Gesù è l’unico che ci conosce davvero: possiamo confidarci, come con l’amico più intimo che abbiamo.
Archivi autore: fabrizio centofanti
La ribellione dell’anima in tempi bui
In questi tempi di buio profondo, l’arma che può salvarci è l’anima, il suo percorso spirituale e l’amore, soprattutto la nostra capacità di darne. Dare attenzione alla nostra interiorità, ascoltare la voce del fuoco sacro, è la direzione che possiamo intraprendere. Dobbiamo scegliere, siamo chiamati a farlo costantemente, tutti i giorni, attraverso tutti i respiri. Siamo tutti responsabili perché tutti abbiamo la possibilità di scegliere, godiamo del libero arbitrio, anche quando siamo vittime del torpore e della disperazione. Ascoltare il fuoco sacro è permettere al divino di cantare in noi: “la mente diventa del tutto pacificata e salda, invita tutte le parti dell’anima alla ricerca di Dio e non è attratta da nulla di esteriore” (Diadoco, Vescovo di Foticea, Filocalia). Continua a leggere
Tardi
La Vita Desta, di Giovanni Scarafile. 1
Come facciamo a distinguere, nel flusso continuo delle nostre giornate, ciò che davvero merita attenzione? Perché alcuni di noi sembrano passare attraverso la vita come storditi, quasi trattenendo il fiato, mentre altri colgono sfumature, dettagli, vibrazioni sottili anche nelle cose più comuni? E quanto incide, su ciò che siamo, questa differente capacità di essere presenti? Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Pablo Neruda. 24
La poesia prima della fine del (o di un) mondo, a cura di Rita Pacilio. Antonella Corna

Tempi strani quelli di oggi, anche per noi italiani. Trascorriamo sempre piu tempo sui social e su internet: social media, streaming TV, video, videogame, ma anche ecommerce, podcast, banking online, lavoro da remoto. A dirla così sembriamo un popolo evoluto, ma in realtà, secondo una preoccupante statistica OCSE, per il 35% della popolazione, siamo affetti da analfabetismo funzionale, ossia l’incapacità di usare in modo efficace le nostre abilità di lettura, scrittura e calcolo. Siamo, dunque, incapaci di comprendere, confrontare e utilizzare efficacemente i dati in nostro possesso. In parole povere: parliamo senza capirci.
Mi vengono in mente certi tolk show televisivi, dove gli ospiti parlano a se stessi, più che all’interlocutore, perchè l’interesse non sta nel confronto costruttivo finalizzato ad individuare strade possibili da camminare insieme, ma nella volontà di primeggiare, col risultato – ben evidente ai più- di esaurire il dialogo in un parlarsi addosso che sempre con maggiore difficoltà riconosciamo come paradossale. Continua a leggere
I colori di Lpels
Domenico Pelini legge Saint John Perse
Per sempre
La’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino. 28
Ritratti di Contemporanei
Italo Calvino
Fu Zavattini, verso la metà degli anni ’70, a preannunciargli telefonicamente la mia visita in via Campo Marzio:
«Un ragazzo di belle speranze vorrebbe venire a trovarti. Ma attento, è molto impegnativo!».
Cesare riattaccò dopo qualche minuto e, rivolto a me, disse:
«Ti aspetta dopodomani alle 5. Sii puntuale, lui detesta i ritardatarî. Ma non trattenerlo troppo a lungo: ha mille cose da fare, quasi come me».
La mia visita durò una manciata di minuti che mi parvero ore.
Lavoravo da tempo sullo scrittore più arduo e sperimentale del Novecento non solo italiano, Antonio Pizzuto, che sarebbe diventato il principe dei miei auctores, e sùbito gli chiesi un parere:
«Lei è dall’altra parte della barricata: detesta l’avanguardia e ogni forma di obscurisme e di deformazione linguistica, quindi il Palermitano non riscuoterà certo il suo…». Continua a leggere
Passi
Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro
I senza-peccato
«In quel tempo, Gesù si avvio? verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più» [Gv 8,1-11] Continua a leggere
Else Lasker-Schuler
Dono
Edoardo Sant’Elia. Filosofia delle narrazioni contemporanee. La Solitudine. 4
La Solitudine 4. Le scoperte dell’occhio
È fatta di tante cose una città. Cose che risultano avvinghiate da legami antichi, misteriosi, viscerali; assieme ad altre casualmente apparentate, una vicinanza creata dal tempo, dalle occasioni, uno stare assieme senza metodo, senza ragioni apparenti. Continua a leggere
Fede
Alfredo Giuliani, Autunno del Novecento (LIC)
Alfredo Giuliani, Autunno del Novecento, Feltrinelli, Milano, 1984, p. 248.
In questa raccolta di saggi critici scritti tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, il novissimo Alfredo Giuliani, “poeta, docente universitario, critico letterario del quotidiano “la Repubblica”, passa in rassegna – con puntuali sortite nel nucleo più profondo dell’ “ispirazione” e della poetica dei singoli – grandi e piccoli, massimi e minimi esponenti di questa italiana e letteraria fine di secolo suggestivamente definita dall’Autore “autunno del Novecento”. Né dimentica, Giuliani, che lo scarso o ricco raccolto è sempre preparato, in qualche modo, dalle stagioni precedenti: ecco perché Saba, Svevo, Cardarelli, il futurismo, sono qui presenti a ricordarci e a parlarci di quella che del Novecento è stata la primavera o, al massimo, l’estate. Continua a leggere
Fino alla fine
Luigi Maria Corsanico legge William Shakespeare. 4
La poesia prima della fine del (o di un) mondo, a cura di Rita Pacilio. Salvatore Cantone
Ogni cosa ripete
sommessamente
nell’aria addio,
e addio toccherà
anche a me pronunciarlo
ogniqualvolta rivivrò
nel suono e nel sapore
del tuo labbro
che più non torna.
Quell’ultimo bacio
mi lasciò vibrare,
ascolta, ti prego ascolta
il mio cuore,
scordato strumento
che suonò d’amore.
da Morire d’Amore (RPlibri 2023) Continua a leggere


























