La nudità fa sentire ancora più soli perché non c’è più niente da scoprire. C’è da ricominciare da un linguaggio semplice.
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Uno crede che la solitudine, una volta che venga accettata, sia la condizione per un sano distacco dalle cose, un modo per stare meglio. Non è così: perché la solitudine si porta con sé tutto: il bagaglio della vita che, seduto accanto a noi, conversa. Nella solitudine l’anima non esegue un monologo, ma cerca un dialogo. E chissà se, a un certo punto, non appare Dio.
E pensare che scrivo queste cose in mezzo alla gente. Solo corpi, senza parole. Solo sguardi rivolti verso il mare.


