Il cuore, a volte, si affaccia sul mistero, scruta dentro il tunnel del tempo, sconfina e vede l’invisibile. Bisogna sostare a lungo sulla soglia per sentire la Voce, per porre domande a cui nessuno potrebbe mai rispondere. A volte solo i moribondi vantano un udito così fino.
Sonia, ti occupi di diverse cose, senza rientrare per fortuna nella categoria dei “tuttologi”, perché vai a fondo dei tuoi interessi e perché hai gli strumenti necessari per sviluppare un pensiero critico e originale. A proposito di pensiero critico, cosa occorre a tuo parere coltivare e cosa occorre evitare per rimanere lucidi e onesti intellettualmente?
Quando andremo davanti al Giudice, chiediamo a Maria di rivestirci della sua santità, per poter entrare subito nel Regno. È l’abito di nozze, confezionato dalla potenza sovrumana della Grazia.
Ho ricevuto Il Foglio Clandestino e l’ho letto d’un fiato. Certo, saltando qualcosa, ma nessun nome, sorpreso dalla qualità alta, dall’assenza assoluta di cadute di stile. Pubblicazioni come queste mi convincono che non tutto è perduto; Freud ha colto nel segno ritenendo che siano stati i poeti a scoprire l’inconscio, e dunque la poesia ha un potere terapeutico. Fanno bene, fogli così: occorre parlarne, desiderare che il postino suoni due volte e li recapiti anche a chi non legge, perché le parole prenderanno voce, si sintonizzeranno sulla lunghezza d’onda che invita a vivere sul serio – soprattutto in tempi come questo – e non semplicemente a sopravvivere. Per fare la rivoluzione è sufficiente rovesciare l’ordinarietà: la banalità diventa creativa, la disperazione sboccia in speranza. Ringrazio Gilberto Gavioli per il coraggio di credere in un’impresa difficile: la poesia è una clandestina che si vorrebbe espellere dai confini della vita “normale”, ma lei torna col piglio di chi sa di essere indispensabile a qualcuno. Il Foglio Clandestino è l’apparizione improvvisa di un testo che cade sotto gli occhi e non si può non leggere, d’un fiato.
Tornare a casa: rientrare in se stessi, emergendo dall’alienazione; ritrovare la fiducia, guarendo dalla diffidenza; scoprire l’amore, liberandosi dall’egoismo; lasciare questa terra, per entrare in paradiso. Tanti modi per dire salvezza.
Le sofferenze sono un’offerta per gli altri: agiscono misteriosamente per la loro salvezza. Per questo, in Cristo, non c’è sofferenza senza gioia. L’amore è gioioso, o non è. Rallegrati, Addolorata. Com’è possibile? Nulla è impossibile a Dio.
Stendersi accanto alla croce di Gesù: tutto diventa comprensibile nell’abbraccio di un dolore offerto; nulla rimane alieno, inservibile, nocivo. Il male è annientato dall’amore, non ha scampo. Da quel trono si regna, perché è il ponte di comando di chi serve.
Non ci salviamo per i nostri meriti, ma per i meriti di Cristo e di Maria. Sotto il loro manto stiamo bene, ci sentiamo a casa. Essere se stessi è stare a casa: non puoi non accorgerti di aver raggiunto la tua vera identità.
Dedichiamo un tempo alla preghiera, ma tutto il tempo dovrebbe diventarlo. Si può stare senza respirare? Spirito vuol dire respiro: che possa essere santo, in ogni istante.
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