Archivi autore: fabrizio centofanti

Informazioni su fabrizio centofanti

https://gesuperatei.wordpress.com http://www.lapoesiaelospirito.it https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro


Incontri

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». [Lc 1, 39-45]

 

Visitazione del Pontormo. Pieve di s. Michele – Carmignano –

Non è solo un incontro tra due donne. Non è solo una visita fra parenti. È l’incontro fra due compimenti, fra due realtà femminili coinvolte in una assunzione del mistero. Entrambe, Maria ed Elisabetta, hanno accettato che l’impossibile entrasse nelle loro storie personali, fecondandole per un più di novità. Certo, ogni gravidanza ha in sé una novità. Certo ogni donna incinta è più o meno consapevole di quanto sta accadendo in lei e solo in lei, irripetibilmente.
Continua a leggere→

Piccole luci che illuminano un futuro di speranza per l’umanità

di Alida Airaghi

Sabino Chialà, Priore di Bose dal 2022, ha pubblicato presso le edizioni Qiqajon della Comunità “Donne generative che aprono un futuro”, testo di una trentina di pagine compreso nella collana Sentieri di senso.
Sei sono le figure femminili prese in considerazione dall’autore, protagoniste dei primi capitoli dell’Esodo, che si apre in realtà con l’elenco dei dodici nomi maschili dei figli di Giacobbe, evocanti le dodici tribù di Israele. Una storia, quella patriarcale qui narrata, segnata da “complessità e drammaticità, fatta di migrazioni causate dalla carestia, di accoglienza e poi di asservimento”.  Continua a leggere→

Gian Piero Stefanoni, La costanza del cielo

Nota di lettura di Lucianna Argentino

La poesia è un viaggio dentro sé stessi sia per chi la scrive sia per chi la legge, per chi la fa sua nella solitudine e nel silenzio di un inesauribile dire perché tale è il dire poetico. Una sorgente di pensieri, di emozioni e di sentimenti che non perde mai la sua forza, la sua pregnanza perché la parola poetica sgorga, a sua volta, dalle fonti inesauribili dell’essere e del silenzio. Questo appare evidente a chi, giunto a queste pagine, ha percorso e ripercorso la poesia di Gian Piero Stefanoni, ha sostato in essa e con essa si è emozionato e ha ritrovato nelle parole del poeta parte di sé stesso e anche di  più. Il dire poetico infatti esonda il suo stesso significato e va a riempire i vuoti oscuri del nostro percorso esistenziale. Continua a leggere→

Edoardo Sant’Elia. Filosofia delle narrazioni contemporanee. Il Mistero. 4

Il Mistero 4.   C’era una volta l’Uno. E c’è ancora

“Questa è una storia piena di amore e devozione, paura e violenza – e di scienza all’avanguardia”.
Così Heinrich Pas nell’introduzione al suo volume, L’Uno. L’idea antica che contiene il futuro della fisica. Ed ha perfettamente ragione. Quella che racconta, infatti, è una vicenda dalle infinite, tumultuose variazioni, infinita perché da sempre l’essere umano si interroga su un duplice mistero, ovvero sul mondo e sulla sua posizione nel mondo; da sempre elabora ipotesi che tenta di dimostrare, da sempre si esprime attraverso assiomi e raggiungimenti che poi regolarmente mette in discussione e supera, ricredendosi e tornando sui propri passi, per quindi contraddirsi di nuovo e procedere imperterrito alla ricerca di continue (impossibili?) certezze. Una ricerca non semplice né indolore, anzi costellata di rischi, di umiliazioni e sacrifici anche estremi – Galileo che abiura, Giordano Bruno al rogo – ma anche coronata da impreveduti successi: la carriera di Cusano, giunto ai vertici ecclesiastici malgrado le sue sintesi ardite, Marsilio Ficino fondatore di una nuova Accademia platonica che comprendeva maestri come Botticelli e Michelangelo.  Continua a leggere→

Rendez vous. Poeti che si parlano. Lorenzo Babini e Massimiliano Mandorlo

Con Luca Pizzolitto abbiamo immaginato uno scenario confidenziale, uno spazio e un tempo per parlare di poesia al di là delle forme più consuete. Ripartire da una condivisione che esplori le note nascenti della comunicazione artistica, un salto senza rete sulle corde della fiducia: è ciò che proponiamo per provare a far convergere, una volta di più, la poesia e lo spirito.

Rendez vous. Poeti che si parlano. Fabio Franzin e Riccardo Olivieri

Con Luca Pizzolitto abbiamo immaginato uno scenario confidenziale, uno spazio e un tempo per parlare di poesia al di là delle forme più consuete. Ripartire da una condivisione che esplori le note nascenti della comunicazione artistica, un salto senza rete sulle corde della fiducia: è ciò che proponiamo per provare a far convergere, una volta di più, la poesia e lo spirito.

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Che faremo?

«In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».

Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni annunciava la buona novella al popolo. » [Lc 3,10-18] Continua a leggere→

12

Charles Bukowski, la tragedia delle foglie

di Giorgio Stella

la tragedia delle foglie

mi destai alla siccità e le felci erano morte,
le piante in vaso gialle come grano;
la mia donna era sparita
e i cadaveri dissanguati delle bottiglie vuote
mi cingevano con la loro inutilità;
c’era ancora un bel sole, però,
e il biglietto della padrona ardeva d’un giallo caldo
e senza pretese; ora quello che ci voleva
era un buon attore, all’antica, un burlone capace di scherzare
sull’assurdità del dolore; il dolore è assurdo
perché esiste, solo per questo;
sbarbai accuratamente con un vecchio rasoio
l’uomo che un tempo era stato giovane e,
così dicevano, geniale; ma
questa è la tragedia delle foglie,
le felci morte, le piante morte;
ed entrai in una sala buia
dove stava la padrona di casa
insultante e ultimativa,
mandandomi all’inferno,
mulinando i braccioni sudati
e strillando
strillando che voleva i soldi dell’affitto
perché il mondo ci aveva tradito
tutt’e due