Meta
La parola ai poeti. Giuseppe Nibali
Bologna. C’era pieno di neve, sulla strada, e gli spalatori l’avevano ammassata contro i margini e le mura delle case dove poteva finalmente sciogliersi adesso che il sole era comparso e la bufera finita. Una bambina, nella grande luce, aveva visto una pallina gialla dentro la neve e l’aveva tirata fuori. Come quella bambina, ho pensato, è fare poesia.
Vedere tutto, sentire tutto.
Ma anche conoscere, conoscerlo con candore, il mondo, che non significa, sia chiaro, affrontarlo con superficialità, anzi, tutto il contrario, equivale a sprofondare nelle cose. Continua a leggere
Il segno
La Spagna in lettere, di Annelisa Addolorato. Manuel Francisco Reina
Manuel Francisco Reina, è un poeta e scrittore spagnolo nato in Andalusia (a Jeréz de la Frontera, Cadice) negli anni Settanta. Da sempre amante (e studioso) del teatro, della musica – ha lavorato anche molto con la cantante e cantautrice spagnola Clara Montes – e della critica letteraria. Ho avuto modo di conoscere personalmente questo poliedrico scrittore in Israele nel 2009, durante il decimo Festival Internazionale di Poesia di Maghar, in Galilea, splendido festival ideato nel 1999 dal poeta e diplomatico Naim Araidi, dal momento che Io e Reina eravamo entrambi poeti invitati a partecipare a questo evento. Mi piace menzionare questo incontro e questo evento anche per la sua levatura, dal momento che si tratta anche di un Festival internazionale nato anche dalla volontà di conciliazione e convivenza pacifica che animava Araidi (scomparso nel 2015) e dunque gli e le artiste coinvolte nella iniziativa. La Galilea, splendida terra in cui storicamente e anche quando vi ci siamo recati per il festival hanno convissuto pacificamente varie popolazioni. Nel festival di quell’anno hanno partecipato anche poeti e scrittori provenienti dalla Turchia, dall’Irlanda, per fare qualche esempio, oltre che dalla Spagna. Nella stessa edizione incontrai sia Reina sia Aurora Duque (di cui parlerò qui in prossimi post di LA SPAGNA IN LETTERE). Lo stesso Araidi era druso.
Traguardi
Luigi Maria Corsanico legge Fernando Pessoa 46
Gratuità
Incontri X
May Swenson (USA, 1913-1989)
Domanda
Corpo mia casa
mio cavallo mio cane da caccia
cosa farò
quando voi sarete caduti
Dove dormirò
quale cavallo monterò
cosa andrò a cacciare
Dove posso andare
senza il mio cavallo
sveglio e veloce
come posso sapere
se si nasconde
nella boscaglia
pericolo o tesoro
quando il corpo mio
cane radioso sarà morto
Come sarà
essere nel cielo
senza tetto né porta
né vento per gli occhi
Dietro le nuvole girovaghe
come faccio a nascondermi?
Said (Iran/ Germania, 1947-2021)
Sii notte per me
Ci sono delle stelle cadenti,
amata,
che sanno la vita a memoria.
Più tardi penseranno che tu sia
una paillette persa.
Il cielo
vorrà aver dimenticato il tempo
quando tu eri la sua ospite. Continua a leggere
Vivere
Domenico Pelini legge Walt Whitman
Il segreto
Emil M. Cioran, Intervista letteraria con Christian Bussy (1973) [Interzona]
Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro. Ascensione
Ascensione [At 1,1-11; Ef 1,17-23; Mt 28,16-20]
Siamo abituati a considerare con positività gli incontri e le presenze, e continuamente cerchiamo di accorciare le distanze, non accettando che ci sia spazio fra chi si cerca.
Allo stesso modo, vediamo come distruttiva l’assenza, come vuota la distanza che si pone fra chi si ama. Sarebbe strano e incomprensibile il contrario.
Il rumore tremendo delle acque
Le acque dei fiumi hanno travolto tutto:
ho perso le foto dei nonni che conservavo
da bambino, i colori che usavano i miei figli a scuola
e le loro cartelle. Non trovo più il mio gatto
sarà morto annegato e il fiume l’avrà portato
lontano a chilometri da casa.
Il mio cane mi parlava ogni sera,
ad ogni passeggiata quando lo portavo a spasso.
L’acqua ha portato via ogni cosa:
ho perso i miei asini, le galline, i maiali.
I cani che c’erano nei canili e nei rifugi
stiamo cercando di portarli via.
Da queste acque che ci hanno visti riconoscenti
ora c’è una immensa sensazione di impotenza e di morte.
Inutile tentare di parlare alle acque,
inutile implorare di fermarsi dalla mia finestra
mentre cancellavano tutto, tutto quello che sono:
i miei ricordi sepolti dal fango.
La sventura è calata su di noi,
riempiendo le nostre case delle lacrime di dio,
ed ora che davanti al disastro
non ci sono più re, né corone
cerchiamo nuove zavorre,
nuovi aiuti, investiti da un’onda che ci sconvolga,
un’onda buona che non ci lasci afflitti
nella disgrazia che ci avvolge.
[immagine da qui]
Talenti
Incontri IX
Jacques Robinet (Francia, 1937)
Ogni poesia deve
strappare la parola
dal silenzio
per restituirla
al silenzio
Volker von Törne (Germania, 1934-1980)
Pastorale
Nulla so dell’inizio
Nulla so della fine
Muovo ciò che mi
Muove
Bill Knott (USA, 1940-2014)
Sbagliato
Desidero essere frainteso;
cioè,
essere inteso dal tuo punto di vista. Continua a leggere
Il miracolo
Incontri VIII
Bill Knott (USA, 1940-2014)
L’unica risposta
alla tomba di un bambino
è di sdraiarsi e fingersi morto.
Rainer Maria Rilke (1875-1926)
Cosa sarebbe la dolcezza
se non fosse capace,
tenera e ineffabile,
di farci paura?
Ella supera talmente
tutta la violenza
che, quando si lancia,
nulla si può difendere. Continua a leggere


















