
Soffrire non è inutile né disperato. Qualunque dolore può essere vissuto in unione con Gesù. È questo che rende preziosa un’esperienza da cui spesso si fugge, mentre è la vera intimità con Dio.
Archivi autore: fabrizio centofanti
Lirico terapia. Elena Clementelli
Pensieri
Raffaela Fazio
Giudizio
Agonia con viaggio, di Valeria Patera
AGONIA CON VIAGGIO
Ti porto a Roma le dicevo e il corpo
Sempre più lenzuolo sempre più solo intreccio di fili
Nell’intelaiatura del letto acciaio vita che non molla
San Pietro campane campane
In quel suo essere già là
L’ultima forza tutta di una scaglia che fu
Donna minuta e fragorosa
Ora sempre più verso silenzi che continua a non volere
Sempre più sempre più se ne va
Sempre meno sempre meno ne resta
Di lei però uno stupore d’orecchio.
Roma, 1996
Note biopoetiche di Valeria Patera
Non ho mai dovuto chiedermi cos’è la poesia per me. La poesia è stata la scintilla primigenia di tutta la mia pratica artistica e nella sua più ampia accezione di poiein, ha innervato tutta la mia polimorfica e versatile produzione sia letteraria che teatrale. Continua a leggere
Crederci
Lirico terapia. Maria Luisa Spaziani

Dev’essere passato quel passero
Dev’essere passato quel passero sulla tua casa,
che qui sul terrazzo è planato a beccare briciole.
Mi diceva di te, del tuo risveglio,
del saluto silenzioso che mi avevi mandato.
Saprò riconoscerlo, il passero messaggero.
Aprirà le porte dell’alba, ospite benvenuto.
In secoli remoti sarebbe stato un angelo
ma in tempi sconsacrati mi va bene lo stesso.
Ogni epoca ha i suoi angeli. Ma il cuore è sempre vigile nella medesima attesa.
Deposito
Gioia
Il Verbo
Luigi Maria Corsanico legge Ted Hughes
Valore
Tenerezza
Lirico terapia. Cesare Viviani
Avevano ragione a dirci: non spingetevi oltre,
arrivate fino alla vigna grande e tornate.
Guardate le cose che già conoscete,
i tigli del viale,
la fila dei salici lungo il fossato,
l’orto della fonte vecchia, il boschetto,
dopo compaiono le case di San Romolo e proseguite
fino alla cappella e ai filari.
Fate il sentiero di sempre, fate
una passeggiata.
Difficile, forse impossibile non scorgere subito l’orizzonte simbolico che si apre dietro questi versi di Viviani. La strada sicura o il rischio? La poesia indica sempre il crinale della scelta.
Grazia
Lirico terapia. Giovanni Raboni
Sono quello che eravate, sarò
quello che siete, sussurro a chi spia
i miei passi da un letto di corsia
d’un padiglione di Niguarda o
del vecchio policlinico di via
Sforza, mi sopravvalutate, ho
un rene solo, presto perderò
l’ultima battaglia con la miopia
e il cuore, eh, il cuore… No, perdono, care
anime, perdono! non posso fare
l’unto della Morte qui, non si deve
insegnare a morire a chi già tanto
muore o così poco spera, soltanto
un’altra primavera, un’altra neve.
Tutti dobbiamo fare i conti con la malattia e la morte. E anche con gli altri. Raboni, come sempre, dà da pensare. E da sentire.
















