Bisogna camminare, con coraggio, chiedendo ad ogni passo il suo supporto.

Di fumetti ed esordi, con Fabrizio Palmieri

Agosto, esterno giorno, Messina. Un balcone con la vista sulla falce, i traghetti che fanno la spola da una sponda all’altra, una bottiglia di tè freddo ed Eliana Camaioni che mi ha ospitato nella sua casa-salotto letterario per intervistare Fabrizio Palmieri.
Autore del romanzo Di amori diversi, uscito a maggio per la casa editrice ad est dell’equatore (qui la scheda), fumettista, con tanti progetti da realizzare e alle spalle storie curiose.
Abbiamo parlato di scrittura, esordi, approccio alle storie, di un pullman nero con un dark dai capelli colorati alla guida e un cassetto pieno di sogni.

Iniziamo dal romanzo. Continua a leggere

Limiti


Siamo pieni di limiti, di pressapochismi, come li chiama la Bossis. Ma Gesù raccomanda di non scoraggiarci, di affidarci, perché sia Lui a colmarci, con la misura che gli è propria. Dobbiamo solo riconoscerci nulla, incapaci di tutto. Egli è per noi quello che crediamo possa essere: di là rimpiangeremo di aver creduto così poco.

Premio letterario Antonia Pozzi, Voci di un eterno dire


COMUNICATO STAMPA

Antonia Pozzi, VOCI DI UN ETERNO DIRE: il primo premio letterario che apre all’infinito e rivolto a giovani voci.

 

In una sede particolarmente esclusiva come quella di Clubhouse Brera verrà presentata alla stampa la prima edizione del concorso poetico, dedicato alla poetessa milanese Antonia Pozzi, VOCI DI UN ETERNO DIRE, ad 80 anni dalla sua prematura scomparsa.

In collaborazione con la Galleria Whitelight Art, Fondazione Crocevia, Puntoacapo editrice e con l’Abbazia Cistercense di Chiaravalle, nei pressi della quale la poetessa si tolse la vita a soli 26 anni d’età, saranno presenti numerosi esponenti della cultura italiana e verrà resa pubblica la Giuria Senior della quale fanno parte poeti, giornalisti e scrittori noti al pubblico; contestualmente si presenterà anche la Giuria Junior composta da studiosi del linguaggio e comunicatori, e verrà narrata la genesi di questo premio letterario e reso noto il suo bando che è rivolto esclusivamente a giovani dai 14 sino ai 26 anni. Continua a leggere