
Gesù ci ha insegnato il Padre nostro. Vuol dire che per Lui, quelle richieste, sono le più importanti in assoluto. Ogni volta che le impetriamo, compiamo un atto sacro, che ci unisce alla potente volontà del Cristo.

di Giampaolo Centofanti
Chiedo spunti sulla situazione attuale. Sui possibili sbocchi.
Situazione spirituale
Aspetti culturali
Aspetti sociali
La situazione esistenziale, in Occidente, è in condizioni pietose: alle persone si mostra, in modo martellante, ciò che non hanno, per trasformarle progressivamente in clienti. L’essenziale è che comprino: tutto il resto diventa secondario, compreso Dio, il quale, come nella Cappella Sistina, prende prima gran parte dello spazio e poi diminuisce, fino a sparire. Ciò che conta è l’oggetto, la merce. La religione diventa pubblicità: si pensi al noto spot di un caffè, che si svolge in paradiso. La vita spirituale si può ridurre ad atti quantificabili, come la benedizione delle auto, che nasconde spesso motivazioni discutibili, del tipo “non si sa mai”. La religione cosificata si oppone all’incarnazione di Cristo, che si colloca agli antipodi: qui ogni realtà si offre come memoria dell’amore che crea e custodisce. Anche nella Chiesa, a volte, si seguono maestri che guidano grandi movimenti, trasmettono valori e contenuti, ma si viene a scoprire che manca il dato più importante: il compromettersi in prima persona, l’esperienza di un Dio che visita te, che viene a cercare proprio te. Continua a leggere

Il Natale elettronico non è
che un trillo dello smartphone, di notifiche,
essemmesse, video su WhatsApp,
gif animate, cinguettii su Twitter,
post su Facebook, mi piace non mi piace,
rilinkami, ritaggami. È una Festa
o una centrale elettrica impazzita?
Gesù si è risparmiato tutto questo:
si è sorbito in diretta le molestie
di scribi e farisei, il riso di Erode
e le mani lavate di Pilato,
una perfetta gif
della paura atavica di amare.
Ma l’ennesima e-mail, almeno quella,
l’ha evitata, immune dal virtuale.

Il problema di noi umani è l’incoscienza, l’ignoranza, la resistenza, la paura. Un uomo-Dio ci chiama, chiede il nostro amore, e ne riceve spesso riso e insulti, dice il Cristo alla Bossis. In effetti, c’è di che pensare. E soprattutto c’è di che promuovere, con tutti i mezzi, la coscienza di questa situazione.

di Iole Chessa Olivares
Natale 2019
Forse non viene NATALE…
La stella cometa
errando nello stupore
s’ interroga: fermarsi
o attendere una chiarità suprema?
Chissà!
Nella guerra per l’apice
aspra arrogante
NOI
vanamente sfuggiamo a NOI
in devianti frantumi, lacerazioni
sempre affamati,
mai sazi di mondo.
Ah! paglia e paglia e paglia
per non sentire
per non vedere
ma la zanzara sale, vive con NOI
forza gli argini d’ogni vena
inferno richiama e perduto paradiso
sanguinando
fa saltare il lucchetto al cuore
trascina la spina dal rogo alle stelle.

Magie quotidiane
Il miracolo di un interruttore che accende la luce in una stanza buia.
La meraviglia di un rubinetto che fa sgorgare acqua, anche calda.
La potenza di un fornello che si accende e da fuoco per cucinare.
L’accoglienza di un materasso con le coperte, le lenzuola e i cuscini.
La sorpresa di un frigorifero aperto ricolmo di cose da mangiare.
Il confortante chiacchierare delle caffettiere e delle pentole.
L’avventura che i libri sul comodino promettono e mantengono.

Il regno dei cieli subisce violenza, e i violenti se ne impadroniscono: è uno dei passi più enigmatici dei quattro Vangeli. In realtà si spiega bene. Gesù dice che per seguirlo bisogna rinnegare se stessi e prendere la croce. Ecco dove sta la violenza: nel crocifiggere i propri desideri, l’amore di sé. È il preludio della risurrezione, dice il Cristo alla Bossis, vale a dire di ogni gioia.

di Giampaolo Centofanti
La libertà di crescere alla luce di ciò in cui si crede, anche nella scuola e nella comunicazione mediatica, e nell’incontro con ogni altra persona, comunità, cultura costituiscono una profonda via di rinascita personale e sociale. La democrazia sta involvendo nella dittatura soft dei poteri forti che tacitano in vario modo le voci alternative e cercano di teleguidare il popolo. Questo blog si propone di cogliere gli spunti non uniformati, degli orientamenti più diversi, dovunque si trovino. Certo nei limiti di una convivenza civile. Il pensiero unico, la falsa, impossibile, neutralità di un certo scientismo, stanno cercando di spegnere le coscienze, di rendere ciascuno un mero consumatore isolato dagli altri e perso in una massa anonima. Ma un mondo svuotato di slanci, di libera, vissuta, ricerca, di partecipazione va verso il crollo. Non lo si vede a tutto campo? Dall’ecologia, all’economia, alla psicologia, si cercano soluzioni tecniche ad un problema di base più profondo: la scomparsa di un’autentica, plurale, ricerca umana. In preda ai falsi meccanicismi della tecnica, degli apparati, la vita sulla terra va verso il crollo e nessuno sembra poter fare nulla. Serve un salto di qualità. Un passaggio epocale. Costruiamo dal basso una nuova società, viva di valori, non omologata.
Chi fosse interessato, può approfondire qui.

Il padre, questo sconosciuto
di Riccardo Ferrazzi
Atmosfere rarefatte, quelle di “Viale dei silenzi”, ma niente affatto cimiteriali. Atmosfere in cui si muove un protagonista impegnato in una sciarada, un’indagine, una ricerca molto concreta, che lo condurrà a una soluzione sorprendente. Eppure, al termine del percorso, quella soluzione risulterà la migliore, non soltanto dal punto di vista logico ma soprattutto in termini di sentimenti.
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Oche selvatiche
Non devi essere buono.
Non devi camminare in ginocchio
per cento miglia nel deserto in penitenza.
Devi solo lasciare che il tenero animale del tuo corpo
ami ciò che ama.
Dimmi della tua disperazione, la tua, e io ti dirò della mia.
Mentre il mondo va avanti.
Mentre il sole e i cristalli della pioggia
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Giacomo Sartori ci racconta un’altra storia.
Non bisogna credere troppo a quello che Sartori dice e mostra di sé (basta crederci soltanto un poco): che è scrittore e agronomo, che vive tra Trento e Parigi, che ha gli occhiali, insomma le determinazioni di spazio tempo occupazione figura che disegnerebbero le linee di un profilo umano: queste sono cose che si dicono, e si mettono sulle quarte di copertina, così, per decorazione.
No, lui è in primo luogo un raccontatore: afferra storie, le piglia, le mette giù per iscritto e le pubblica. E deve essere fedele alle storie che acchiappa, mica gli è concesso di fare voli di fantasia, di inventare (che è sempre un falsificare). Lui alle storie si attiene in tutti i dettagli essenziali, e le conduce dove devono concludere. Non dice frottole. Sartori è un professionista serio.
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