Archivi categoria: Poesia

Sanfredianina di Rosaria Lo Russo

Reso immortale dal romanzo di Vasco Pratolini, il quartiere di San Frediano si trova “di là d’Arno”, vale a dire nella parte sud della città. Un tempo rione popolare, negli ultimi anni ha definitivamente perso il suo charme di vecchio borgo fiorentino per diventare un’ambita zona residenziale. La tradizione assegna alle giovani nate e vissute in questo quartiere una fama di ragazze schiette, “dai facili costumi”.
“
Sanfredianina“, pubblicato all’interno della raccolta omonima nel Quinto quaderno di Poesia Italiana (Milano, Crocetti, 1996), con prefazione di Antonello Satta Centanin (alias Aldo Nove) e mai più ristampato può essere visto come un raccordo essenziale nella ricerca della “poetrice” (poeta&attrice) fiorentina. I temi dell’adolescenza e del rapporto con la città natale (che verranno poi ripresi e sviluppati con differenti soluzioni formali nelle compagini successive) sono già presenti in questa “passeggiata campaniana” nel quartiere natìo, dove l’io poetante (ri)percorre, col cane al guinzaglio, strade e vicoli della propria memoria. [M.S.]
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Reflections (2) – Milano

“dove vai?” mi chiedeva mia madre
solcata dalle rughe della paura,
“ancora non so”, le rispondo ( dopo vent’anni )
da guitto di circonvallazione,
sempre un casino Piazzale Lodi
sino al prossimo semaforo
e gli attimi ti consumano le mani,
anche il volante si deteriora!

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Lingua falena balena…

Lingua falena balena
in nero cielo oceano libera
bocca a bocca
in rotta di silenzi.
Veglia di ventre e limbo
cargo di millenni.
Ingrembati al di qua
di culla vuota di culla
nel sonno del sogno
assolo d’un ritmo solo.

9 maggio 2007
-inedito-

Terre di confine – poesia in musica a Castel di Lama (AP)

Parte venerdì 11 maggio la rassegna di poesia in musica TERRE DI CONFINE che si svolgerà presso l’associazione Babazuf di Castel di Lama (AP), in Piazza delle Libertà, e presso il museo ARTE ON, in Via De Gasperi. La rassegna, patrocinata dal comune locale e organizzata dalla stessa associazione, vedrà esibirsi, in una scenografia corredata da una esposizione permanente di fotografie di Fabrizio de Fabiis, alcuni dei più promettenti poeti locali, già conosciuti in ambito nazionale, assieme a giovani musicisti che li accompagneranno nelle letture, in vere e proprie “performances”. Continua a leggere→

Chandra Livia Candiani: “una devozione leggera e costante”

“Tutti abbiamo una porta, non sappiamo cosa c’è dietro”
(Chandra Livia Candiani, La porta, la Biblioteca di Vivarium 2006)

Da La Porta

La porta.
Era.
Di ferro.
Certe volte di ghiaccio.
Perfino
di umano
costato,
allora il suono
del bussare
si faceva sordo
impossibile da ascoltare.

*

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da “Pause” (1988-1992) / 1

“La sua esistenza era una giacca provvisoria,non un abito fatto su misura” (Robert Walser)

Se scrivi una parola,
la parola che scrivi non è sola.
La luce tra interstizi
induce ai precipizi.
L’esplorazione della penna
sottesamente accenna
a un silenzio, un nume raro,
un fuoco avaro.

Francesco Musso (proposto da M/Merisi)

La lentra

La lentra

de luce

n filo

staman cusì belo presto.

I can

n zimo ar terazo

nient’autro

i ne miro

e de nient’autro

in se vesto

che de r campo d’Aprilo.

Entra/di quella luce/un filo/stamani così bello presto./I cani/in cima al terrazzo/nient’altro guardano/e di nient’altro/si vestono/che del campo d’Aprile.

Francesco Musso è poeta e intellettuale, sempre interessato alle parole e il loro significato. Scrive poesie in italiano, questa proposta fa parte della sua prima raccolta in dialetto, dal titolo L’era.

Vive tra la pianura di Fosdinovo e la Valle del Magra, sul confine tra Liguria e Toscana.

Reflections (1)

Strano questo millennio nel suo inizio,
figlio di un vecchio poco saggio che
si circonda delle peggiori disgrazie quasi
fossero belle dame da portare a un
happy-hour per un veloce aperitivo
e poi aspettare l’eclisse della città
oscurata e con occhi sopiti guardare
la metro che ingoia l’alba dell’ingordigia

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Da Lampadine, Ermes 1998, di Giancarlo Tramutoli

tramutoli_lampadine1.jpg

*
La vita è fatta a scale:
c’è chi scende
e c’è chi cade.

*
Curriculum

Elementare: Watson.
Scuola Media: Sherlock Holmes.
Liceo Classico: Conan Doyle.

*
Un santone trovò la vera pace
conservando una fede d’oro
in una credenza di noce
abbastanza popolare.

*
Un famoso architetto
andò in pensione
passando
dalla ricerca sullo spazio
alla ricerca dell’ospizio.

*
Che Guevara
ha lasciato ai poster
una lezione amara:
è dura la vita da clandestino.
Meglio quella da manifesto.

Federico Scaramuccia, da “Ninfe senza posa”

Estratte da una raccolta inedita composta da oltre 200 haiku, queste dieci “Ninfe” di Federico Scaramuccia sono altrettanti scatti rubati, cesellate polaroid metriche da un’Arcadia post-postmoderna. Ninfe vittime (o carnefici?) di metamorfosi che le fondono ad elementi presi a prestito in parti uguali dalla realtà quotidiana e da un immaginario fetish tutt’altro che scontato, hanno il potere di raccontare una microstoria (un microfilm?) con il solo ausilio di pochi -ma ben scelti- elementi figurali. [M.S.]

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