“Il giorno del Ringraziamento” – Capitolo 6

[Novella a puntate – testo e immagine di Monica Mazzitelli]

6.

Bussò perché vide luce filtrare dalla porta.
«Chi è?»
«Sono James, ti disturbo?»
«No no, entra, è aperto!»
La stanza aveva la stessa aria disordinata che aveva avuto quella di sua figlia da ragazza. In ventiquattr’ore Angela l’aveva fatta sua, piegata al suo bisogno di tirare fuori i suoi troppi vestiti e scarpe da una valigia verde dall’aria antiquata che aveva lasciato buttata per terra, aperta. Maglioni e pantaloni erano appoggiati ovunque, l’accappatoio appeso all’angolo della porta del bagno; c’era profumo di miele, gli parve. Ripensò un istante a tutte le sgridate inutili che lui e la sua ex moglie avevano speso per l’indomabile caos di Carrie; allo sguardo sempre innocente e sorpreso che lei rivolgeva alla sua stanza durante le loro tirate: dove loro vedevano macerie e lacerti, lei rispecchiava sé stessa. Ed era così calda la sua camera, piena di speranze e desideri, di vita; al contrario del resto della loro casa dove anche i cuscini sembravano posizionati col goniometro; lucida, fredda. Gli parve di capire Carrie per la prima volta, sentì la sua voce dentro chiederle finalmente scusa. Continua a leggere→

Luigi Maria Corsanico legge Sergéj Esénin

[youtube=https://youtu.be/VZ1m7GVzbiU]

da qui

Sergéj Esénin (1895-1925)
Io lo ricordo, amata…
(Traduzione di G. P. Samonà)
da “Poesie”, Garzanti Editore, 1981

Lettura di Luigi Maria Corsanico
Christoph Gluck, Orphée et Eurydice, Mélodie
Isabel Won, Cello

Fotografie di Leonard Misonne e Gertrude Käsebier

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La porta


La poesia è bella, ma non piace a tutti. Ogni tanto mi scappa di leggerne a mia madre, ma è un fallimento certo. Magari, per farmi piacere, fa una smorfia, protende il volto, ma niente: neanche per sbaglio le esce un “bello”, “che forza”, “mi ha commosso”.
Questo per dire che esistono realtà straordinarie in assoluto, ma non basta perché siano apprezzate.
Così è per Cristo: è bello senza discussione, buono e vero come nessun altro, ma non tutti lo vogliono. Quando parlo di Lui, mi accorgo subito dei bendisposti e di chi invece pensa ad altro: si distrae, controlla l’ora, ha lo sguardo fisso nel vuoto.
È spiacevole, visto da noi; ma per Gesù è fonte di tristezza.
Turoldo scrisse un libro intitolato “Anche Dio è infelice”, e tutti a dire: ma che roba, come si permette, il Signore è l’eterna beatitudine. E invece ci aveva indovinat?: Gesù si rattrista, se qualcuno non lo vuole. A saperlo, ci si penserebbe, prima di metterlo alla porta.

“Il giorno del Ringraziamento” – Capitolo 5

[Novella a puntate – testo e immagine di Monica Mazzitelli]

5.

«Hai un po’ di farina sulla guancia Minnie!» le disse Mike con un sorriso incontrandola mentre usciva dalla cucina.
«Uh! Davvero? Beh considerato che ho tirato la sfoglia di tre libbre di fettuccine è normale!» sorrise lei passandosi il dorso della mano sul viso.
«Fettuccine fatte in casa? Accidenti… Tre libbre?»
«Occhio e croce penso di sì… Francesca dice che in Italia si misurano sulla base di quante uova, non dal peso… Tante fettuccine comunque, una montagna!»
«Fantastico, non vedo l’ora di cenare.»
«Sentirai che meraviglia il sugo di porcini!»
Rimanevano ancora in piedi fuori dalla cucina, con la pendola che aveva appena battuto il piccolo rintocco della mezz’ora. Si sorridevano in silenzio, con nulla da aggiungere, ma senza imbarazzo.
«Stavi uscendo?» Continua a leggere→

“Essere gli altri” di Alessandra Corbetta

alessandra

NEI FRAMMENTI
C’è una fortuna nella moltitudine:
tu non la vedi o non credi;
ma c’è una forza negli sprazzi
quando dell’intero solo il ricordo è ammesso.

Forse per questo
io amo stare dentro i frammenti:
perdonami
per questo tutto
che non posso volere
interamente.

da “Essere gli altri” di Alessandra Corbetta (LietoColle)

***

Alessandra Corbetta è nata a Erba il 4 dicembre 1988. È dottore di ricerca in Sociologia della Comunicazione e dei Media e collabora come Web/Social Media Master e come Content Writer con La Casa della Poesia di Como. Ha scritto per la rivista culturale Alfabeta2. Per Flower-ed ha pubblicato la monografia poetica “L’amore non ha via” e per Silele Edizioni il romanzo “Oltre Enrico (Cronistoria di un Amore sul finale)”. Scrive di poesia, società e cultura per il blog Tanti Pensieri e di New Media per il giornale online Gli Stati Generali. Per il blog Menti Sommerse dirige la rubrica poetico-letteraria “I Fiordalisi”.

Per info sul libro
Il sito dell’autrice

La pace


La pace è un tema equivocato. Si comincia da bambini, perché la maestra non può esimersi dal proporlo in classe. Ne sai nulla di nulla, ma ti arrampichi sugli specchi sperando che tutto fili liscio.
Crescendo cominci a litigare, per cui circoscrivi il concetto al “fare pace”, che spesso è un formalismo funzionale a evitare ulteriori fastidi.
Poi c’è l’deale, materia per giovani naïve, con la vocazione a mettere, come si dice, i fiori nei cannoni.
Successivamente, è un correttivo alla nevrosi che minaccia di inquinare la vita sociale. Non si distingue molto dalla valeriana, in casi estremi da uno psicofarmaco.
Ma viene l’ora in cui la pace è il dono della profondità, l’identità emersa, l’Archetipo del Sé. Sperimentata una volta, è impossibile staccarsene.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace: in quel “mia” c’è il segreto che per tutti è auspicabile scoprire.

“Il giorno del Ringraziamento” – Capitolo 4

[Novella a puntate – testo e immagine di Monica Mazzitelli]

4.

Angela, Mike e Minnie li raggiunsero, venivano dal lato opposto del lago. Angela si sedette sulla panchina guardando i rametti di abete che Minnie teneva in mano.
«Non è come la salvia selvatica che si deve usare secondo il rituale nativo-americano, però il profumo della resina secondo me andrà comunque bene per allontanare delle stanze gli spiriti maligni.»
«Dici che ce ne sono?» chiese Angela alzando un sopracciglio.
«Penso che ognuno di noi si sia portato dietro i suoi demoni,» fece Jeff «vero Minnie?»
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Mio padre la rivoluzione

di Antonio Sparzani

Non mi è facile scrivere una recensione di Mio padre la rivoluzione, di Davide Orecchio (Minimum Fax, 313 pagine, € 18,00), perché non so da dove cominciare, ma ci tengo a farlo perché è un libro che mi ha molto colpito. Comincio a dire che si tratta di 12 “capitoli”, non proprio racconti, o forse racconti visionari, tra loro indipendenti, nei quali l’autore gira intorno a, o scava impietosamente dentro, la rivoluzione d’ottobre e molti successivi avvenimenti che a quella rivoluzione sono idealmente collegabili.
Personaggi chiave in molti dei pezzi sono Trockij soprattutto, nell’URSS e anche nell’esilio messicano, ma anche Stalin e Lenin, e Bucharin con squarci impietosi sul terrore staliniano dei tardi anni ’30. Tutto però è reinventato e riscritto con libere fantasie: Continua a leggere→

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Se il male è sempre in prima pagina un motivo dev’esserci. Tendiamo a proiettare all’esterno i conflitti interiori: la rabbia inespressa, un senso frustrato di giustizia, l’angoscia irrisolta. Da qui la fortuna dei film horror, della real TV, dei TG infarciti di cronaca nera.
Il bene, invece, è incline a sparire. Non fa notizia. O, se conquista la ribalta, risulta goffo, impacciato, come a farsi perdonare d’esser lì, al posto di un furto, di un omicidio, di uno stupro.
Vale anche per la nostra vita. Il bene che facciamo, spesso, cade nell’oblio, sommerso dagli aspetti negativi. Chi fa violenza, sembra averla vinta: non sente ragioni, s’impone, cancella ogni presenza dell’altro da sé.
Ecco perché dovremmo ricordare e custodire il bene che compiamo: non per ostentarlo nei talk show, ma per avere a portata di mano un antidoto al male che ci assedia.

“Il giorno del Ringraziamento” – Capitolo 3

[Novella a puntate – testo di Monica Mazzitelli, immagine di Mikael Moiner]

3.

La vista, gli aveva detto la signora Chimenti. E gli scoiattoli. Li aveva sentiti da molto presto, erano almeno in due a giocare, là fuori. Eileen si sarebbe alzata per guardarli: lo fece anche lui. Il lago era argento fuso, gli abeti arrivavano a carezzare la riva. Verdi e austeri, sembravano un vecchio consiglio di saggi, senza ammonimenti per lui. Solo far passare il tempo e sfumare il dolore. Forse questo weekend non era stata una bella idea. O forse invece no: non era l’idea a essere stata sbagliata, ma la sua realizzazione. “Una cosa strana” gli aveva ripetuto Carrie al telefono.
Si vergognò un po’. Che avrebbe pensato Eileen che era andato lì da solo, a spendere 800 dollari per quella cosa “strana”?
Ma no. Che brutto pensare che Eileen l’avrebbe giudicato, invece. Non lo avevano mai fatto, uno con l’altro. Era un pensiero sporco questo, lurido. Indegno di lei. Continua a leggere→

L’attesa, di Raffaela Fazio


L’attesa

Riflessioni e poesie

 

Frutto dell’attesa è il senso: solo nel tempo il senso può crescere, senza la pretesa di un definitivo punto di arrivo.

 

Primavera

 

Come un campo spietrato

è questo silenzio

in cui dissiparmi

senza alcuno spreco

e spiare appena

come un filo d’erba

il farsi lento di un segno

che diventerà un Dire

se troverà infine

un po’ di tempo per me. Continua a leggere→

Mappe


Fare ordine. È un’esigenza che proviamo tutti, credo. Potremmo riassumere la vita in una cosiddetta mappa concettuale: l’esistenza in uno sguardo. Al centro, per me, ci sarebbe il Cristo; poi fede, speranza e carità, e via via gli altri elementi dell’essere e del fare: corpo, psiche e spirito; intelligenza, libertà, volontà; sensi esterni e interni; passato, presente e futuro; vocazione, preghiera, scrittura, lettura, attività…
Avere il senso della totalità è fondamentale, per non dare troppo peso a ciò che non ne ha, e viceversa.
Il grande foglio della vita, però, è soggetto a cambiamenti. Dove li metti i sogni? E gli imprevisti, destinati a smentire ogni volta organigrammi e tabulati?
Come sempre, la vita è unione degli opposti: visibile e invisibile, astratto e concreto, ordine e disordine. Anche Gesù avrà avuto i suoi momenti sopra le righe, il bicchiere di troppo, la risata irrefrenabile.
Vivere è un dono doloroso e bello che, da qualunque parte lo si veda, ti sorprende.

“Il giorno del Ringraziamento” – Capitolo 2

[Novella a puntate – testo e immagine di Monica Mazzitelli]

2.

Il neurochirurgo era sparito in silenzio. Jeff con la testa appoggiata sul pugno frantumava briciole di pane col coltello. Mike leggeva i titoli dei libri sugli scaffali, con le mani in tasca. Aveva saltato quelli in brossura in tinta unita, i rossi e i verdi sbiaditi, e stava guardando i paperbacks con lo sfondo nero screpolato dalle letture. James da lontano credette di riconoscere un vecchio romanzo che aveva anche lui a casa, e lo raggiunse.
«Pensavo fosse quel libro di Ellroy che non ho mai finito ma…»
«Si assomigliano tutte queste copertine.» fece Mike «Non ho letto nulla di Ellroy. Ma non posso dire di essere un lettore vorace. Lei?»
Non sapeva cosa rispondere «Non lo so, vado a periodi. Gli ultimi mesi leggevo più che altro qualche poesia per mia moglie, non c’è stato molto… tempo, per altre cose.»
Mike annuì. «Anche io vado a periodi. Leggo più che altro in vacanza, comunque. E non so ancora se questa lo sia.» concluse sorridendo.
«Perché? Cosa potrebbe essere?» chiese James un po’ allarmato.
«Per me l’inizio di qualcosa di più duraturo.»
Incerto se chiedere spiegazioni, si limitò a fare un cenno di assenso con la testa. Continua a leggere→

Parabole


Ci giochiamo innumerevoli carte, nella vita: l’intelligenza, la sensibilità, la competenza, i talenti che abbiamo in dote dalla nascita e quelli che via via siamo andati accumulando.
A questo proposito, la parabola omonima non lascia spazio a equivoci: moltiplicare i talenti è il criterio ordinario della vita, rigoroso e logico, come un seme che diventa pianta.
Il Signore mi ha dato due doni, essenzialmente: la predicazione e la scrittura. Li impiego come posso, mettendoli al servizio, marcendo nella terra, perché qualcuno ne ricavi un frutto, scoprendo o affinando le proprie, personali propensioni.
Gesù, il Figlio di Dio, ha talento da vendere: sapienza, carismi di evangelizzazione e guarigione, infallibilità e autorevolezza nella guida dell’anima.
Ma il capitale più ingente è la vita che ha dato, la sua morte. Possiamo offrire anche noi la nostra morte, come seme squarciato pronto a esplodere nel miracolo del dono.

L’isola misteriosa. La Biblioteca dei libri inutili. N. 10

Come per l’idea rimasta incompiuta di realizzare un Catalogo delle idee chic, che avrebbe dovuto essere il seguito e la conclusione del romanzo Bouvard e Pécuche di Flaubert, letture e proposte di libri singolari eppure dimenticati.

Socialismo liberale, Carlo Rosselli (1930)

Carlo e Nello Rosselli vengono assassinati il 9 giugno 1937 a Bagnoles-de-l’Orne da una squadra di fascisti del gruppo terroristico La Cagoule. Per questa generazione di antifascisti si deve partire dal dato biografico. Parliamo degli eredi della tradizione risorgimentale che seppero fare, come Mazzini, della politica una religione civile, della lotta politica un magistero laico. Questi “chierici”, cui va aggiunto Piero Gobetti, ancora a Torino, e Tommaso Fiore, nel Mezzogiorno d’Italia, solo per indicare alcuni, intrecciarono così intimamente opera e biografia, da porsi direttamente, con la loro vita e le loro azioni, quali testimoni del loro programma politico. All’ombra dello scontro storico tra grandi movimenti organizzati, tuttavia, queste personalità furono “perle” slegate dalle grandi masse popolari protagoniste del secolo scorso e per questo sempre relegate ad essere “splendide” minoranze.

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“Il giorno del Ringraziamento” – Capitolo 1

Qualche anno fa, di ritorno da un viaggio negli Stati Uniti, ho scritto una novella ambientandola a nord della California durante il weekend del “Thanksgiving”.
Troppo breve per essere un romanzo, ho scelto di pubblicarla a puntate qui, e se vi piacerà potrete seguirla da oggi fino al 6 dicembre per 13 puntate, ogni giorno alle ore 18:00, illustrata da una mia foto. Chi – come me! – detesta leggere le cose a puntate, potrà trovare la novella per intero in formato pdf il 6 dicembre 🙂 Buona lettura!

1.

La villa era proprio del colore che aveva immaginato senza formularne il pensiero, quando aveva letto l’annuncio sul giornale locale. Marrone scuro, opaco. Inaspettato invece il blu delle ringhiere e della palizzata. L’aveva sempre ritenuto un accostamento aggricciante, trovarlo lì gli diede un senso di sollievo. Lo stesso che provò guardando la facciata mentre girava nel vialetto: betulle bianco cenere allungavano dita nodose verso la casa ghermendola nella luce scarsa del crepuscolo. Dal parcheggio il lago non si vedeva.
Sentì profumo di zucca mentre apriva la portiera. Luci arancione dalle finestre del piano terra ci si squagliavano dentro. Dovette sollevare il trolley per non farlo strusciare sul ghiaino. Continua a leggere→

Ventiquattro novembre


Sei venuto a suonare come niente fosse, mentre stavo recitando le Lodi. Mi hanno bruciato, hai detto. Era il ventiquattro novembre del millenovecentonovantasei.
La vita è fatta di contrasti. Le nostre cene alla Nuova Capricciosa, i colloqui interminabili all’EUR, le vacanze nella tua Sicilia, erano angoli di paradiso dove appresi ad amare una vita che mi aveva ferito dal giorno della nascita: pericolo di morte, medici agitati che facevano di tutto per salvarmi, ma che io consideravo estranei, ostili, perché mi avevano strappato alle braccia di mia madre; la lunga teoria della falsa identità, circoscritta in un corpo piacevole e una parola facile, sempre persuasiva, il demonio che godeva delle mie trasgressioni da bohemien.
A un tratto, sei comparso tu: mi bastava vederti accendere la Marlboro, ascoltare e parlare con la voce bassa, pacifica, per uscire dal labirinto di paure che mi tenevano in scacco.
Poi, di nuovo, la diffidenza, i tradimenti, l’altalena di odio e amore, di grazia e di peccato.
Quel ventiquattro novembre, prima della messa di Cristo Re, sembrava tutto perduto, tra rimorsi e speranze spazzate via da una tanica di benzina e un fiammifero lanciato a taglio.
E invece, da quella mattina, da quell’ora, Cristo cominciò a regnare, fino a prendere il posto del Nemico.

A capo


Poesia è andare a capo, per qualcuno. In effetti, il segno di riconoscimento più evidente è che non si arriva al bordo della pagina: la frase si interrompe prima, come a creare un effetto di sorpresa, affrancato dalle righe tutte uguali, che rimandano, indifferentemente, a un referto medico, un articolo di cronaca, il bilancio annuale di un’azienda.
La poesia, in realtà è qualcosa di diverso: un testo che dà maggiore informazione, un condensato di simboli che spalanca mondi, lasciando intravedere scenari inaspettati, che estasiano, turbano, commuovono.
Chiunque può scrivere versi: basta leggere, studiare, compulsare manuali di metrica e retorica, esercitarsi ogni volta che si sente una profonda ispirazione, appuntando parole su un foglio di giornale, uno scontrino, un biglietto del tram.
Per me è ancora altro, la poesia: sapere che c’è Uno che mi aspetta, che è fedele; che lo senta o non lo senta, è lì, inspiegabile come l’attrazione, irriducibile come la speranza. Ogni volta che ci penso, mi nascono parole, una specie di poesia che non va a capo, ma mi riempie la vita di bellezza.

Che la forza sia con voi. E il potere con noi.

la forza con voi

Ci sono molte donne per cui femminismo significa in qualche modo rifiutare una prospettiva di diversità di genere, come fosse un marchio di debolezza; donne che tendono a catalogare sé stesse su un metro maschile, a cominciare dalla declinazione dei titoli professionali, ché quelli al femminile “non valgono tanto quanto”.
Questa esigenza ha avuto la sua piena importanza finché la cultura patriarcale ha tenuto chiuse le porte di molti mestieri che ora si stanno lentamente aprendo in tutti i settori, dalla scienza alle applicazioni manuali. Qui in Svezia per esempio ci sono sempre più donne nelle attività impiantistiche: deliziose idrauliche o elettriciste, magari minute ma scattose Lisbeth Salander con piercing e martello. Continua a leggere→