Archivi autore: fabrizio centofanti

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Emily Dickinson, poem 254 – traduzione di Massimo Sannelli

 

«Speranza» è cosa alata –
Che ripara nell’anima –
E canta il canto senza le parole –
E non si ferma – mai –
E più che dolce – nel Vento – si sente –
E la bufera deve essere frusta –
Per impaurire Questa
Che riscaldò la gente –
Io l’ho sentita nella terra guasta –
Sul Mare che non c’è –
Neanche nell’Angustia
Chiese un grammo – di Me.

Questa poesia, tradotta il 12 marzo 2007, *tra buio e luce* (come tutto), non appare nel volume Emily Dickinson, *Su un Io Colonna*, La Camera Verde, Roma 2007.

Viaggi a due nell’Europa di questi anni, di Marina Tevini Torossi

viaggi

di Enrico Fraulini

Con l’avvento della televisione, che ci fa vedere ogni luogo del mondo dalla poltrona di casa, e la diffusione della rete internet, attraverso la quale possiamo metterci in contatto con gli infiniti siti in cui vengono rovesciate in continuazione tutte le informazioni possibili, quelle utili e quelle inutili, biblioteca incommensurabilmente più grande e più accessibile di quella storica di Alessandria, sorge spontaneo chiedersi il perché del moderno viaggiare. Il viaggio, nei tempi andati, quando si apprezzava ancora la lentezza, rappresentava lo spostamento della propria esistenza in altri luoghi in cui vivere temporaneamente e scoprire un nuovo modo di vivere. Continua a leggere→

Il gessetto consumato

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L’Italia era Alberto Manzi, una figura scura e seria che scriveva alla lavagna. C’era da fidarsi: parole misurate, un’aula sobria da cui mandava messaggi senza sottintesi. Persino Febo Conti appariva cristallino, domande chiare, l’aria di chi non perde tempo, perché un gioco può insegnare qualcosa sulla vita. Gianni e il magico Alverman erano più criptici, ma non si nascondevano dietro il velo del mistero: lo offrivano come un gesto solidale, un ingrediente complesso, ma ugualmente genuino. Carosello era pura finzione, stemperata tuttavia nello sguardo ammiccante di Calindri o nella trasparenza surreale di Carmencita amore mio. L’area inviolabile era la TV dei ragazzi, come la messa, o la partita in bianco e nero la domenica (un tempo solo, quello con più gol). Ogni tessera corrispondeva alla tessera vicina, in un disegno che ti configurava come uno in mezzo agli altri, uno degli altri. Cos’è successo dopo? Perché le immagini, oggi, tracciano solchi giganteschi fra un tassello e l’altro del mosaico? Cara Italia, dov’è finita la lavagna, la figura scura che parlava con mitezza, le lacrime per il ritorno a casa di un cane che si chiamava Lassie? Il disegno si è perso, la pioggia ha ingoiato anche l’ultimo rimpianto, come un gessetto consumato e ormai inservibile.

(versione audio)

Pausa al bordo della strada

di Alessandro Ansuini

Trasportato da una notte terrestre dalla brezza ispirata di un sogno, trovata e spaurita che rimase una pausa al bordo di una strada, contenente di tutto anche me sotto la radura, cielo senza intermittenza e dorato di un paese montagnoso straordinario. Persino senza osservare potrei percepire il bagliore, gli angoli e le facciate dei colossal da sciogliere, i chaos di abbigliamento e la luce vivida riflettente di molte piogge, che si trovano in qualche luogo sotto o dietro di me. La mia anima è stata assorbita da una sensazione di iridescenza, della libertà e delle altezze divine, ed ho levato i piedi all’infuori come una fiamma di piercing. E quanto gelosamente, senso di custodia da sottoscala contro l’alito della bellezza gigantesca che mi aveva circondato, quella, quella fiamma di sofferenza, era il centro esatto del paese della mia nascita. Continua a leggere→

Latitanze di Mauro Daltin

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Latitanze, di Mauro Daltin

Besa Editrice, pp. 120, 10 euro

Prefazione di Pietro Spirito

Recensione di Maurizio Mattiuzza

Forse questo è prima di tutto un libro che racconta la mancanza di quella dimensione orizzontale, condivisa, senza la quale nessuna società, nemmeno la più semplice, è davvero realizzabile.

Una mancanza che costringe tutti entro uno spazio angusto, soffocato, dove è possibile sopravvivere solo imparando quell’arte dell’apnea in cui sembrano maestri molti dei protagonisti di questi racconti di Mauro Daltin. Continua a leggere→

Filippo Ravizza viaggia come “Turista” nell’inquietudine del vivere

di Ottavio Rossani

Filippo Ravizza (Milano, 1951) è un poeta/filosofo, che un libro dopo l’altro (finora ha pubblicato quattro raccolte) persegue un’utopia:analizzare e descrivere una “fenomenologia della coscienza”. Inoltre, insegue un obbiettivo che oggi può sembrare arcaico: preservare la lingua italiana dall’inquinamento delle lingue straniere. L’integrità del linguaggio nazionale (nativo) si coniuga bene con il progredire dell’idea che l’uomo ha un compito da svolgere, è cioè salvare se stesso e la natura. “parlare con la natura è parlare con l’essere” – spiega. – E l’essere della natura è la strutturazione della coscienza”. Continua a leggere→

Silvina Pratt, Con Hugo

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di Alberto Pezzini

Silvina Pratt, Con Hugo, Gli Specchi Marsilio 2008, pagg. 247,  Euro 16,00.

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Come guardare il creatore di Corto Maltese direttamente dalla serratura. Un diario letterario ma di vita veramente domestica ed umana raccontato dalla figlia di Hugo Pratt. Una splendida fanciulla bionda con occhi che credono ed un cuore martoriato da un padre innamorato di un altro mare, quello di una vita sempre in salita. La vita di Hugo Pratt è stata come quella di un generale degli alpini che diceva:”Fate come la valanga che sale verso l’alto”. Un’esistenza al limite della resistenza umana.Scandita tra Venezia, Parigi, la Svizzera. La vita. Forse non tutti conoscono quale fosse la vera identità del creatore di Corto Maltese. Si ignora quanto fosse egocentrico questo Gemelli ascendente Scorpione. Uomo geniale, accentratore al cubo, iracondo quanto capace di gesti da fumetto drammatico. Continua a leggere→

Sociopatico, di Roberto Saporito

Io non sopporto più la gente, non sopporto più nessuno, gli esseri umani mi danno una sorta di orticaria esistenziale, un prurito all’interno del sangue. E’ anche possibile che io sia diventato sociopatico, oppure no, non sono io che sono diventato sociopatico ma loro, la gente, tutti quanti loro sono diventati sociopatici nei mie confronti, è possibile no!

Cammino rapido, e i miei passi risuonano sull’acciottolato della strada deserta, le mie suole di cuoio delle scarpe a punta di pelle di un qualche rettile abitante di qualche deserto rendono la mia camminata ancora più aggressiva.

I diodi luminosi dell’orologio della farmacia segnano le ore ventuno e trentasette: sono in ritardo di trentasette minuti sull’orario della riunione di redazione alla casa editrice. E io non sono mai in ritardo. Continua a leggere→

Nasce IN PENSIERO, semestrale multimediale dedicato alle arti e alla riflessione contemporanee

in pensiero

nasce il semestrale multimediale dedicato
alle arti e alla riflessione contemporanee

giovedì 18 dicembre (a partire dalle 18)
roma – presso gli spazi attigui di tralevolte
p.zza di porta san giovanni 10 – tel. 06 70491663

in pensiero n° 1_presentazione

a seguire festa fino a notte fonda con l’esposizione delle opere, la proiezione dei video, le performance poetiche, la presenza degli autori

dal 18 al 20 dicembre continuerà l’esposizione/proiezione/
performance delle opere contenute nel 1° numero

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Colomba di Pasquale, Il resto a voce.

restovoce

di Sebastiano Adernò

Esistono scansioni di cui scegliamo i parametri, anche per quelle dell’anima. Per questo rivolgersi al proprio io con la scusa dell’amato rientra tra le nostre facoltà. Basta non dimenticare che l’amore è un’opportunità di crescita e che per fortuna o purtroppo, vivendolo, ci regola nel tempo. Ma di un tempo che sa scardinarsi da ogni lancetta, che avanza e ritorna,supera e si blocca. Un tempo, come ci svela l’autrice, capace di sublimarsi nelle “istantanee / che arrestano
le maree”.
Prendiamo così consapevolezza che esistono epifanie, “episodi di luce”, capaci di fermare il moto e da
ciò nasce in noi, l’esigenza di saperle cogliere. L’amore come il mare ne sono un deposito. Continua a leggere→

Lettura di “Livorno” di Mauro Germani

LA PATRIA DELLE OMBRE

Lettura di Livorno di Mauro Germani (L’Arcolaio, 2008)
di Fabio Botto
Livorno, fin dai primi componimenti, si offre come una “città invisibile”, che in quanto tale non si lascia mai di fatto incontrare nella scrittura di Mauro Germani. Livorno ci viene offerta più come un non-luogo, la traccia di un’assenza o dell’assentarsi di ciò che, per inerzia fruitoria, ci si potrebbe attendere di incontrare in una raccolta di poesie che porta il nome di una città. Per esempio, qualcosa come il “ terreno delle radici”, le “ reliquie di una memoria”, la “genesi di un’identità a venire”… Continua a leggere→

I racconti della libertà, di Agnes Heller

In questo testo farò ricorso al concetto di grand récit (”grande narrazione”) nello spirito di Pierre Nora e della sua scuola di Storia e Memoria. Con ciò alludo ai racconti, alle storie, alle fantasie, ai modelli dell’immaginario che funzionano come una sorta di archetipo in una data cultura […]. Le grandi narrazioni europee sono da una parte la Bibbia, dall’altra la filosofia e la storiografia grecoromana. Si tratta di testi perché è l’unico approccio possibile a eventi, azioni e lingua parlata. Anche se oggi ne sappiamo di più grazie agli scavi archeologici e ai ritrovamenti, queste conoscenze aggiuntive non influiscono minimamente sul nostro rapporto con le grandi narrazioni. I testi, e non i reperti archeologici, vengono ancora oggi continuamente reinterpretati, presentati ed elaborati nella letteratura, nella pittura, nella filosofia, nella politica e anche nella vita quotidiana […] Continua a leggere→