Archivi categoria: Scritture

Storie di surrealisti

di Mauro Baldrati
caillois.jpgRoger Caillois è uno dei grandi sconosciuti della cultura europea. Ha esordito giovanissimo nel gruppo surrealista, arruolato da Breton. Ci ha lasciato alcune testimonianze davvero curiose sull’attività del gruppo. Una volta, per esempio, lui, Eluard e Tanguy entrarono in un cinema in cui si proiettava un film tipo Quo Vadis. Il loro scopo era applaudire sonoramente quando i cristiani venivano dati in pasto alle belve. Cosa che puntualmente avvenne, e i tre furono invitati a uscire dal locale. Ma con gentilezza. E questa fu una delusione, perché speravano che il fatto avvenisse in malo modo, con urla, insulti e magari una rissa… Un’altra volta il poeta Réné Char gli chiese di essere presente mentre pestava un tipo che lo aveva offeso. Voleva un testimone che attestasse che aveva fatto tutto da solo, che non si era trattato di un pestaggio organizzato ma di uno scontro leale. Andarono quindi a cercare la persona, la trovarono, Char la riempì di botte e Caillois fece il suo dovere di testimone. Continua a leggere

Eriberto Guidi. Il canto delle cose

Ogni viaggio è un racconto. Nel momento stesso in cui è compiuto, tra le vie familiari della propria città, o in qualunque eletto altrove. Si raccontano da sé, i visi affacciati alle finestre, i passanti incrociati di fretta, gli oggetti disseminati di quotidiano, i paesaggi ammirati, i luoghi di sosta prescelti con la casualità accorta delle anime pellegrine.

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Provocazione in forma d’apologo 9

Permettete innanzitutto che mi presenti: io sono un Punto di Vista. Come, direte subito allarmandovi per le maiuscole, un Punto di Vista? Un punto di vista, così, semplicemente, senza un personaggio in carne ed ossa o almeno immaginario che lo sostenga? Ebbene sì, proprio così: un Punto di Vista nudo e crudo, uno sguardo sorto dal nulla e sporto verso il nulla; e poi un filo di fiato, un refolo appena sufficiente a sospingere la vela della penna sul lago in apparenza liscio della pagina.
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NUOVA ATLANTIDE di Valter Binaghi

(Da: V. Binaghi – I 3 giorni all’Inferno di Enrico Bonetti, cronista padano – Sironi)

bonetti

Alle periferie dell’Impero c’è più di un problema negli apparati di controllo. Brutti cedimenti nelle vie di comunicazione, e tumori come uova di piombo deposte dall’uccello della morte: dov’erano freschi giardini, ora ci sono campi minati.
Il paesaggio è cambiato, e a questo inverno non seguirà una primavera.
Niente paura. E’ solo il vostro corpo che vi sta mollando, ma è ancora presto per dare soddisfazione agli eredi. Prima, fatevi un giretto a Nuova Atlantide.
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Il bronzo ha un buon odore

La poesia del Giobbe è tutta in quelle vene rigonfie sulla pelle di bronzo sottile e invecchiata. Prima ancora che nel capo chino, nel corpo piegato alla volontà del Dio padrone. E’ un servo fiero che a ogni osservatore rinnova lo spettacolo della sua prostrazione: pare che si sia inginocchiato sulla pietra solo un istante fa, intorno al corpo senti ancora l’aria appena mossa, tagliata dalle braccia come da stanchi caparbi fendenti. Continua a leggere

Provocazione in forma d’apologo 8

Due notti fa feci un sogno bellissimo. Cominciava in modo angoscioso, poiché vedevo un cielo notturno quasi vuoto di stelle, e rischiarato soltanto da una decina d’astri brillanti di una luce così vivida da far pensare a un’esplosione imminente; ma subito dopo mi trovavo dinanzi al computer, avendo appena finito di elaborare uno schema cosmologico che sapevo pressoché perfetto: il quale schema consisteva in un foglio mezzo bianco e mezzo nero, con un cerchio bianco ad un estremo della parte nera, e un cerchio nero nell’angolo opposto della parte bianca.
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Stoss: contro la crisi del genio e del vero nel contemporaneo

Verità scoperta dal Tempo (1645 circa) – Gian Lorenzo Bernini

L’esperienza estetica, in alcuni pensatori, diventa il luogo privilegiato in cui si manifesta il vero, la dimensione che racchiude la via d’accesso alla verità. In Hegel l’arte è il primo gradino dello Spirito Assoluto, momento attraverso il quale l’Idea o Spirito (il principio della realtà) giunge alla piena coscienza della propria assolutezza, ovvero del fatto che tutto è Spirito e che non vi è nulla al di fuori di esso. Tale autocoscienza dell’assoluto avviene tramite un processo dialettico che si articola nei tre momenti dell’arte, della religione e della filosofia; queste attività esprimono lo stesso contenuto, che è l’Assoluto, ma si differenziano per la forma con cui lo estrinsecano: l’arte attraverso la raffigurazione sensibile, la religione tramite la rappresentazione, la filosofia per mezzo del concetto.

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due prose

Gennaio finisce duramente, con du’ fuochi che consumano la pace, TERMINATUR – e si è bene da una parte e da un’altra –, senza ambiguità. E la letteratura sarà esaminata. In un momento dice prendi, in altro togli, vieni, in altro, in altro vieni: non ti voglio, non sei mio. In un momento si risponde: io non sono una bandiera! non il tuo scialle! Gennaio è consumato duramente e in povertà. E’ eliminato un peso che esisteva, oggi no. La mente espone ora una città di mare, con la sua acropoli antica, su. Perché? Appariva al mattino quasi vuota, e piaceva così. In un’altra città marina c’era il sole: per patire, lì patirvi, un altro attacco sensuale. Lì è breve. Non si considera disgrazia, in nessun modo, e i mobili – sedie, tavolo, divano, lume, altoparlanti – devono sembrare la gioia delle mani, la loro estensione, intelligente o meno. Continua a leggere

In Itinere – Adriano PADUA

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In Itinere – Adriano PADUA

Adriano Padua
(Ragusa, 1978)

*

“poesia è fare spiragli, produrre crepe,
segnare filiture dentro
il sipario, dentro la Parete
Sbarrata”

(Emilio Villa)

*

Siamo di fronte a una scrittura poetica che fa della “necessità” – che si esprime in una urgenza quasi fisica, archetipica della parola, nonostante le tematiche la precipitino in una contemporaneità dolente e notturna – e della “consapevolezza critica”, tanto delle ragioni teoriche quanto delle opzioni stilistiche da cui muove e alle quali approda, la cifra più riconoscibile dell’orizzonte di ricerca in cui concretamente opera. Continua a leggere

DIZIONARIO / Alba

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IN THE MORNING YOU ALWAYS COME BACK

Lo spiraglio dell’alba
respira con la tua bocca
in fondo alle vie vuote.
Luce grigia i tuoi occhi,
dolci gocce dell’alba
sulle colline scure.
Il tuo passo e il tuo fiato
come il vento dell’alba
sommergono le case.
La città rabbrividisce,
odorano le pietre –
sei la vita, il risveglio.

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SCRITTURE #5 – Fabrizio CENTOFANTI

Vox Humana – Fabrizio CENTOFANTI

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“Quello che vorrei lasciare, in definitiva, è una “traccia umana vera e aperta”, magari lacerata dalla spinta degli opposti, ma pronta a ricevere una sempre miracolosa riunificazione.”

*

(Per i riferimenti biobibliografici si rinvia al “Chi siamo” di questo sito.)

*

E’ una poesia densa di materia questa di Fabrizio, sulla quale l’autore può esercitare l’uso della sensualità intesa come percezione d’Altro. Un “Altro” negativo fatto di macerie, polvere e sabbia, d’indistinto sul quale la voce del poeta passa a scandagliare e a scoprirne forse l’irrimediabile distanza; Continua a leggere

The cut (il taglio)

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di Franz Krauspenhaar 

ormai che mi portavo dietro, come un fardello invisibile, i miei problemi di ansia, perché l’ansia mi prendeva da anni allo stomaco e alla testa a tradimento, mordendomi come un invisibile cane idrofobo; con quel morso profondo nella mente, un solco di denti nettamente avvertiti nei pensieri più vari  e nei sentimenti più contrastanti, vagavo a volte per la città, sperando di arrivare presto a destinazione per trovare un po’ di requie.

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Nei giardini condominiali

Vi propongo questi inediti di Luisa Pianzola (in fondo, notizie sull’autrice).

*
Un colpo d’ascia, di netto, abbatte il frassino adulto. Del resto non credevamo
in lui, come non crediamo in chi non resiste.
Resistere all’ascia, da piccoli si fa, si riesce. Ma l’adulto vacilla, scricchiola, cede, vede doppio.

*

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San Valentino killer

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di Franz Krauspenhaar

Quand st co t vor av alm 5 min : 1 p parl 2 p accar 3 p guar 4 p sfior 5 p rimet ind l’orol e ricom da iniz///
Io no s cos si l’amor, o no m è dat saper. Ma s i brivid ch prov quan t ved, i nod al gol quan t parl, l timidez d u bamb quan t st accan, so amor… b, allor i t am///
Quan t h vist avev paur d parla, quan t h parla avev paur d baciar, quan t h baciat avev paur d amar, or ch t am… no h pi paur d nien///

La casa sul fiume

casa sul fiume

I bambini a spasso col cane, la casa in perfetto silenzio. Marta è seduta alla scrivania: arrivo alle sue spalle e vedo che il foglio è ancora bianco.
Il sole calante, un po’ prima che illanguidisca nel tramonto, è la luce che lei preferisce. L’anima dell’acquarello, dice, sta tutta nel colore: i tratti del disegno seguono fedelmente, come la parola alla cosa. Mi è sempre piaciuto starla a vedere, curva sul foglio immacolato per lunghi minuti, e spiare l’attimo decisivo in cui scaturisce l’immagine. Questa forma d’arte, che è estranea al mio temperamento verboso, sta tutta in uno sguardo fugace ma onnisciente: lo spirito creatore aleggia sulle acque primordiali, e sogna l’arabesco del mondo.
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L’uomo del giorno dopo

padre e figlio

Ai tempi della banda e delle guerre nei boschi, in casa divenni quasi irreperibile.

Svagato come una farfalla, entravo e uscivo praticamente non visto, non c’era vento né bufera che potesse tenermi lontano dalle robinie. Tornavo appena in tempo all’ora di cena, per farmi notare col sussidiario in mano da mio padre che rientrava dall’ufficio.
Mia madre, dopo avermi accolto con urla tali da perforare i timpani, all’arrivo del marito si poneva quieta tra me e lui e non faceva parola, come per proteggermi da un’improbabile sfuriata (che infatti non accadde mai, nei vent’anni che vissi con loro). Poi, sicura di avere scongiurato ancora una volta qualsiasi umana violenza o gesto d’amore tra padre e figlio, tornava ad occuparsi della cena e della casa, che governava come una caserma.
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DIZIONARIO / Acqua

gucc.jpgACQUA

L’acqua

in questa pianura distesa fra il Ticino e il Mincio
àvan fluire l’acqua àkw-a mulini gore
i fiumi umori fertili àhva: prateria umida e
gli alberi il verde àche paludi incanalate i la-
ghi le marcite argini rogge àvas: sorgenti che na-
scono vanno ritornano mani che lavorano vie
fluide aw macchine navigli energie elettriche l’ac-
qua abh è proprio l’origine-vita della Lombardia

(Guido Ballo, Altre arie lombarde)

***

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Che ne sai tu di un campo di grano?

campo di grano

Che ne sai tu di un campo di grano?
Con la faccia da sfottere rispondevo a mia madre in terza liceo, quando provava a investigarmi la vita, e in quel verso di Mogol c’era la distanza incolmabile tra me e il suo orecchio provinciale, educato da canzoni d’anteguerra.
Io ero una marmitta catalitica d’esperienza restituita in un turbine di idee, e comunque l’urto della vita nuova, che chiede spazio per sè.
Una lingua dura, per chi deve farsi da parte.
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Uno con Altri

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di Giovanni Martini

Ascoltate questo: la scrittura è fatta di strutture, non di contenuti. Quindi è fatta di stile.
Lo stile non sono le parole, certamente. Nemmeno le parole come le fai girare quando scrivi.
Lo stile è un’aria percettibile – direi uno spirito – che aleggia al di là di tutto.
Tutto è legato all’intento dell’autore, di lui che scrive.
E’quest’atto nobile, chino – solo – nell’atto stesso di esistere.
Non esiste elaborazione quando scrivi, sembra – ma non c’è.
La meraviglia è data – ex abrupto – dai corpi lessicali che prendono spontaneamente forma.
Se uno pensa di aver azzeccato l’idea, sbaglia.
L’idea infatti – che c’entra con la scrittura?
Puoi avere mille idee, ma se non hai lo stile allora manipoli. Cos’è quindi lo stile?
Potrei dire questo: è Uno con Altri.

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