Archivi autore: fabrizio centofanti

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Franca Canapini, Misteri d’amore

di Gemma Mondanelli

Franca Canapini, Misteri d’Amore, ed. puntoacapo

L’incontro di Franca con il Simposio di Platone è stato uno di quelli che non si dimenticano, un incontro ricco di emozioni che ha mosso dentro di lei tutti quegli impulsi vitali che si erano sedimentati nell’anima per un’intera vita e avevano urgenza di manifestarsi in un vorticoso ed infuocato turbinio di parole.

Il libro, nato come pièce teatrale ne conserva ancora i connotati, anche se un successivo ripensamento lo ha reso un poemetto poetico da gustare  con una lettura personale e/o corale partecipe e di forte impatto emotivo. Continua a leggere→

La parola ai poeti. Alessandro Grippa

Tre immagini per una risposta

 

Una casa

(Tentativo di poetica)

“the mind poet stays in the house / the house is empty and it has no walls / the poem is seen from all sides / everywhere / at once.”
Gary Snyder

Ho ristrutturato il vecchio appartamento in cui abitai durante la mia infanzia. La casa (letteralmente) edificata nell’immediato secondo dopoguerra da mio nonno, costruttore edile. Rinnovata poi nei primi anni Novanta da mio padre, che di paterno ha ereditato oltre a una residenza anche la professione. Un’impresa che mi ha visto coinvolto per più di un anno, a stretto contatto con le diverse maestranze. Il progetto ha previsto la modifica di ambienti, funzioni e per inerzia arredi. Questo ha forzato l’originalità dello spazio, il ricordo che ne serbavo. Così ora dimoro in due case contemporaneamente: quella della mente e quella fisica. Due aree non (solo) sovrapponibili.  Continua a leggere→

L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino. 21

Le parole hanno spirito, sagoma, tempra

Mille volte al giorno sostituisco sbuffare a stronfiare, benché a sebbene, stazzonato a gualcito, immalignire a invelenire, pusillanimità a codardia, almanaccare a scervellarsi, crocchiare a cigolare, sciacquio a sciabordio, gozzoviglia a baldoria, abbaio a latrato, bricolla a tascapane, bislacco a strampalato, roccia a macigno, instabile a malfermo, mantello a pastrano guarnacca finanziera paltò palandrana mantiglia casacca tabarro zimarra; e immancabilmente devo rassegnarmi all’evidenza: i sinonimi perfetti non esistono.

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Rallégrati. Non temere

«In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. » [Lc 1,26-38] Continua a leggere→

Lo stato dell’arte. Maddalena Pezzotti


Emerge dalla contemporaneità una riduzione del linguaggio, innescata da dinamiche di imitazione, accettazione e riconoscimento, che in ultima istanza è interdipendente all’omologazione sociale, indispensabile all’imposizione di valori che si vogliono dominanti, il consolidamento di una cultura di massa svuotata di intenti o capacità critiche, e l’ampliamento della civiltà dei consumi. Il fenomeno giunge a risvolti di influenza e controllo, non solo su desideri, costumi e abitudini, ma su proiezioni, rappresentazioni e aspirazioni, di ampi strati della popolazione. Altro non è che una contrazione del pensiero verso un’idea totalizzante e una ricollocazione, su base utilitaristica e mercantile, dell’umanità. Continua a leggere→

Giorgio Stella, una poesia

Li vedi andare i fiori del passero nel tronco suo – essi amano il vaso che li confonde bene nella creta che dimentica la betoniera. Poi: la pioggia crebbe nel cesto maturo del muro con le uova spaccate da chi le ritrova intatte, rotte. Oh mio Dio! La pertica del sole commuove la discesa nella salita ma non si muove. L’ occhio è in ritardo al naso torto!

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Letizia Polini, Subsidenza

di Alberto Fraccacreta

sbaraccheranno anche l’ultima casa
cederanno solo
marciranno alla fine.
neanche quella forma di strada
non faranno più nulla
[cambiare forma innanzitutto]
non faranno più versi animali
[cambiare lingua]

*

[Le rocce sedimentarie generano da continui disfacimenti.
Le rocce sedimentarie contengono fossili.]

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Marco Munaro, Viaggio al Sud

di Giorgio Stella

Viaggio al sud

Le nuvole trascorrono sopra paesi
in cima ai monti,
sopra l’ occhio che le guarda stupefatto

ai fianchi, gli alberi digradano
Vorticano oscuro amore

Nota

La poesia di Marco munaro si sa è magnetica, nel caratterismo di una calamite sfingica – qui in Viaggio al sud il processo di ricomposizione del panorama è dettato dall’ oggetto a sé medesimo – (…) ‘ sopra l’occhio che guarda / stupefatto in un “oscuro amore” … ‘le nuvole (***) ‘in cima ai monti’ – ci piace pensare ad un’ atmosfera di sedie a dondolo di cappelli panama e perché no un bel sigaro… Siamo in Viaggio al sud no? E un bicchiere sempre in mano.

Le cattive parole, di Francesco Maria Marino

di Alida Airaghi

Due noti docenti universitari, i Monsignori Stefano Guarinelli e Dario Viganò, si sono occupati nel 2014 e nel 2016 della maldicenza come piaga devastante del vivere civile, in due volumi dal titolo molto espressivo: La gente mormora e Il brusio del pettegolo, rispettivamente per le edizioni San Paolo e Dehoniane.
Qualche mese fa anche Tau, altra casa editrice cattolica con sede a Todi, ha pubblicato un agile libro di Padre Francesco Maria Marino, dal titolo ancora più esplicito dei due citati: La lingua non ha ossa ma le rompe, e con un sottotitolo più ponderato (I peccati di lingua tra spiritualità e psicologia). Continua a leggere→

Giorgio Stella. La poesia cosmopolita

La poetica cosmopolita: l’ essere poetico è statico per emergenza non per urgenza di essere poetico – se si sommassero, i divisi, sarebbero moltiplicati dall’ essere poesia cosmopolita. Quante poesie si intitolano poesie!? La matematica non ci aiuta e allora andiamo nel ramo della religione… Cristo si è fermato ad Eboli ricordi!? Oh tu che leggi Dio! Quindi la condizione cosmopolita è una verifica retroattiva! In effetti un posto proposto dal posto medesimo si emancipa al piano successivo che lo ha amplificato come soggetto del successivo oggetto. La poesia cosmopolita non interroga la cifra che la suggerisce tale ma la immerge nella cifra stessa che, confermo, a sé medesima si attrae. Il gergo di voce non ci interessa: la poesia cosmopolita è il quando nel come del vuole, intendiamoci bene: niente.