Archivi categoria: Poesia

Il canzoniere unico. Di Maria Grazia Lenisa


(Peschi in fiore)

IL CANZONIERE UNICO

Un cielo d’oro e piove tanta luce che fa prezioso

Il Sogno che consuma l’ultima cera

degli occhi

e si brucia nell’alchimia della Resurrezione.

Vedere rosa è ancora sogno umano a misura

dei peschi a primavera che danno

I frutti

con l’ammaccatura ed i vermi di dentro.

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La formica è nuda sulla sedia. Di Silvana Baroni


(Segni)

La formica è nuda sulla sedia

La formica è nuda sulla sedia
ho la lente funeraria e la vedo piatta liscia disidratata
scopro che le formiche invecchiano e muoiono di notte
inumate nel vaso delle bianche azalee,
penso e scommetto su quello interrato
quindi torno agli inutili esercizi da camera
seguita a vista da un metronomo.
Con le braccia sulla traiettoria degli stinchi respiro
così che la polvere va giù e divarica dentro
guardo in alto, il decoro delle nuvole è sempre più in alto
e al centro un isterico baratto impedisce da sotto l’impalo.
La miglior fuga è camminare camminare camminare…
sorpassare le formiche che muoiono. Continua a leggere→

Le costrizioni e-book

Giorgio Bonacini – premio Montano 2010  – Carte nel vento

Su  “Le costrizioni”
di Giovanni Turra Zan

Chi scrive (e in particolare chi scrive poesia) sa che ciò che fa si genera e si rigenera continuamente, nello sforzo di aprirsi una via verso il senso. La strada non è mai libera e il percorso è sempre accidentato, ostruito da condizioni materiali e formali che devono essere affrontate, mai aggirate, se si vuole veramente stare dentro il pensiero e la vita della poesia. E’ in quel preciso luogo che stanno le costrizioni che danno il titolo a questa raccolta. Turra Zan è un autore consapevole che le asperità e le difficoltà non possono essere diluite o evitate; anzi, bisogna rendere libera, e qualche volta necessaria, l’accoglienza di ciò che si scrive sotto gli obblighi che la lingua impone: coniugare nella significazione il respiro ampio della voce con il soffio stringente della vita. Continua a leggere→

Minuta di silenzio di Lorenzo MARI

Nelle fondamenta

Unire volume a volume, coprire i vuoti, riassettare
la stanza, comunque adorna, lasciata
dall’ultimo che è partito. Tentennare nel mezzo
e poi riscrivere il circolo del pensiero
che come vomere affonda impavido
nell’impiantito. Scendere, guardando
il mobilio – finto esercito allineato –
fino alle tubature, scalfendo;
raschiando oro in pellicola; cercando acqua
come rabdomanti ignoranti, avidi. Si troverà
l’acqua che di regola ci portano, con il suo prezzo
e con l’ordine del flusso. Più sotto
i maiali: liberi, sozzi, grufolanti. Bisognerà allora
riscrivere ciò che non esce, per un barlume
di vita, occorrerà ripresentare
il possibile, per un momento allibito
                                     di nascita. Continua a leggere→

Com’è dura accompagnarsi a un sms. Di Marco Bellini


(Francesca Woodman)

Com’è dura accompagnarsi a un sms. Di Marco Bellini

Ti ho lavata prima e dopo, spugna rituale
per la diffidenza, danza dell’acqua e la carne
usata e servita. Il riflesso
nell’oblò della lavatrice al mattino
cercarti anche lì. Il tailleur grigio
ti sorregge fuori le scale. Due capelli
lunghi sulla spazzola che sei vera anche ora.
Con il tuo lavo i denti
e il dentifricio è la tua bocca. Continua a leggere→

“Sapienziali” di Gianmario LUCINI

Da: Giobbe

Nessun libro contiene la parola
ma la parola tutti li contiene
soltanto così avrà vita e carne;
sarà impeto il libro, impeto e vento.

Nessuna parola contiene il silenzio
ma il silenzio tutte le contiene;
l’uomo che ama il silenzio
è un raffinato oratore.

Lascia il silenzio giacere nel limo
come il chicco d’inverno,
lascia che rimbombi nell’abisso
prima d’ogni sapiente giudizio;

ma non sarà il silenzio a ridarmi
la vita che ho perduto
né il lamento a fermare la sventura,
l’innocenza a proteggermi.

Io sono Giobbe, ho lottato col Silenzio
l’ho chiamato in giudizio per fami giudicare
per questo grido dal passato come il mare
che lambisce la terra e non la può possedere.

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2010 – 2011

E’ sempre un anno in meno.
Montagne di parole e gesti
cari o miserrimi
sull’orlo d’un burrone
da cui non è dato risalire.
Il cielo rosso e frizzante
di botti e luci colorate
ha però la carne e gli occhi
di chi promette e mantiene.
Vivremo nella fede scanzonata
del giorno dopo giorno
mai troppo leggeri:
la morte in una tasca
la vita nell’altra.

Nel traffico. Di Renata Morresi


( Giostra)

Nel traffico

What do we know? We’re just drivers

Che ne sappiamo? Guidiamo solo, noi

L’autista

Anche noi abbiamo visto il quartiere
a modo nostro riunito
le auto per colore e una maglietta
con le righe, con uno sforzo enorme
per comprendere gli avverbi
richiesto ai presenti d’essere tutti
attenti abbastanza a non mischiare
le immondizie, osservato la distesa
di pavimenti e porte
la spaventosa fiducia riposta
nel film preferito, nel giudizio
razionale, nella reazione a pelle,
la nostra intelligenza ornamentale. Continua a leggere→

Non importa

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da qui

Non importa che il respiro si spezzi ogni momento
nel tempo in cui la regola è morire,
dare fino alla nausea, alla vertigine,
non aspettarsi nulla, oltre il rintocco
di campane appena riparate.
Il regno è all’orizzonte della notte
con la faccia di Pietro, l’idraulico rumeno cui nessuno
affida più il lavoro, dopo l’incidente. In cambio
fu clemente l’auto da cui è stato investito l’altra sera:
dimesso poco dopo, all’ospedale.
Don Fabrizio! – ha gridato, incrociando i miei occhi appollaiati
sui suoi, nel ventre bianco del pronto soccorso cittadino.
Il Natale ha la faccia dei poveri, si nasconde agli scribi
e ai sacerdoti occupati nei riti solenni di una falsa religione.
Per conto mio
non credo più all’inferno e al paradiso:
vago di giorno in giorno
in una vita che non cessa di sorprendermi.

Quoth the Raven:”Nevermore”. Di Liliana Zinetti

Quoth the Raven:”Nevermore” 1

Forse per il vento
che premeva ai vetri
stamattina gli oggetti avevano
uno sguardo diverso, allucinato.
La tazzina di caffè
teneva sul fondo il giorno prevedibile, eppure
una diversa luce sfarinava le ore, il quotidiano
bussava a una porta che il giorno prima,
lo giuro, non c’era. Continua a leggere→

Varcare la soglia di una domanda. Di Francesco Marotta


(Sentieri nella neve)

varcare la soglia di una domanda

varcare la soglia di una domanda
rasente all’ombra che a fatica
recupera i suoi codici eccede gli argini
imponendosi torsioni di lingua
per esempio la trama discorde
che dai margini offre un sentiero
al silenzio

Da: “Esilio di voce” di Francesco Marotta (2009)

dono

Dono

“Un giorno così felice.
La nebbia si alzò presto, lavoravo in giardino.
Non c’erano cose sulla terra che desiderassi avere.
Non conoscevo nessuno che valesse la pena d’invidiare.
Il male accadutomi, l’avevo dimenticato
Non mi vergognavo al pensiero di essere stato chi sono.
Nessun dolore nel mio corpo.
Raddrizzandomi, vedevo il mare azzurro e vele”.

czeslaw milosz
berkeley

un caro saluto di serenità a tutta LPELS

Di Corsa. Viola Amarelli


(Soffioni)

Di Corsa. Viola Amarelli

?) Di corsa, da sempre la fretta. Persino nei sogni l’urgenza di fare, concludere il cerchio. O invece è la fuga nel panico, l’angoscia da adrenalina.

?) La fiamma crepita piano fin quando trovando la strada s’impenna. D’un colpo, la vampa, un attimo che sbalza fuori dal tempo, e da sé. L’accumulo dell’energia che esplode, e riempie. Il pieno, ricade svuotato. Vorace, la voglia di prendere tutto bruciando. Forse. Anche.

?) C’è una pigrizia di fondo, un bel fare niente. Occorre innaffiare le ortensie,. Ha messo begonie, usavano ai tempi di zie e delle nonne. Continua a leggere→

Codice 127ghp25 – di Franz Krauspenhaar

127ghp25

era un codice bancario, londonderry, nel fischiare inesatto delle bombe.

no, solo per dire che la banca è africana, è boliviana mentre il Che spara

e poi muore, è vietnamita mentre gli americani lanciano Corn Flakes

mortali. E’ tutto banca. BANCA. dinero santo. responsabile e subisce

inflazioni senza problemi evidenti. Banca mia banca mia godevole

troia banca, ti amo perchè sei sadica e io masochista così mi giri il culo

verso occidente, ecco, sai, l’amore è una strana combinazione di vita

e morte. traballante. sincera. cosmica nel farsi prodotto interno, (lordo.)

la banca amore. l’amore banca. ogni bancario amore. ogni amore al saldo.

anche i bancari hanno un’algida. amore verde dollaro, amore copeco, da due soldi, amore euro, impoverito

l’amore fregatura, la patacca, la svendita TOTALE. Continua a leggere→

E’ qui vicino il luogo che avevi in nome. Di Piero Marelli


(Roggia)

E’ qui vicino il luogo che avevi in nome. Di Piero Marelli

E’ qui vicino il luogo che avevi in nome
in parole fortunate – parla con un fiume una strada
una fotografia, se questa è la sua possibilità
di rivelarsi, anche in minima parte
nel cesto di pane e ricami
al centro della tavola – non so
se in questa casa volevi abitare
di un paese che i morti aveva dimenticato –
se le antiche, ma proprio per questo non solo
rimpiante parole, aspettano ancora
di essere vendicate – se il discreto
degli occhi dell’insonnia non ha saputo
rivelare il disegno del tappeto ormai in debito
di colori, se i figli delle favole
hanno diviso le loro voci.

Piero Marelli, La Pietra serena, Edizioni La Vita Felice 2001