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E vedrai che un giorno ti servirà

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“La stellina e la luna”, “La quercia grande e i suoi visitatori”, “Le sette menestrelle” e a seguire “L’apetta golosetta”, “La signora Bisbetica e le sue ancelle Scarpa e Ciabatta”, “Lina la lucertolina”, “La scimmietta Pilù e la Savana”: sono solo alcune delle storie contenute nei volumi Le fiabe di Ambretta (Edilcolors, Joy Division, 2015) e I racconti fantasiosi di Ambretta (Edizioni Il Villaggio Ribelle, 2015) illustrati rispettivamente da Liliana Carone e Valentina Virdis.
Nelle parole dell’autrice, le storie contenute nelle sue opere sono “un inno al Creato e alle sue Creature e hanno tanti insegnamenti e valori che oramai, in questa nostra amata Italia, sono un po’ annebbiati. Nei miei scritti”, prosegue, “il rispetto per la Natura e i suoi abitanti è ricorrente, insieme a piccoli riferimenti religiosi”.
Ambretta Centofanti vive in un Continua a leggere

MARINO MAGLIANI, “IL CANALE BRACCO”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Marino Magliani, Il canale bracco (Fusta Editore)

MarinoUn nuovo viaggio di Marino Magliani nei luoghi d’Olanda. Dopo Soggiorno a Zeewiijk (Amos Edizioni), Il canale bracco (Fusta Editore), un’opera dal sapore consonante ma diverso. Qui, infatti, si parla non della zona di IJmuiden dove l’autore effettivamente vive – come nella prima opera –, ma del Noordzeekanaal, il canale che collega Amsterdam al Mare del Nord, nel quale sfocia proprio in corrispondenza di IJmuiden. Perché “bracco”? Per una sorta di calco italiano dell’aggettivo olandese brak, che significa “né dolce né salato”, in quanto a metà tra il fiume e il mare. Continua a leggere

Giacomo Sartori, “Rogo”

sartori_rogo_coverGiacomo Sartori, Rogo, CartaCanta – I Cantastorie, 2014, pp. 199, euro 14,00.

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di Andrea B. Nardi

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Bruciano le parole di Giacomo Sartori, nonostante siano di ghiaccio. L’ambivalenza è segno di questo romanzo, in forma e in merito. La scrittura, da un lato, colpisce acuta, schegge di brace ustionanti, secca e potente; le immagini, dall’altro, evocano cime nevose di freddo e desolazione, frustate da venti gelidi fin nell’anima. Così le storie, sospese nell’ambigua esperienza della maternità, oscillano fra entusiasmo e disperazione, bulimia e vomito, dolcezza sognante e incubi neri. La struttura s’impernia su tre personaggi femminili, tutti coinvolti nel rogo della gravidanza, ognuno a modo proprio, ognuno col suo destino mai coincidente con le aspettative.

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SUL TAMBURO 3

Francesco Russo, Viola! Viola! Duce ! Duce!Francesco Russo, Viola! Viola! Duce ! Duce!, di calcio, d’amore e di guerra, Orbetello (Grosseto) Effequ, 2014

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di Giuseppe Panella

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Francesco Russo, oltre a essere un giornalista e un esperto di relazioni internazionali (materia nella quale si è laureato alla Facoltà di Scienze Politiche), è un appassionato storico della Fiorentina (di ieri e di oggi). Ma, oltre a conoscere le vicende più o meno “segrete” della squadra viola, è anche uno scrittore emulo della grande tradizione narrativa di Firenze e soprattutto si è posto nel solco di Vasco Pratolini. Perché Viola! Viola! Duce ! Duce!, di calcio, d’amore e di guerra ricorda moltissimo le storie drammatiche ma anche struggentemente sentimentali, le iniziazioni alla vita e al sesso, le passioni politiche e sportive che costellano le pagine di libri ormai entrati nella storia della letteratura italiana come Le ragazze di San Frediano o Il Quartiere o La costanza della ragione. Ovviamente, lo stile sfoderato da Russo è molto più moderno di quello dello scrittore fiorentino e le articolazioni delle sue storie meno appesantite dal carico spesso ingombrante della necessità ideologica che predomina in alcune prove, anche molto notevoli, di Pratolini.

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Acqua rotta, di Augusto Benemeglio

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Gli Atti degli Apostoli vengono definiti dai biblisti la corsa della Parola. Di Dio, ovviamente. Anche Acqua rotta, l’ultima fatica di Augusto Benemeglio potrebbe essere definita così: la corsa della parola. Dell’uomo, ovviamente. Perché è un precipitare di eventi e parole senza fine, pur nello spazio circoscritto delle sue sessantaquattro pagine – compresa la bella prefazione di Maurizio Nocera. Continua a leggere

SUL TAMBURO 2

Paolo Di Paolo, Portami tanta vitaPaolo Di Paolo, Mandami tanta vita, Milano, Feltrinelli, 2013

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di Giuseppe Panella

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Il personaggio principale del romanzo, Piero Gobetti, appare quasi all’improvviso, così descritto fin dalle prime pagine dell’opera nel pieno della sua attività di provocatore:

«A questo punto il più smilzo – svettava per altezza, con una nuvola di ricci chiari sulla testa – si è alzato di colpo, ha raccolto il libro che poco prima aveva fatto cadere e l’ha infilato in una tasca già sformata della giacca. Al collo portava una cravattina a nodo fisso e i polsini di celluloide, sul naso un paio di occhiali tondi che in quella luce grigia brillavano. Sulle labbra, un sorriso malizioso, quasi di scherno. Illustre professore, ha spiegato, in verità si tratta di un’azione di protesta contro la sua persona, oltre che del tentativo di svegliare dal sonno la sua platea. Molti hanno nascosto le risate portandosi la mano alla bocca. E’ passato un interminabile minuto di silenzio. Il professore guardava fisso davanti a sé, come raggelato. Ha aperto la bocca senza che ne uscisse alcun suono. Poi, le prime parole sono state Quasi smarrito. Cominciava con questa ammissione la sua replica alla protesta?»(1).

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Marino Magliani, “Il Canale Bracco”

magliani_braccoMarino Magliani, Il Canale Bracco, Fusta Editore coll. Bassa Stagione, 2015, pp. 127, euro 12,00.

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di Andrea B. Nardi

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Ogni tanto bisogna tornare a Magliani. Come dopo un vino cattivo, uno spumante da poveri del cenone triste cui c’eravamo fatti convincere invece di starcene a casa coi nostri cani: il giorno dopo si ha voglia solo di acqua pulita e fredda, quelle fonti in mezzo ai prati d’alta montagna che mentre bevi senti attorno l’alito del fieno. Magliani è quella fonte; ripulisce via tutto, disseta e sazia, depura ogni nostro errore, riporta in equilibrio le nostre precarie fantasie.
La domanda odiata da ogni scrittore: «un romanzo di che tipo?». La domanda che dovrebbe essere odiata da ogni lettore: «di che parla?».
Un romanzo diventa letteratura solo se non è così codardo da chiudersi dentro un tipo (poliziesco, giallo, rosa, d’avventura, per ragazzi, per adulti, thriller, vegano, senza glutine, pastorizzato o di fantascienza): Anna Karenina che cos’è, un romanzo d’amore? E Raskol’nikov si muoverebbe dentro un legal-noir? Balle.
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Nel rispetto del cielo, di Paolo Ottaviani

Ottaviani
Un poeta gentile

di Augusto Benemeglio

1. L’Umbria

Molte cose mi legano a Paolo Ottaviani , autore del libro Nel rispetto del cielo, poemetti, haiku e poesie, puntoacapo editrice, 2015. Direi che mi trovo in sintonia con lui a partire dal titolo stesso di quest’opera, Nel rispetto del cielo , “quello spazio immenso /fra qui e l’orlo/ del cominciamento/ quando le spine dorsali / stanno tutte distese”, e nel rispetto profondo della mite Umbria gentile (“Chissà quale mistero mi portò dentro la tua leggerezza antica,/ in quel confuso fiume di parole/ senza miraggio di foce nel mare…”) che per moltissimi anni , ad ogni stagione estiva, venivo a visitare, ri-scoprire e ri-amare, in particolare Assisi (mia moglie è terziaria francescana) , con i suoi sentieri e il suo respiro francescano, ( “Respirano i sassi/sangue di giustizia/ d’acque, faggi e sassi/ sono già letizia”), la sua luce tagliente e la gioia silente , Giotto , il fondatore della lingua pittorica, le chiese gotiche, con le sue linee in tensione e lo slancio verso l’alto, e poi le sue vie strette e linde che fanno musica di liuto e di bandiere distese. Continua a leggere

Letture. Beppe Sebaste, FALLIRE: Storia con fantasmi.

di
Roberto Plevano

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Il nuovo libro di Beppe Sebaste Fallire: storia con fantasmi (Amazon Media EU, 2015. € 2,99) si legge, per ora, soltanto con l’app kindle. Il titolo nel margine superiore di ogni pagina porta la dicitura (ITALIAN EDITION). Messa lì per esigenze di catalogazione? Auspicio di prossima traduzione? Sul sito Amazon sta riscuotendo un certo successo: a qualche giorno dalla pubblicazione raggiunge l’alta classifica di vendita nel genere Fantascienza, Horror e Fantasy.

E davvero questo è un libro infallibilmente italiano: Continua a leggere

Fin dentro il mattino, di Floriana Porta

floriana porta
Una sinfonia della grazia

di Augusto Benemeglio

1. Venaria

Con la sua silloge di poesie, Fin dentro il mattino – Fondazione Mario Luzi Editore , 2015 –, Floriana Porta mi riconduce indietro di anni, quando vivevo a Venaria Reale ( allora ancora si chiamava così), ed ero un bambino spaurito, traumatizzato, annichilito dalla perdita della madre. Continua a leggere

La vita ha sempre ragione. A proposito di Youth di Paolo Sorrentino

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di Stefanie Golisch

Chi parla del vincere? Resistere è tutto.

R.M.Rilke

Premetto che questa recensione sarà un elogio incondizionato.
L’unica pecca del film (se non è ironico e quindi voluto!) è il suo titolo che ha portato fuori strada quasi tutta la critica cinematografica. Il tema di Youth non è la giovinezza o la vecchiaia, ma la mediocrità, l’inguaribile dilettantismo del vivere che purtroppo non ha né età, né paese.
Infatti, sulla montagna magica contemporanea, addobbata abbondantemente di mucche e montagne svizzere, non si salva proprio nessuno, giovane, mezzano o vecchio che sia. Continua a leggere

Sostituire il vuoto: su “Il canale bracco” di Marino Magliani

di Ade Zeno

Marino Magliani, Il canale bracco, ed. Fusta

(recensione originariamente pubblicata su Atti impuri)

MarinoHo incontrato di persona Marino Magliani in tre o quattro occasioni, quasi sempre di sfuggita, un abbraccio al volo e via, in ogni gesto la promessa di rivedersi prima o poi, unita al rimpianto di non essere riusciti, ancora una volta, a condividere qualche ora insieme in santa solitudine lasciando che le nostre voci e i nostri sguardi si affratellassero quel tanto che basta per suggellare definitivamente quell’istintivo senso di amicizia già collaudato grazie ai molto meno sporadici scambi a distanza. Di lui, in realtà, so poco, e il poco che so affiora dalla lettura dei suoi libri, dalle lettere che ci siamo scambiati e sopratutto dal ricordo nitido che conservo delle sue iridi acquose, quasi trasparenti. Ecco, credo che basterebbe intercettare gli occhi di Marino anche solo qualche secondo per capire che tutte le sue storie stanziano esattamente lì, aggrovigliate e fluide sotto quelle palpebre spalancate, sempre pronte a captare qualcosa di prossimo all’infinito. E credo anche che il segreto ultimo della sua letteratura tanto appartata e misteriosa si riveli nella condizione di esule in moto perenne fra i cui confini ha scelto di vivere. Continua a leggere

Thomas Piketty, “Il capitale nel XXI secolo”

Thomas Piketty, Il capitale nel XXI secoloThomas Piketty, Il capitale nel XXI secolo, Bompiani, pp. 946, euro 22,00.

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di Andrea B. Nardi

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Thomas Piketty è l’accademico francese cui vanno almeno due mirabili meriti: il primo, ovviamente, scientifico, per il colossale studio sul ruolo del capitale finanziario dall’Ottocento ai giorni nostri; il secondo, invece, editoriale. Egli infatti ha inconsapevolmente scardinato, direi: terremotato, le abitudini commerciali dei nostri pessimi editori. Per la prima volta da decenni, viene proposto al grande pubblico – benché dubito fortemente che tutti i suoi commentatori giornalistici lo abbiano letto per intero (esperienza, vi assicuro, non lieve) – un testo dal più profondo rigore storico, sociale, economico, in luogo di tutti gli pseudo saggi di sedicenti esperti, che ingombrano gli scaffali dei librai con argomenti, teorie e conclusioni totalmente campate in aria, senza alcuna referenza verificata, senza nessuna prova a latere, privi d’ogni elementare sostegno documentale.

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Marlene Dumas – L’immagine come fardello

Marlene DUMAS    Pour qui sonne le glas    2008   huile sur toile    100x90

Marlene DUMAS Pour qui sonne le glas 2008 huile sur toile 100×90

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di Andrea B. Nardi

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Marlene Dumas è uno di quei rari artisti contemporanei in grado d’emozionare sia lo smaliziato conoscitore dei linguaggi moderni, sia il neofita digiuno d’ogni altra espressività posteriore, mettiamo, tanto per cambiare, agli impressionisti.

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Alberto Toni, Vivo così.

Cuculo
Alberto Toni, Vivo così, Nomos Edizioni.

Di Rosa Salvia

La poesia di Alberto Toni è a mio avviso una forma eretica di esistenzialismo (ne è conferma questa nuova raccolta) che trova riscontro nell’antinomia filosofica fra determinismo e libertà: dove la libertà è affidata all’imperfezione, all’asimmetria, al dubbio, alla “precarietà ermeneutica” come precisa Mario Santagostini nella prefazione al libro. Peraltro il ricorso alla levità della linea “antinovecentesca” e “postermetica” (Saba, Penna, Caproni) porta nel pieno della ricerca stilistica più moderna e anticonvenzionale. Continua a leggere

Buon cibo tra piccolo e grande schermo

schena e ravera LIBRO
di Guido Michelone

Sull’onda di quanto propone l’Esposizione Universale di Milano, Expo 2015, dedicata ai temi dell’alimentazione mondiale, anche l’editore cerca di offrire un apporto culturale sul medesimo argomento, persino in un settore particolare come il cibo nel cinema. Continua a leggere

BUONA LETTURA: “LA LUCE SU IN PAESE” DI RENATO BERGONZI

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

BergonziA borgo Case Sparse si invecchia lentamente, “come gli ulivi giù in collina, storti e nodosi”. La selvaggina sta scomparendo, tordi e merli diventano sempre più rari e la “vita grama” costringe i giovani a scendere a valle, in cerca di un futuro migliore. I silenzi sono ormai interminabili. Le storie prossime ad essere dimenticate.
In questa magrezza tipica dell’entroterra ligure, Renato Bergonzi ambienta La luce su in paese (pentàgora) e dipana i capitoli della storia di Vittorio, l’ultimo abitante di borgo Case Sparse.
Una volta alla settimana, Vittorio attraversa il bosco per scendere da Oreste, alla bottega del vicino paese e scambiare quattro chiacchiere con gli amici di un tempo. Si parla dei posti buoni per la caccia, di quelli che nascondono i funghi porcini, della penuria del lavoro, delle case abbandonate. Continua a leggere

“Gli ignoranti – Vino e libri: diario di una reciproca educazione” di Étienne Davodeau

Gli ignoranti – Vino e libri: diario di una reciproca educazione, di Étienne Davodeau Gli ignoranti – Vino e libri: diario di una reciproca educazione, di Étienne Davodeau, Porthos, 2015, pp. 287, euro 25,00.

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di Andrea B. Nardi

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Deve essere bello saper disegnare. E deve essere bello possedere una vigna. Ve lo dice uno che non riesce a tirare una linea dritta nemmeno col righello, e che col vino ha un rapporto conflittuale (sono più tipo da birra, e da cocktail Martini). Étienne Davodeau e Richard Leroy sono due amici, il primo è un disegnatore famoso per i suoi reportage a fumetti, l’altro un produttore di vini naturali, entrambi raggiunti, nel proprio ambiente, da quella fama meno ossessionata dal denaro che dall’ottima esecuzione del lavoro, il che, spesso, è il primo presupposto dell’arte.

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