Da ‘vecchio’ umanista quale mi reputo, per le mie brevi vacanze marittime, ho voluto leggermi, oltre romanzi, poesie e graphic novel, anche tre testi scientifici o per meglio dire tre libri che hanno a che fare con la scienza (in particolare la biologia): i primi due sono recenti e divulgativi, il terzo è un classico di tutti i tempi in una nuova bella riedizione bilingue. Continua a leggere
Quando cadono le stelle di Gian Paolo Serino
“(…) un grande show di uomini e donne che hanno vissuto, creduto, sbagliato, pianto, sofferto, hanno abusato di se stessi o della loro fama, hanno mentito, hanno amato e sono stati amati tanto quanto hanno odiato, hanno perso e hanno vinto, ma non sono mai morti”. Con queste parole si conclude il nuovo libro di Gian Paolo Serino, che sembra di proposito riassumere quanto scritto in ogni pagina antecedente: un libro anomalo, ma proprio per questo genialmente originale, fin dalla scelta del genere letterario a metà strada fra saggio, romanzo, raccolta di racconti con un filo conduttore. Continua a leggere
Lettera da Berlino
di Stefanie Golisch
In questa città di laghi e alberi, di morbido terreno sabbioso non può succedere
nulla di male.
Il bosco protegge gli uomini che credono in esso: la sua antica sapienza,
la sua forza di sopportare tutti i mali.
Il bosco come teatro di guerra, teatro d’amore, luogo intimo di maghi e
di ibridi che vivono nella logica incontestabile di miti e fiabe.
Forse un tempo erano loro i padroni del mondo,
forse sono morti, forse il loro tempo presente non può finire.
Vado per il bosco con passo leggero, fiduciosa.
La luce respira lentamente, respiro lentamente anche io, silenziosa nel silenzio,
eppure sempre io, pesante di vita, condannata ad essere tante cose, tutte
contemporaneamente.
Mai come gli alberi, destinati ad essere sempre e solo se stessi.
Loro non hanno bisogno di me.
Loro sono, io vedo, mi vedo, faccio, mi vedo fare, penso, mi vedo pensare.
Una passeggiata mattutina carica di sogni notturni e realtà luminosa,
leggera che mi vuole altrettanto leggera.
So distinguere.
So troppe cose. Continua a leggere
LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano
Italiani fortunati (oggi). Gli europei ieri.
Quando si pensa che il terrorismo e il terrore in Europa sia una novità ha memoria corta. Oppure non sa cosa è accaduto in Italia tra il 1970 e la prima metà degli anni ’80. Ho addirittura ascoltato un giornalista – l’aggravante è che fosse italiano – dire che l’Italia è fortunata. L’Italia sarebbe fortunata oggi perché non (ancora) toccata dal terrorismo islamista.
Amor geologico et imprevisto – di Max Ponte
Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 16
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da qui
[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=iqjA4uFDDtM&feature=youtu.be]
da qui
Federico García Lorca
Tutte le poesie e tutto il teatro
A cura di Claudio Rendina e Elena Clementelli
Edizioni integrali con testo spagnolo delle poesie a fronte
Newton Compton editori Continua a leggere
Il professore brasiliano. Riflessione sul nuovo romanzo di Cristovão Tezza
Se per meglio comprendere il contesto socioculturale in cui avvengono le attuali Olimpiadi – Rio de Janeiro 2016 – si volesse leggere un libro emblematico, la scelta potrebbe tranquillamente riguardare La caduta delle consonanti intervocaliche, di recente proposto da Fazi Editore. L’originale data 2013 ed è opera di Cristovão Tezza, forse il massimo romanziere brasiliano vivente, mentre il titolo originale O professor – letteralmente il professore – riflette meglio l’argomento del libro, oltre a essere in patria una trovata di marketing decisamente popolare rispetto all’elitaria soluzione italiana; di certo puntare su un accostamento di parole ignote ai più – quanti sanno cosa siano le consonanti intervocaliche? – significa respingere un pubblico di massa, puntando invece su un lettore minoritario, colto, erudito, magari abituato ai romanzi dove la forma (ricerca, sperimentazione, lavorio attorno a linguaggio, prosa, sintassi) risulta parte integrante del tessuto narrativo. Continua a leggere
55. Don Mario

Fare il punto: era per noi un’esigenza prioritaria e propedeutica rispetto a ogni altra scelta. Lo scenario si andava chiarendo sempre più: confusione e ignoranza la facevano ormai da padrone, mentre un panico inconscio s’insinuava nel cuore della gente. Le notizie di basi terroristiche in Italia si moltiplicavano, e non era più logico pensare che tanto avrebbero colpito qualcun altro: volenti o nolenti, si era costretti a vederci nella stessa barca. Teoricamente, ciò avrebbe dovuto favorire la solidarietà e la condivisione; praticamente, accentuava ancor più il ripiegamento su se stessi, il proprio clan, l’interesse personale. Forse proprio tale ostinazione rendeva necessario lo sconvolgimento degli schemi, il rimescolamento di tutti gli elementi della società. Si capiva, anche, come solo da questa prova estrema potesse sorgere un modo nuovo di giudicare la realtà, emancipato dagli oggetti, dagli status symbol, dai trucchi vecchi e nuovi per uscire vincitori nella competizione globale, che l’Occidente aveva assunto come criterio guida. Eravamo coscienti della missione assegnataci in questa giungla inestricabile di pseudo valori: mostrare le chiavi per aprire la porta della vita, tornando a concepire qualcosa di umano e di divino: le virtù teologali di fede, speranza e carità, l’insegnamento inossidabile del nostro don Mario che ci assisteva dall’alto giorno dopo giorno, al punto che sembrava di avvertire ancora lo scricchiolio della sua sedia, il segnale acustico con cui ogni volta ripartiva nelle scorribande dell’ultima dozzina d’anni della sua incredibile esistenza.
Circo(lo vizioso)
SUL TAMBURO n.23: Roberto Arlt, “Un viaggio terribile”
Roberto Arlt, Un viaggio terribile, a cura e con una postfazione (Roberto Arlt, o l’arte di inventare) di Luigi Marfè, Siena, Radio Londra Edizioni, 2015
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Non è ancora il tempo di una sintesi compiuta riguardo il lavoro intellettuale e la produzione letteraria di Roberto Arlt (Buenos Aires, 1900-1942). Nonostante un nutrito gruppo di benemerite traduzioni (o nuove traduzioni) dei principali romanzi dello scrittore di origine tedesca soprattutto nell’ambito del progetto Sur di collaborazione culturale italo-argentina e nonostante l’interesse per Arlt risalga già agli anni Settanta quando I lanciafiamme, I sette pazzi e Il giocattolo rabbioso furono tradotti per Bompiani e Savelli (io li lessi, infatti, in queste edizioni), un’ampia parte della sua opera è ancora in attesa di essere conosciuta in ambito italiano. Mancano all’appello i testi teatrali e le sceneggiature, ad esempio, molti scritti giornalistici e parte dei racconti1
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Così Luca P. aveva una moto. Cocco di mamma, gliela avranno regalata per avere fatto il minimo di quel che si aspetta: uscire dal liceo. Come se fosse una cosa difficile, un merito speciale. Li conosco IO, i viziatissimi fighetti paraculi del centro… Bella gente, simpatici, sì… come un morso di vipera sulle palle. IO, a sedici anni, ho passato un’estate miserabile a fare il cameriere in pizzeria, da solo, mica mi sono mai aspettato qualcosa dagli altri, o dal cielo. I miei amici? A Jesolo, dietro le tedeschine! Bitte, bitte, Fräulein… Tutto per una Lambretta di quinta o sesta mano, che neanche Mandrake ci avrebbe rimorchiato, con quella.
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Il Premio Cerreto al nostro Giuseppe Panella

PRATO. La città che premia se stessa attraverso le sue eccellenze artistiche, pratesi di nascita o per aver scelto Prato come luogo di vita e di lavoro contribuendo ad accrescerne il valore. E’ questo, in sintesi, il significato del premio “Cerreto” giunto all’ottava edizione e che giovedì 4 agosto è stato consegnato al professor Giuseppe Panella, docente di Estetica alla Scuola Normale Superiore di Pisa.
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La libera e valente fanciullezza delle Donne. Su “Eterne adolescenti”, di Susanna Schimperna

Resoconto breve su Eterne Adolescenti di Susanna Schimperna, presentato all’Isola Tiberina di Roma
di Michele Caccamo
Era come fossimo seduti attorno ai fuochi, e il Tevere avesse una strana costa: questa sera nostalgica.
Era come se il tempo non potesse dare alcuna sentenza inequivocabile, ma che anzi tutto fosse ancora possibile: si stava testimoniando la conoscenza e l’amore, la luce quella vera dell’evoluzione. Le voci avvicinavano gli argini del fiume, e noi si aspettava il diritto vivo della parola.
Susanna stava per farci entrare nel regno dei regni, nell’anima delle Donne. Con Eterne adolescenti ha preparato le stanze per le gemme preziose o le rose sfiorenti; la speranza per quei cuori bianchi e feriti, sanguinati e assorbiti dall’inquietudine. Ha aperto ai nostri occhi i sogni votivi di ognuna di loro: le piccole storie di scienza umana: che a raccontarle viene meno la paura, viene meno la delusione. Continua a leggere
Da una festa popolare, Libera Candida.
E ci sono poi finto in un campo aperto dell’Abruzzo, nell’erba indebolita dal sole. E con gli alberi di fronte senza vento come fossero legati per le ali. Intorno le altre cose sembravano lasciate all’abbandono del silenzio.
Le luci sul palco erano degli occhi splendenti, come le stelle ancora più in alto. E mi attraversavano, davvero come tagli di gioia. Continua a leggere
Il Tempietto, la musica e Santa Maria in Portico in Campitelli

Protetta dall’immagine di Maria Porto Della Sicurezza Dei Romani nel Chiostro di S. Maria in Portico in Campitelli a Roma, nel mese di luglio, si è svolta un’ originale kermesse, unica nel suo genere, ideata da Angelo Filippo Iannoni Sebastianini e da Anita Tiziana Laura Napolitano. Poeti, scrittori, musicisti, compositori, attori hanno vita ad un piacevole incontro tra parola e musica. Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 15
[youtube=https://youtu.be/JEPixs_jDD4]
da qui
[youtube=https://youtu.be/5r1Cp5IwAdA]
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Federico García Lorca
Libro de poemas
Poesie
1918/1920
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Il delta di Kurt Lanthaler
Chi è Fedele Conte Mamai? Perché è ritornato a Maierlengo, immaginario paese nel delta del Po, dopo quarant’anni di assenza? Cosa ci fa con una valigia contenente baccalà e babà, bresaola e bottarga, insieme a pochissima biancheria? La valigia viene subito notata da qualcuno che avvisa i carabinieri, viene allora fermato e sottoposto ad un interrogatorio perché sospettato di terrorismo. Continua a leggere
54. La verità

Qual era il criterio che avrebbe favorito il passaggio alla fase del rinnovamento? La verità. Chi aveva intenzione di “passare all’altra riva”, come dice il Vangelo, avrebbe dovuto impegnarsi soprattutto in questo senso. Il mondo era in preda alla menzogna: dei politici, dei pubblicitari, della gente comune, che respirava ogni giorno un’atmosfera avvelenata. Non era, la nostra, la civiltà dell’immagine? Non doveva mostrare una faccia e poi, in privato, condurre una vita parallela? Il male contava su questo: nessuno era più in grado di distinguere il vero dal falso; la rete s’ingolfava di notizie senz’alcun fondamento, paradossali e esasperate, per attirare l’attenzione dei lettori e incassare proventi con le reclames che ingombravano lo schermo. Il risultato era che più nessuno credeva a nessuno, o, se vogliamo, che tutti credevano a tutto, salvo alla verità di Cristo e del Vangelo. Mandavo articoli a siti importanti: quelli rifiutati riguardavano sempre lo scenario inquietante che si andava profilando, ma che nessuno poteva evocare, per non turbare il patto implicito del politically correct. Da quest’orecchio non sentiva nessuno, come se oscurare le parole potesse cancellare anche i fatti che si preannunciavano da tempo, e che ormai non potevano più definirsi “profezie”: tutto era chiaro, per chi non fosse accecato da ideologie o paure.
L’azzardo di andare a vedere cosa succederebbe se…

Un’interessante articolo dello scrittore e accademico Tobias Stone sulle possibili conseguenze della Brexit e di un’eventuale elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti sta facendo in questi giorni il giro del mondo. Nel dubbio che nessuno abbia ancora provveduto a renderne il contenuto accessibile al pubblico italiano, ne riassumo qui di seguito i punti essenziali.
Nell’articolo, l’autore individua nell’ascesa di Vladimir Putin e di Donald Trump, insieme alle future conseguenze della Brexit, i segni più riconoscibili dei presupposti di una possibile nuova guerra mondiale.
Stone mette in primo luogo in evidenza le inquietanti somiglianze tra i dittatori e gli eventi che portarono alle due guerre precedenti e gli atteggiamenti di politici moderni quali Putin, Mugabe, Farage e il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti.
Malgrado le dichiarazioni di Trump di rendere nuovamente grande l’America cozzino in maniera evidente contro le Continua a leggere
53. Conversione

Il primo prete sgozzato provocò un sussulto, ma la falange del politicamente corretto non cambio la propria posizione. Evidentemente non bastava. Ormai era chiaro, a chi aveva gli occhi in fronte, che l’attacco era stato avviato e altre vittime sarebbero arrivate ad avvalorare un’ipotesi scontata. Che l’intreccio – diciamo pure l’intrigo – fosse più complesso di motivazioni semplicemente religiose era noto dall’inizio: le lobby finanziarie volevano accelerare gli incassi assicurati dall’industria della guerra; le grandi potenze si contendevano le risorse naturali a colpi di rivoluzioni e controrivoluzioni, finché la situazione non sarebbe sfuggita di mano ai sedicenti padroni del mondo. Le conseguenze, questa volta, sarebbero state molto più drammatiche, perché spalmate sull’orizzonte di una globalizzazione che non avrebbe risparmiato niente e nessuno. I primi a essere travolti dal disastro sarebbero stati coloro che lo avevano innescato: il male gli si sarebbe rivoltato contro come un cane rabbioso, impaziente di mordere e uccidere. Ancora una volta sorgeva spontanea una domanda: come salvarsi dalla catastrofe imminente? L’unica risposta sensata era il cambiamento sociale e personale, la conversione al bene e ai valori, il riconoscimento di una verità al di là delle scelte di comodo e di tutte le forme più o meno mascherate di egoismo. Era giunto il momento di gettare la maschera: lasciando emergere il non senso, qualcuno si sarebbe ricreduto, orientandosi a una storia rinnovata, all’alba imprevista e imprevedibile di un mondo nuovo.









