
di Max Ponte
[youtube=https://youtu.be/C1aPzp2Y9oY]
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Giovanni Papini
C’è un canto dentro di me
(da Opere di Giovanni Papini. Volume diciassettesimo. Poesia in prosa. Cento pagine di Poesia – Giorni di Festa. Nuova edizione con molte aggiunte, Vallecchi, Firenze, 1932, pp. 273-276. Originariamente in Cento Pagine di Poesia, 1915, con qualche leggera differenza).
Interpretato da Luigi Maria Corsanico
Immagini da opere di Edgar Caracristi ©
Goffredo Petrassi
Kyrie, per coro e archi (1986)
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
diretti da Arturo Tamayo
Maestro del Coro: José Luis Basso Continua a leggere
Walter Siti e Antonella Anedda alla 12^ edizione del poesia festival
dal 2 al 9 luglio ad Ancona e in trasferta a Casa Leopardi
si parte da Bologna, con la prima e unica sfida poetica italiana online
8 giorni di festival, 40 ospiti italiani “italieni” e stranieri, musica dal vivo, proiezioni, tributi a Bob Dylan e Leonard Cohen, reading e incontri in 10 location
Una vacanza poetica in riva al mare, nei boschi del Parco del Conero e in monumenti secolari.
[youtube=https://youtu.be/0qbNFxXykaU]
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Giuseppe Ungaretti
Girovago
Campo di Mailly, maggio 1918
Lettura di Luigi Maria Corsanico Continua a leggere
Ho pubblicato questa poesia di Liu Xiaobo sei anni fa – quando si sperava ancora che il poeta e premio nobel per la pace potesse, un giorno, essere liberato.
Infatti, ieri o l’altro ieri, ha lasciato la prigione. Non come uomo libero però, ma con un tumore in fase terminale. Senza, così sembra, alcuna speranza.
Ripropongo la lettura della sua poesia che è la lettura della sua persona.
Voglio anche ricordare che in questi giorni, precisamente il 7./8. 7, ad Amburgo si svolgerà il vertice del G20, dei potenti di questa terra. Ottimo occasione per stringere ancora più forte le nostre intime relazioni eco-politiche con la Cina, un regime totalitario che, per nulla diverso dalla Germania nazista, commette i suoi crimini contro l’umanità sotto la luce del sole che vuol dire alla visti di tutti.
Probabilmente, in questo intreccio perfido di esclusivamente interessi economici, siamo coinvolti tutti quanti.
Basta controllare le etichette dei vestiti che abbiamo addosso!
Per Liu Xiaobo – e per tutti colore di cui non conosciamo nemmeno il nome! – vivere significa morire.
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Il poeta cinese Liu Xiaobo è l’unico premio nobel per la pace al mondo, tutt’ora in prigione. Co-autore della “Charter 2008”, un manifesto a favore della democratizzazione nel suo paese, nel 2009, Liu Xiaobo è stato condannato a 11 anni di prigione. Ovviamente gli fu impedito dalle autorità cinesi di andare a Oslo per la consegna del premio.
L’unico caso paragonabile nella storia è quello del giornalista e pacifista tedesco Carl von Ossietzky ( 1889-1938) , impedito dal regime nazista a ricevere il premio a Oslo nel 1936. Due anni più tardi, von Ossietzky muore a Berlino in seguito ai maltrattamenti e la tortura subita in vari campi nazisti.
“Writers in Prision” , un organizzazione internazionale che si occupa di scrittori e poeti in tutto il mondo, detenuti in prigione per motivi politici, ha lanciato una campagna per la liberazione immediata di Liu Xiaobo.
Si propone la lettura pubblica della sua poesia Tu mi attendi insieme alla polvere il giorno 20 marzo come atto simbolico. In questi versi, il poeta presta la sua voce a tutti coloro che non hanno la libertà di parola e che, anzi, per le loro parole non gradite dai tanti regimi dittatoriali nel mondo, rischiano di pagare con la propria vita.
Come membro di “Writers in Prison” ho deciso di tradurre – e fare tradurre – la poesia di Liu Xiaobo in più lingue possibili. Voglio precisare che tutte le traduzioni si basano sulla traduzione in inglese della poesia. Si tratta quindi di traduzioni libere. Sarà un atto filologicamente non del tutto corretto, ma, spero, giustificato dallo scopo…
Vorrei ringraziare di cuore a tutti i traduttori che hanno risposto alla mia richiesta e invitare altri lettori ad aggiungere una traduzione nella loro lingua!
L’attività verrà segnalata a “Writers in Prison” (London) e al “ Internationales Literaturfest Berlin” . Disse lo stesso Liu Xiaobo che in un sistema dittatoriale, campagne pubbliche come questa , a volte, sono l’unico mezzo per fare pressione sui regimi in questione.
E, purtroppo, al mondo ce ne sono ancora tanti.
Stefanie Golisch Continua a leggere
“Sì come i marinar’ guida la stella” di Monte Andrea da Firenze
Sì come i marinar’ guida la stella,
che per lei ciascun prende suo vïag[g]io,
e chi per sua follia si parte d’ella
radoppia tostamente suo danag[g]io:
la mia dritta lumera qual è, quella
che guida in terra me e ‘l mi’ corag[g]io?
Voi, gentile ed amorosa pulzella,
di cui m’ha mess’ Amore in segnorag[g]io,
ché troppo è scura la mia via e fella
a gir, se vostra lumera non ag[g]io.
La qual fa disparere ogn’altra luce,
ché, laove apar vostro angelico viso,
altro sprendor giamai non vi riluce.
Pulzella, poi m’avete sì conquiso
che sol per voi mia vita si conduce,
merzé, dal vostro amor non sia diviso.
“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi)

Les choses ne sont pas cachées – elles sont évidentes. Ce sont nos yeux qui sont voilés, épais, chargé de mémoires, d’a priori qui défigurent ce qui est devant notre visage. (Jean-Yves Leloup, commento al quinto lòghion del vangelo di Tommaso: Gesù diceva: Riconosci ciò che è dinanzi al tuo volto).
Una lettura dell’Ottava Elegia duinese
di Franco Di Giorgi
Sia in alcuni scritti critici ed estetici raccolti in Del poeta (Einaudi, Torino 1948) sia soprattutto nell’Ottava delle sue celebri Elegie duinesi Rainer Maria Rilke scopre nell’occhio umano quella specie di limite che un secolo prima Novalis aveva individuato all’interno dell’intelletto. Un limite visivo che, come un destino (Schicksal), non consente all’uomo di poter vedere l’esterno (draußen) e soprattutto quello che egli chiama das Offene, l’Aperto. Continua a leggere

Giovanna Menegus
Quasi estate
ExCogita, 2017
Il libro, venerdì 7 luglio prossimo alle ore 21.00, sarà presentato da Antonio Fiori ad Alghero – alla Libreria Cyrano.
‘Quasi estate’ è la prima silloge edita di Giovanna Menegus, autrice di un esordio già felice nel titolo e nella cura editoriale di ExCogita, piccola e orgogliosa casa editrice voluta e diretta da Luciana Bianciardi, figlia del compianto Luciano, giornalista e scrittore indimenticabile. Continua a leggere

La poesia di Francesco Randazzo è piena di sorprese. È il “grido della pietra”, una voce che non ti aspetteresti e invece è lì, a interpellare il tuo sguardo sulle cose, oltre che il tuo ascolto. È come se, da qualche parte, ci fosse una soglia da varcare, “una porta perfetta, di sette colori”, l’arcobaleno, certo, ma anche le note, o, che so, i sette sacramenti: perché a volte, di là, sembra che si apra l’inferno della carne; altre volte, il Paradiso ineffabile dei desideri puri e levigati. Tra salvezza e perdizione, piacere e sofferenza, bene e male, nell’intrico di linee aggrovigliate che è l’esistenza umana, operano “le dita che non sanno contare il tempo e la misura”, gli “strumenti umani”, direbbe Sereni, che non si sa mai se possano servire all’uopo o siano arnesi obsoleti di fronte alla complessità crescente della posta in gioco. Continua a leggere
A la stagion che ‘l mondo foglia e fiora
acresce gioia a tut[t]i fin’ amanti:
vanno insieme a li giardini alora
che gli auscelletti fanno dolzi canti;
la franca gente tutta s’inamora,
e di servir ciascun trag[g]es’ inanti,
ed ogni damigella in gioia dimora;
e me, n’ abondan mar[r]imenti e pianti.
Ca lo mio padre m’ha messa ‘n er[r]ore,
e tenemi sovente in forte doglia:
donar mi vole a mia forza segnore,
ed io di ciò non ho disìo né voglia,
e ‘n gran tormento vivo a tutte l’ore;
però non mi ralegra fior né foglia.
[youtube=https://youtu.be/D75rlYpfbXY]
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Pier Paolo, poesia di Eduardo De Filippo
da: “O’ penziero e altre poesie” di Eduardo, Einaudi1975
Lettura di Luigi Maria Corsanico
JS Bach Sonata No1 in G minor BMV 1001
Viktoria Mullova – Adagio
…………………………………………………………………
Pier Paolo
Non li toccate
quei diciotto sassi
che fanno aiuola
con a capo issata
la ‹‹spalliera›› di Cristo.
I fiori,
sì,
quando saranno secchi,
quelli toglieteli,
ma la ‹‹spalliera››,
povera e sovrana,
e quei diciotto irregolari sassi,
messi a difesa
di una voce altissima,
non li togliete più!
Penserà il vento
a levigarli,
per addolcirne
gli angoli pungenti;
penserà il sole
a renderli cocenti,
arroventati
come il suo pensiero;
cadrà la pioggia
e li farà lucenti,
come la luce
delle sue parole;
penserà la ‹‹spalliera››
a darci ancora
la fede e la speranza
in Cristo povero.
[Eduardo De Filippo, 1975]

da “Marianne Moore – Le poesie”, edizioni Adelphi,
a cura di Lina Angioletti e Gilberto Forti
Non c’è nulla da dire in tuo favore. Difendi
il tuo segreto. Tienlo nascosto sotto la tua dura
scorza di piume, negromante.
O
uccello, le cui tende sono state «grandi teli di canapa
egiziana», la pallida iscrizione zigzagante della Giustizia – Continua a leggere
[youtube=https://youtu.be/0ul6lcIFzLc]
da qui
Mario Luzi
(Sesto Fiorentino, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005)
Tre Poesie
Élégie – André Gagnon
Lettura di Luigi Maria Corsanico Continua a leggere
HO VINTO L’ABISSO di Jatzy Castillo (Venezuela)
Anche se fragile nella mia forza
e se è rimasta decapitata l’illusione
oggi pesto forte i miei piedi tra le pietre
e anche così la mia anima crede nell’amore
Sollevo dalla polvere le mie ceneri
restauro la mia pelle divenuta carbone
anche così mi sento bella
le mie ossa hanno vinto il dolore
[youtube=https://youtu.be/uxTnqkvJphQ]
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Lorenzo Mullon, artista e poeta itinerante, è nato a Trieste, e vive a Milano. Moderno trovatore, non in visita alle corti, si sposta tra montagne e giardini. “Il poeta – dice – nel suo vagabondare legge il destino nei sassi ed il pittore lo indovina nelle macchie di colore sulla tela”. Lorenzo gira quasi tutti i giorni nei parchi pubblici, soprattutto del capoluogo lombardo, declamando poesie alle persone che incontra e propone a prezzo poetico, offerta libera, i suoi libricini auto-prodotti e auto-pubblicati da Edizioni Del Parco e da Carmina Dant Panem Editore.” Continua a leggere
tratte da “Non sempre ricordano – Patrizia Vicinelli”, Casa Editrice Le Lettere – Firenze
L’acqua infetta le sponde dell’oblio
che sempre cerco – come viandante –
sulla strada senza riposo
come una mèta già sorpassata
silenzio
aria di pini
vertigini
di fronte all’uscita
troppa luce
ricorda disperatamente invece
brilla
la mia materia si fonde
in esplosione violenta e violetta
che sia la prima vibrazione sana?
l’aura e l’aureola e l’aurora
tempo congiungiti con le mie diramazioni
non sorpassarmi
non avanzarmi
sii uno col mio spazio unico
e il senso interno che mi guida a tracciato
dall’esterno –
fonditi. Continua a leggere