DIARIO DELL’ULTIMO GIORNO DI AGOSTO

La nudità fa sentire ancora più soli perché non c’è più niente da scoprire. C’è da ricominciare da un linguaggio semplice.

***

Uno crede che la solitudine, una volta che venga accettata, sia la condizione per un sano distacco dalle cose, un modo per stare meglio. Non è così: perché la solitudine si porta con sé tutto: il bagaglio della vita che, seduto accanto a noi, conversa. Nella solitudine l’anima non esegue un monologo, ma cerca un dialogo. E chissà se, a un certo punto, non appare Dio.
E pensare che scrivo queste cose in mezzo alla gente. Solo corpi, senza parole. Solo sguardi rivolti verso il mare.

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Poesia e Asilo #5 – Marco Giovenale

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Il mattino della sete è il primo
giorno mariano, di pliche bianche
dove, come in solarizzazioni
di un solo profilo, vetro della donna,
a lasciare solo calco
negativo le vesti, i fotogrammi,
si versano e scambiano, es luz
– torce così, voce che rileva
pietrisco, dal nero del fondale.

Continua a mancare una madre nella parte
d’acqua della storia. Vero
è che da un lato è
l’ombra la prima a essere
stata fonte per l’iridescenza

da Shelter, in Poesia contemporanea: nono quaderno italiano, a cura di Franco Buffoni. Marcos y Marcos 2007

Un uomo interrotto, di Lisa Sammarco.

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Accadeva in febbraio di solito. La cucina si trasformava in una specie di retrobottega di un mattatoio. Il maiale veniva portato lì dopo che l’ultima goccia di sangue fosse stillata dal suo corpo e, diviso in due adagiato sul tavolo di legno dopo essere stato anche scuoiato con cura.
Il liquido era raccolto in una bacinella. Era scuro, incredibilmente vivo, e rosso, come può essere rosso scuro e vivo il sangue a vederne tanto da riempire il recipiente fin quasi all’orlo. Era lì in un angolo, ancora caldo e schiumoso, in quelle stesse tinozze di plastica che ero abituato a vedere sulle terrazze colme del bucato in attesa di essere steso.

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“I vini dolci non li vuol più nessuno” (Montale, “Satura”)

Sulla presentazione di Album feriale di Maria Pia Quintavalla da parte del critico Luigi Metropoli (7, 9, 2007)
di Giorgio Morale

A conclusione di tutto, Luigi Metropoli confessa:
“E’ stato un caos!”.
“Ma no,” faccio io “nel momento in cui si rappresenta, il caos diventa cosmos”.
Solo dopo avrei capito l’inconsapevole preveggenza contenuta in questa affermazione, il richiamo a La nascita della tragedia di Nietzsche e alla dicotomia apollineo-dionisiaco, che si sarebbe riproposta più volte durante la serata. Continua a leggere→

Reclusioni #10 – di Marina Pizzi


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ipotesi di nenia il dondolio dell’amàca
che non c’è. dormi vestito per recupero
di tempo che chissà.
potresti amare un vagito al sorriso
che non c’è. il canticchìo dell’alba
bara anzitempo.

(Agosto 2007)

La mania per l’alfabeto, di Marco Candida.

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MANIE, PAROLE E FANTASMI.

Recensione di Michelangelo Cianciosi

Vorrei mettere subito le mani avanti. Non è facile parlare de La mania per l’alfabeto. Potrei cominciare, dando una vaga idea di quella che è la trama, dicendo che il primo romanzo di Marco Candida è la storia di Michele, un ragazzo che ha ventiquattro anni, un lavoro precario in una ditta produttrice di asfalto, una ragazza di nome Savemi e, soprattutto, un’ossessione con cui è difficile convivere: quella per la scrittura.

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Mario Bianco su Paolo Nori

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Tratto da http://societe.splinder.com/

Ho scritto, or son due dì, un commento ad un post dedicato a Paolo Nori, scrittore, sul blog de La poesia e lo spirito (https://www.lapoesiaelospirito.it). Nel detto commento mi sono permesso di dire che secondo me Paolo Nori, che pratica narrativa, crea prodotti di intrattenimento di livello medio/ buono.

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Gli occhi nella melanzana

di Emanuele Kraushaar

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L’altra sera, che era la quinta volta in una settimana che litigavamo, sono tornato a casa e per la quinta volta in una settimana mi sono messo a cucinare per la mia cena. Mentre tagliavo una melanzana con un grosso coltello ho visto, con i miei occhi, due occhi dentro la melanzana che lacrimavano sangue.

NOTTETEMPO

“NOTTETEMPO”
Mostra di poesia o Poesia in mostra,
Edizioni di Latta, Libreria Rizzoli, Milano,
dal 01 al 22 Settembre 2007.

“Nottetempo” è una iniziativa nata da un’idea di Adalberto Borioli, Maria Gabriella D’Agostino e Mirna Miglioranzi per dare visibilità e voce a quei poeti che sono milanesi e anche a quelli che vivono e lavorano in questa città da molto tempo.
La visibilità di questa iniziativa è offerta da un’esposizione, una sorta di Poesia in mostra o Mostra di poesie, che si terrà all’interno della libreria Rizzoli, Galleria Vittorio Emanuele II. Continua a leggere→

Questa era una poesia sulla censura…

————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————–ma è stata censurata.

Pretty happy

Peter Johnson ( USA, 1951)

Pretty happy

I have no siblings who’ve killed themselves, a few
breakdowns here and there, my son sometimes talking
back to me, but, in general, I’m pretty happy.
And if the basement leaks, and fuses fart out when
the coffee machine comes on, and if the pastor beats
us up with the same old parables, and raccoons over-
turn the garbage cans and ham it up at 2 o’clock in
the morning while some punk is cutting the wires on
my car stereo, I can still say, I’m pretty happy.
Pretty happy! Pretty happy! I whisper to my wife
at midnight, waking to another night noise, reaching
for the baseball bat I keep hidden under our bed. Continua a leggere→

Poesia e Asilo # 4 – Andrea Zanzotto

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CONTRO MONTE

Dove ultima delle mie pene

Soligo fosca si cementa

al suo monte sdegnato dal cielo,

dove il fiume sussulta

e tenta col vano meandro

liberarsi dal melmoso autunno,

più vicino al tuo volto

al tuo corpo embrionale aspro del sole:

là mi riscuoto, là rovescio la vita

mia, sonno infetto di terra,

là sei, vera pietra e vera terra

che arresta e stringe al muro i paesaggi;

e la fuliggine delle alluvioni

invola contro monte il mezzodì.

(Elegia e altri versi)

E’ in arrivo il book’s qualit-o-meter

books-qualit-o-meter-3.gif Meraviglia!!! Finalmente il book’s qualit-o-meter sta per diventare realtà !!!

Già da qualche tempo negli ambienti letterari della Est Coast si rumoreggiava che il fantastico oggetto di cui ha parlato l’indimenticato e indimenticabile H.P. Lovecraft fosse sul punto di trasformarsi in strumento reale.
Certamente gli intenti di Lovecraft erano burleschi quando citava, tra le ricerche dei laboratori della prestigiosa Miskatonic University, anche lo studio di una macchina atta a misurare la qualità letteraria di un libro. Forse fu mosso a questa trovata dalla consapevolezza che le proprie opere non fossero stimate per il loro reale valore letterario (e difatti vedasi i riconoscimenti post-mortem).
Ebbene, ci ha pensato la raffinata Long Island Lector’s Review a svelare in anteprima mondiale che dai laboratori di un’università degli States (il nome è ancora top-secret) sta per uscire un prototipo di quello che è stato già battezzato come book’s qualit-o-meter

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