Qualche tempo fa ho messo in rete alcune poesie di Cristina Annino, una poetessa singolare e straordinaria rimasta misteriosamente “nascosta” nel panorama delle patrie lettere da troppi anni. In seguito in alcune mail le ho chiesto del soggetto maschile nei suoi testi e soprattutto della sua vicenda editoriale. La sua risposta è talmente cristallina e forte già di per sé che non ha bisogno di filtri ulteriori.
L’io maschile potrebbe forse spiegarlo uno psicanalista. Io so soltanto di averlo usato naturalmente fin dall’infanzia. Tutto qui.
Per quanto riguarda il silenzio, diciamo, che mi circonda, è imputabile a fatti di due misure. Una mi riguarda come scelta, una no. Quando uscii con Einaudi nel 1984, Fortini si impuntava (così mi scriveva personalmente) affinché uscissi da sola: Walter Siti, curatore dell’antologia, preferiva farmi prima conoscere da un pubblico di lettori più vasto e poi pubblicare una raccolta poetica interamente mia. Decisione disastrosa perché Einaudi si sfasciò, Siti uscì dalla redazione,ecc,ecc. Continua a leggere





