Frammenti di Cinema # 64

Il cinema quantistico si è occupato anche dell’Aldilà. Uno degli esempi meglio riusciti è Storia di un fantasma – A ghost story (2017) di David Lowery. Qui è il fantasma che lentamente prende consapevolezza di essere dentro un loop circolare. Esiste un punto in cui incrocia sé stesso nel suo pellegrinaggio circolare. L’idea geniale del film è raffigurarlo secondo l’iconografia tradizionale, con lenzuolo bianco e fori neri, senza far perdere di credibilità e commozione alla storia. L’intuizione che sta dietro questo nuovo filone è mettersi dal punto di vista del fantasma. E se fosse lui a spaventarsi per la nostra presenza? Ad inaugurarlo è il capolavoro di Manoj Night Syamalan, Il sesto senso (1999) (interessante è anche The Visit del 2015). Ci resta il dubbio che il dottor Crowe, lo psicologo che indaga sulla capacità del piccolo Cole di sentire la presenza di fantasmi, sia egli stesso uno spettro. Proprio questa è la terribile scoperta della signora Grace (Nicole Kidman) in The Others (2001) di Alejandro Amenàbar.

Continua a leggere

Segnali


Ci sono reliquie sparse in tutto il mondo, tracce di sacro che indicano il cielo, segnali stradali per andare verso l’alto. Eppure è il Tabernacolo il luogo che riassume ogni tragitto, la mappa sicura che porta in Paradiso.

Mario Esposito, Versi d’amore erotico per Natalie Zumab

a cura di Alberto Fraccacreta

Come avverte l’autore in una nota d’apertura, il Natalizumab è «un anticorpo monoclonale, un farmaco per la cura della Sclerosi Multipla, malattia neurodegenerativa del sistema nervoso centrale che colpisce circa 2,8 milioni di persone nel mondo, circa 133,000 solo in Italia». Ringraziamo Mario Esposito per il coraggio della sua testimonianza in versi: come potrà subito arguire il lettore, si tratta di un ammirevole diario autoironico che non dimentica il dolore, ma che pirandellianamente riesce anche a esorcizzarne il peso con un misurato ‘sentimento del contrario’. Continua a leggere

6
0

Il sufismo di Rumi come strada verso l’Assoluto

di Alida Airaghi

 

I trenta ghazal di Rumi che Ponte alle Grazie ha pubblicato con commento e traduzione di Stefano Pellò hanno il merito di correggere il radicato cliché con cui la cultura occidentale, soprattutto anglofona, continua a leggere il mistico sufi di lingua persiana, facendo di lui un edulcorato cantore dei buoni sentimenti, animato da una spiritualità annacquata e da ingenua mansuetudine, e trasformandolo così in un campione di incassi ai vertici delle classifiche letterarie mondiali. Continua a leggere

Il canto che sorprende

di Giampaolo Centofanti

Poesie nelle quali faccio cantare tante persone. Spesso parla direttamente il protagonista. Sono storie inventate, nate però dalla vita di un prete che vive, cresce, in mezzo alla gente e ne sente il canto. “Maria da parte sua custodiva tutti questi fatti-parole lasciandoli condiscendere nel suo cuore” (Lc 2, 19).

Pellegrinaggio per l’Appia antica

Lucignoli fumiganti
per catacombe ancora
nella notte di Roma
del quo vadis.

La natura del vento

La notte nel silenzio le canzoni
volavano dai cuori nelle case
passando magari da bugigattoli
aperti al fresco dell’estate.

Il vento le portava, che’ sa molte
cose, le più nascoste pure.
Le posava discreto con un soffio
leggero nel riposo ignaro.

Erano sogni d’amore, preghiere
implorate da madri ansiose,
suppliche di pace ed altre belle cose
che sole la brezza può fare volare.

Continua a leggere

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro. Sesta domenica di Pasqua


V
I domenica di Pasqua, anno A, [Gv. 14,15-21]

 

Sarà possibile qualunque acquisizione di sé che non parta da una spoliazione di sé?

Quante volte abbiamo sentito dire che per amare gli altri, prima bisogna amare se stessi? E, siccome, ci si ritiene (falsamente e ipocritamente) incapaci di amarsi, non si ritiene possibile l’amore verso gli altri. Continua a leggere

10

20 righe (per niente facili) di Pasquale Vitagliano

 

L’amicizia con Abele Longo non mi inibisce dallo scrivere della sua ultima raccolta Scrittura con vista (Edizioni Terra d’Ulivi, 2023), a dieci anni da Reversibilità. Me la sono, infatti, goduta, trovando conferma che la poesia, come riteneva Ezra Pound, è una conversazione tra persone intelligenti (con l’augurio che possa valere anche per me). L’obiezione di autoreferenzialità è subito smarcata. Questo piacere è sempre plurale, anche quando è un dialogo. La sua poesia è a dialogica, che nel sentirsi parte di un tutto comprende anche chi non c’è più, scrive Doris Emilia Bragagnini nella prefazione.

Continua a leggere

Mara Venuto, Vora

a cura di Alberto Fraccacreta

Mara Venuto, Vora

Alla terra perpendicolare la caduta,
la vergogna dei cani deposti a marcire.
Vagare innocenti a due a due,
sui talloni il peso del domani e il suo travaglio,
la lucida sapienza delle viole.
In eredità lasciarsi calici dove nessuno beve
e restano come un danno nelle mani.

*

Forse il termine delle cose
è il piccolo osso sulla nuca,
la nocca di un indice
che dal buio chiede di aprire.
Bussare incastrati nel tempo
una pretesa carezza.

* Continua a leggere

La vita oltre la vita


Un uomo mi ha detto che durante la sua “morte”:

La voce mi ha rivolto una domanda: «Ne è valsa la pena? » E voleva dire se la vita che avevo condotto mi sembrava, ora che sapevo quello che sapevo, degna di essere vissuta.

Incidentalmente, tutti sottolineano il fatto che la domanda, per quanto definitiva e profonda nel suo impatto emotivo, non suona mai come una condanna. L’essere non rivolge la domanda per accusare o minacciare, perché il morente continua a sentire da parte della luce un amore e un’accettazione totali, indipendentemente dalla risposta. La domanda sembra piuttosto intesa a far riflettere il morente sulla sua vita. In un certo senso è una domanda socratica, rivolta non per ottenere un’informazione, ma per aiutare l’altro ad avviarsi da solo sul sentiero della verità.

12

Francesco Vitale, Lo spirito cuoce

a cura di Alberto Fraccacreta

Francesco Vitale, Lo spirito cuoce

Giorno dopo giorno

Immagina l’immagine
dei tuoi orizzonti
interpreta simulacri
che nuvole osano mostrare

saranno indizi
di un domani
domani?

Sospensione

Il tempo lacerato
lasciamolo ai suoi passi
come tele surreali
di una persistente memoria.

Play!
Billie Holiday
saprà come finire.

Francesco Vitale, Lo spirito cuoce, Edizioni Efesto.

2
0

Incontri VII

Erich Fried (Germania, 1921-1988)

Le misure

Si ammazzano i pigri
il mondo si fa diligente

Si ammazzano i brutti
il mondo si fa bello

Si ammazzano i folli
il mondo si fa saggio

Si ammazzano gli ammalati
il mondo guarisce

Si ammazzano i tristi
il mondo si fa allegro

Si ammazzano i vecchi
il mondo ringiovanisce

Si ammazzano i nemici
il mondo si ingentilisce

Si ammazzano i cattivi
il mondo si fa buono

Gianni Rodari (Italia, 1920-1980)

Bambini, imparate a fare cose difficili
È difficile fare le cose difficili:
parlare al sordo,
mostrare la rosa al cieco.
Bambini, imparate a fare cose difficili:
dare la mano al cieco,
cantare per il sordo,
liberare gli schiavi che si credono liberi. Continua a leggere