
di Giorgio Linguaglossa
Primo pomeriggio
Un sottopentola, o tovaglietta. Di paglia, un po’ sfrangiata ai bordi.
Per forza di colore bordò. Chiaramente usata.
Anche farsi una sigaretta. Tavolo con casamenti per l’intero universo.
Nessun profilo, tutte le cose messe di fronte.
Quando d’improvviso. / È l’ora dei nani, tre quattro mosse
in paradiso di coscienza. E lì scavare, scavare.
Grigio, colore dominante. Acqua di colonia. Blu e nero
il monitor confinante col cimitero.
Un campo di luce più ristretto di quello del sole. Ora
primo pomeriggio. Raggi dal sottosuolo bene attivi.
Fermo come impalcatura ascolto. Se cuore e bellezza
siano confinanti.
«Confina con me. Il sottopentola» dissi. Quindi lei
sbattè la porta. E giurò di non vedermi mai più.
L’importanza di ogni cosa è misurabile scandendo
ogni sillaba del prontuario “Nuovo tempo”. Metodi
per il soccorso giornaliero. Homo sapiens. Prima
del digiuno. Lui e la sua coorte di oggetti. Continua a leggere→